Daniel Brühl 30 anni di carriera celebrati con il Premio Stella della Mole [43TFF]

Gentile, umile e disponibile: si è presentato così Daniel Brühl alla stampa prima di incontrare il pubblico per la presentazione di Rush, il film del 2013 diretto da Ron Howard.
Interpretare quel ruolo l’ha portato fuori dalla sua comfort zone, era letteralmente terrorizzato in quanto se avesse fatto male il lavoro non sarebbe più potuto tornare in Austria ma alla fine tutto è andato per il meglio, si è divertito ed è il set che più gli è piaciuto. L’attore ha tenuto a puntualizzare di aver avuto il privilegio di incontrare Niki Lauda che gli ha dedicato del tempo e insieme hanno potuto parlare di tutto liberamente.
Corse e motori sono tornati protagonisti nella sua vita lo scorso anno con Race for Glory: Audi vs. Lancia il film che l’ha visto accanto a Riccardo Scamarcio, l’amico un po’ pazzo che ha insistito per farlo partecipare al progetto di Stefano Mordini e Torino ha ospitato parte delle riprese.
Proseguendo con i progetti più recenti ha avuto modo di soffermarsi su Becoming Karl Lagerfeld la serie disponibile su Disney+ che ammette esser stata un dono. Ha avuto l’interessante possibilità di andare indietro nel tempo e conoscere lo stilista prima che questo diventasse un’icona acclamata nel mondo.
Avendo nel sangue un mix di culture (mamma spagnola, padre tedesco e 2 zie francesi), utilizza questa fortuna per iniziare ad approcciare i vari personaggi che andrà poi ad interpretare perché cerca subito di capire come si esprimono, come parlano e proprio tornando a Rush, ha dovuto cercare il giusto accento e intonazione per essere credibile. Conoscere più lingue da la possibilità di esplorare. Ai giovani attori Brühl dà un consiglio spassionato: lasciare perdere le opinioni altrui!
In chiusura ha speso anche due parole su alcuni registi con cui ha lavorato, non poteva mancare la domanda su Tarantino che l’ha diretto nel cult Bastardi senza gloria. Ha definito il cineasta statunitense meraviglioso e con lui ha avuto uno switch importante perché prima in Germania era considerato il classico bravo ragazzo, simpatico ma vestendo i panni di Frederik Zoller ha mostrato un’altra faccia e forse tra i confini tedeschi non avrebbe avuto un’occasione simile.
Altro uomo intelligente che realizza cinema puro è Ruben Östlund ma collaborare con lui è faticoso, fa tante riprese ma lo definisce stupendo.
Daniel Brühl è stato accolto in maniera calorosa, i premi ammette gli danno la forza per andare avanti e il capoluogo piemontese lo aspetta di nuovo a braccia aperte.


