Elsinore

Elsinore recensione film di Simon Stone con Andrew Scott [RoFF21]

Elsinore recensione film di Simon Stone con Andrew Scott e Olivia Colman [RoFF21]

Elsinore di Simon Stone (Focus Features - Lucky Red)
Elsinore di Simon Stone (Focus Features – Lucky Red)

Dopo esserci lasciati alle spalle il fenomeno Hamnet, che aveva conquistato l’attenzione nell’ultima annata cinematografica, arriva Elsinore. A far da padrone è sempre Shakespeare e il suo Amleto, opera con cui il cinema, e l’umanità intera, continua a fare i conti.

Elsinore, a distanza di un anno, torna a riflettere sulla forza dell’opera e della sua rappresentazione, riuscendo a ottenere risultati addirittura migliori, in termini qualitativi, di Hamnet. Diventa facile pensare che, come accadde per Hamnet, si ritaglierà un suo spazio durante la stagione dei premi.

Elsinore però è un film molto diverso da quello di Chloé Zhao. Questa volta ci troviamo nella Londra del 1989, anno in cui, durante una rappresentazione dell’Amleto al National Theatre, Daniel Day Lewis abbandona improvvisamente il ruolo di Amleto. A sostituirlo sarà Ian Charleson (Andrew Scott), attore di grande talento ma profondamente insoddisfatto dalla piega che sta prendendo la sua carriera. L’Amleto potrebbe dargli l’occasione della vita, ma tutto cambierà quando Charleson scopre di avere l’AIDS. La malattia lo costringerà a sottoporsi alle cure della dottoressa Johnson (Olivia Colman) ma sarà l’interpretazione dell’Amleto a dargli la possibilità di lottare contro la morte.

Simon Stone costruisce un film geometrico, lineare nella sua messa in scena ma dalle grandi ambizioni. Se al cinema il rischio di inciampare nella retorica e nel pietismo quando si affrontano temi come la morte e la malattia è dietro l’angolo, Elsinore riesce a trovare un suo equilibrio in una dimensione ben più raffinata. A scongiurare questi rischi è la sua capacità di muoversi agilmente tra una rete di personaggi e situazioni che regalano al film più registri, tra il comico e il tragico, tra il privato e il pubblico, tra il razionale e l’irrazionale… evitando la trappola del superficiale e della retorica.

Sarà proprio questa mescolanza ad elevare l’opera alla statura di grande film.

Ad incantare però non è solo la padronanza nel muoversi tra tante tematiche, ma anche un livello tecnico di grande qualità: dalla sceneggiatura ad un montaggio magnetico, che raggiungerà il culmine nel bellissimo finale.

Allo stesso livello c’è il cast, in cui spicca un Andrew Scott sublime (forse la miglior interpretazione dell’anno). La sua però, non è una recitazione costruita: se l’attore raggiunge questi livelli è merito di un’opera che non lo ingloba mai ma che, al contrario, gli dà la possibilità di esprimersi su più piani. Non da meno è, infatti, l’interpretazione di Olivia Colman, in un personaggio che nasconde, dietro ad un’apparente rigidità, una dolcezza che esploderà nel finale, davanti proprio alla rappresentazione dell’Amleto.

Elsinore è molto più che un film sull’Amleto: è una storia universale, fatta di arte, di passione, di morte, di resilienza. Alla luce di questo pare che più di molti suoi corrispettivi, abbia colto il significato dell’Amleto e della sua messa in scena: il teatro, come il cinema, hanno un potere salvifico, capace di innalzare lo spirito e di sconfiggere anche la morte.

Un film che ha capito questo non può che lasciare incantato, fino a far perdonare anche dei personaggi un po’ compiaciuti che potrebbero far indispettire lo spettatore più esigente.

Elsinore di Simon Stone (Focus Features - Lucky Red)
Elsinore di Simon Stone (Focus Features – Lucky Red)

Sintesi

Elsinore non è solo uno dei migliori film sulla lotta contro l’AIDS, ma è un film sulla forza dell’arte e sulla sua capacità terapeutica, sulla sua importanza nella nostra vita spirituale e fisica. In questo contesto si inserisce un Andrew Scott in piena forma, straziante ma vitale, che ci regala un’interpretazione che verrà ricordata negli anni.

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