Ink

Ink recensione film di Danny Boyle con Jack O’Connell e Guy Pearce [Venezia 83]

Ink recensione film di Danny Boyle con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy

Ink di Danny Boyle (Credits Netflix)
Ink di Danny Boyle (Credits Netflix)

Se siamo tutti d’accordo (e immagino di sì) sull’assioma secondo cui lo stato di salute di una democrazia è direttamente proporzionale alle condizioni della sua stampa, allora occorrerà convenire, o meglio discutere, su cosa significhino per ognuno di noi il “buon giornalismo”, la libertà di stampa, quali dovrebbero essere i rapporti tra editore e giornalista (ammesso che ce ne siano ancora) e quali i confini tra giornalismo, intrattenimento e spettacolo.

In questo senso il nuovo film di Danny Boyle difficilmente sarebbe potuto arrivare in un momento più opportuno, dato che gli ultimi anni hanno rappresentato la definitiva e massiccia affermazione dei social all’interno della complessa macchina dell’informazione.

Persino i giornali dal blasone più pregiato sono dovuti scendere a patti con le nuove modalità di comunicazione, aprendo profili social, componendo le proprie redazioni di persone in grado di maneggiare con maestria il mezzo social e “addestrando” i propri veterani a rassegnarsi e, quindi, aggiornarsi di conseguenza.

E oggi la domanda che ci si pone con crescente insistenza è: mentre scrolliamo sdraiati sul divano dove inizia l’intrattenimento, dove finisce lo spettacolo e dove parte l’informazione? Dovremmo informarci soltanto corrucciati e a gambe incrociate, leggendo resoconti imparziali (ammesso e non concesso che sia possibile) e telegrammatici, oppure sentire l’impellente necessità di fare un rifornimento di dopamina persino mentre cerchiamo un resoconto delle notizie del giorno? Forse l’ideale sarebbe un po’ di entrambe le cose, o persino un utopico ibrido perfettamente cadenzato.

In ogni caso il film in questione racconta il preciso momento in cui questa annosa questione ebbe inizio e in cui l’editore di un giornale decise che quella manciata di pagine non doveva più “semplicemente” informare, ma anche e soprattutto intercettare le curiosità e i desideri più reconditi della popolazione.

Boyle, stavolta l’ambizione ha superato il talento? Ma che bella ambizione.

È soprattutto la qualità e l’attualità del tema appena descritto a fornire all’ultima fatica di Danny Boyle gran parte del suo fascino. Boyle, infatti, non ha sbagliato nulla in termini formali e la sensazione è quella di un biopic ben fatto, immune da critiche di metodo.

Il regista britannico, tuttavia, sembrerebbe non essersi mai allontanato con coraggio e decisione dalla rassicurante strada del biopic della più classica specie, il che ci ha impedito di uscire dalla sala gridando al capolavoro (o a qualcosa di diverso da un ottimo film).

Tuttavia, nonostante un’impronta formale tutt’altro che anonima, delle performance più che convincenti da parte dell’intero cast e una colonna sonora puntuale e coinvolgente, la sensazione è che la vastità e la complessità del tema in questione siano state condensate soltanto in parte all’interno di un prodotto riuscito, ma non memorabile.

Ink di Danny Boyle (Credits Netflix)
Ink di Danny Boyle (Credits Netflix)

Sintesi

Boyle racconta l’evoluzione del giornalismo nell’era sociale con un biopic efficace e attuale, ben recitato, ma troppo classico per risultare memorabile.

Perché MadMass.it

Consapevoli del nostro ruolo, da sei anni in MadMass.it portiamo avanti una linea editoriale responsabile, preferendo la copertura dei festival al content farming, le recensioni al clickbait, le rubriche e le interviste al sensazionalismo. Stiamo cercando di fare la nostra parte: sostienici con una donazione, acquistando i prodotti consigliati sul nostro magazine o semplicemente passa a visitarci, sfoglia le nostre pagine e condividi i nostri articoli sui social: ci permetterai di continuare a crescere e fare sentire la nostra voce.

Articoli Correlati

Commenti

Ultimi Articoli

Boyle racconta l’evoluzione del giornalismo nell’era sociale con un biopic efficace e attuale, ben recitato, ma troppo classico per risultare memorabile.Ink recensione film di Danny Boyle con Jack O’Connell e Guy Pearce [Venezia 83]