Wilde Horse Nine

Wilde Horse Nine recensione film di Martin Mcdonagh con John Malkovich [Venezia 83]

Il nuovo film di Martin McDonagh, in Concorso alla 83° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Wilde Horse Nine recensione film di Martin McDonagh con John Malkovich e Sam Rockwell [Venezia 83]

Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)
Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)

Credere che quella che stiamo vivendo sia un’epoca più complessa delle altre, che ci si trovi in un momento di particolare importanza sul piano socio-politico e che gli ultimi anni abbiano manifestato con maggior evidenza l’opacità del sistema dominante, fa notoriamente parte di un’illusione tanto comprensibile quanto fallace.

Nel 1974 (curiosamente giusto un anno dopo il momento storico in cui è ambientato il nuovo film di Martin McDonagh) il sociologo Jim Fowless coniò questo paradosso con il nome di ‘cronoscentrismo’, ovvero “la convinzione che i propri tempi siano di primaria importanza e che gli altri periodi impallidiscano a confronto. È la fede nell’importanza storica del presente. E, come tale, suggerisce un disprezzo del passato e del futuro”.

Se appare difficile negare come non vi siano epoche più importanti di altre, è tuttavia possibile registrare come l’arte e i mezzi di comunicazione riescano in maniere e intensità diverse, a seconda del momento, a comunicare le opacità di un determinato periodo storico e, negli ultimi anni, una precisa corrente del cinema statunitense sembrerebbe aver scelto non solo di fotografare con invidiabile efficacia e crudezza le contraddizioni della società occidentale, ma anche di suggerire più o meno chiaramente un’unica e radicale soluzione di girondina o giacobina memoria.

È in questo senso che Wild Horse Nine di Martin McDonagh approda al Lido di Venezia, in perfetta continuità con una stagione cinematografica che proprio un anno fa fu aperta dal capolavoro di Paul Thomas Anderson, ovvero uno dei film più emblematici rispetto a quanto appena detto in merito al risveglio delle coscienze statunitensi… o più in generale occidentali.

Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)
Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)

Dalle premesse potreste esservi giustamente costruiti nella mente l’idea di un’opera seriosa, angosciante e dal carattere fin troppo moralizzante; anche perché in effetti chi è che riuscirebbe ad ottenere quella miracolosa miscela di intrattenimento, filosofia, politica, divertimento, approfondimento, drammaturgia e accessibilità contenuta all’interno dell’ultima fatica di Paul Thomas Anderson? Beh… vi sembrerà strano ma Martin McDonagh ci è andato così vicino che, se non ci fosse stato così recentemente PTA a saggiare questo terreno con cotanto splendore, probabilmente saremmo usciti dalla sala con la bocca ancora spalancata.

Se volessimo proseguire con il paragone potremmo dire che se Anderson raggiunge vette inarrivabili di compiutezza formale applicata al contenuto, McDonagh risponde con una spiazzante capacità di atterrire e avvilire lo spettatore subito dopo averlo costretto ad una fragorosa risata. Difatti il perpetuo umorismo sarcastico espresso dal personaggio interpretato – in maniera semplicemente spettacolare – da John Malkovich, è alla base di un ottovolante emotivo, capace di trasformarlo a volte in un desolante cinismo, poi in un tragico nichilismo, per poi tornare di colpo al cinismo e trasformarsi poco dopo in una malinconica dolcezza.

Il tutto mostrando con maestria e incisività il territorio, le città, le stanze, i corridoi e i palazzi del potere statunitensi? Nient’affatto, il regista riesce infatti a firmare un affresco della società statunitense facendo passeggiare i propri protagonisti tra i prati dell’Isola di Pasqua, e raccontando intanto un’amicizia e una malattia.

Insomma, come è possibile rappresentare in 118 minuti una delle pagine più oscure della storia statunitense, il mondo di oggi, gli ultimi giorni di un vecchio uomo traumatizzato e la commovente dolcezza di una preziosa amicizia? Beh… chiedete a Martin McDonagh.

Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)
Wilde Horse Nine di Martin Mcdonagh (Credits Searchlight Pictures)

Sintesi

Il nuovo film di McDonagh racconta crisi e contraddizioni americane attraverso umorismo, cinismo, amicizia, malattia e riflessione politica.

Perché MadMass.it

Consapevoli del nostro ruolo, da sei anni in MadMass.it portiamo avanti una linea editoriale responsabile, preferendo la copertura dei festival al content farming, le recensioni al clickbait, le rubriche e le interviste al sensazionalismo. Stiamo cercando di fare la nostra parte: sostienici con una donazione, acquistando i prodotti consigliati sul nostro magazine o semplicemente passa a visitarci, sfoglia le nostre pagine e condividi i nostri articoli sui social: ci permetterai di continuare a crescere e fare sentire la nostra voce.

Articoli Correlati

Commenti

Ultimi Articoli

Il nuovo film di McDonagh racconta crisi e contraddizioni americane attraverso umorismo, cinismo, amicizia, malattia e riflessione politica.Wilde Horse Nine recensione film di Martin Mcdonagh con John Malkovich [Venezia 83]