Fammi il piacere recensione film di Reem Kherici con Alexandra Lamy, François Cluzet e Camille Aumont
Fammi il piacere (titolo originale francese Pour le plaisir) del regista Reem Kherici, è una commedia ispirata alla vita degli inventori del Womanizer, un sex toy che può ora affermare orgogliosamente di essere “il primo prodotto ad avere il proprio film.
Conosciamo la nostra protagonista, Fanny (interpretata da Alexandra Lamy), mentre ammette a fatica di fronte a una sessuologa di non essere certa di aver mai avuto un orgasmo; anzi, se deve essere sincera, è proprio sicura di non averne mai avuto uno. Invitata a provare l’autoerotismo, per scavalcare, almeno in una fase iniziale, l’imbarazzo di dover dire al marito di aver finto l’orgasmo durante tutti gli anni di matrimonio, viene però scoperta immediatamente da Thomas (interpretato da François Cluzet).
Thomas è un ingegnere, geniale ma sfortunato e con una tendenza a fidarsi troppo del prossimo, soprattutto di un certo collega, e imprenditore, che gli ha rubato tempo addietro un’invenzione dal potenziale enorme. Mandato a casa per un taglio di personale, costretto a prendere in considerazione la vendita (affidata alla figlia) della casa, accoglie con discreta eleganza la confessione di Fanny e… comincia a studiare.
Thomas legge, fa domande a chi gli offre risposte, esce dalla sua comfort zone per incontrare le curiosità sessuali di Fanny, ma dell’orgasmo neanche l’ombra. Ed ecco che l’ingegnere che è in lui torna a fare capolino e stringe la mano al genio: perché non creare da zero un sex toy pensato specificatamente per Fanny?
Intanto, anche Fanny lavora su sé stessa con l’aiuto della sua sessuologa, tra audiolibri erotici e sessioni di meditazione condivisa, con l’obiettivo di conoscersi meglio e avere, finalmente, un orgasmo, che sia sola o con Thomas.
Studio, momenti di grande imbarazzo, tentativi andati a vuoto, altri promettenti, intervallati da una relazione dolce, goffa, sincera, mostrata perfettamente sullo schermo da Lamy e Cluzet.
Fammi il piacere parla di sesso proprio con quella tranquillità con cui sarebbe necessario parlarne nel quotidiano, non, quindi, rendendolo qualcosa di straordinario o peggio la normalizzazione forzata di quello che per anni è stato un tabù. Si tratta, dunque, di una commedia ben riuscita, capace di strappare più di una risata e trattare al tempo stesso temi importanti dal punto di vista relazionale e sessuo-affettivo. Perché ogni donna ha il diritto di venire, certo, ma anche di sentirsi sicura di sé e del proprio partner (o la propria partner) nel parlare di corpi, desideri, limiti.

