Aspettando No Time To Die (2020) [James Bond Non Muore Mai – 25]

Ripercorriamo le tappe che hanno segnato la lavorazione del prossimo film di James Bond, No Time To Die

James Bond si gode la pensione in Giamaica, quando arriva Felix Leiter, ancora in servizio nella CIA, a chiedergli aiuto: la missione è trovare Valdo Obruchev, scienziato vittima di un rapimento.

E così Daniel Craig, piuttosto che tagliarsi i polsi, preferì tornare ad interpretare James Bond: passato lo stress del film precedente, ed i postumi della ferita al ginocchio che aveva rallentato la corsa di 007 in Spectre, la sua posizione si era addolcita, forse anche perché aveva potuto dedicarsi ad incarichi più leggeri come il suo cameo da Stormtrooper ne Il risveglio della Forza, la prospettiva di interpretare Benoit Blanc in Knives Out, o il suo ruolo brillante in Logan Lucky.
Fu proprio durante le apparizioni promozionali a sostegno del film di Steven Soderbergh che, nell’Agosto 2017, Craig confermò a Stephen Colbert la sua decisione:

Nel Febbraio 2018, Christopher Nolan negò categoricamente qualsiasi coinvolgimento sul nuovo Bond. Il giorno dopo la sua dichiarazione, si diffuse il rumour che in lizza per dirigere il film c’era nientemeno che il premio Oscar Danny Boyle.
La voce di corridoio venne via via arricchita con nuove informazioni, incluso il fatto che il regista di Trainspotting aveva scartato il copione già abbozzato dagli usuali Neal Purvis e Robert Wade, in favore di un punto di vista molto originale su 007, che sarebbe stato messo su pagina dal suo sceneggiatore abituale John Hodge.

L’annuncio ufficiale arrivò solo quando un altro nodo venne sciolto, quello della distribuzione del film: i tre anni trascorsi dall’uscita di Spectre erano stati impiegati anche per trovare un accordo con uno Studio, dato che il contratto siglato da Eon Productions ed MGM con Sony prevedeva solo quattro film. Dopo lunghe negoziazioni, nel Maggio 2018 venne reso ufficiale che Bond 25, con la regia di Boyle e la sceneggiatura di Hodge, sarebbe uscito nell’Ottobre 2019 grazie a Universal Pictures.

Il poster di No Time To Die
Il poster di No Time To Die

Come sapete, l’idillio non durò a lungo: il 21 Agosto 2018,  la produzione comunicò su Twitter che il regista aveva abbandonato il suo incarico, a causa delle famigerate ‘differenze creative’. Che fosse per via di uno script troppo originale o del desiderio di Boyle di arruolare come villain il non troppo conosciuto attore polacco Tomasz Kot (co-protagonista di Cold War), Barbara Broccoli e Michael G. Wilson dovevano trovare un nuovo realizzatore.

Incassarono, si dice, un rifiuto da parte di Denis Villeneuve, impegnato su Dune, ma appena un mese dopo il precedente annuncio ne apparve un altro, che insediava al posto di comando Cary Joji Fukunaga, regista della prima stagione di True Detective e di Beasts of No Nation, a sua volta improvvisamente disponibile dopo l’estromissione dal suo passion project, l’adattamento di It di Stephen King.
L’allora quarantunenne Fukunaga, di origini giapponesi e svedesi, divenne così il primo Statunitense a dirigere un film di 007. Abituato a scrivere la sceneggiatura dei suoi progetti, si mise al lavoro assieme ai redivivi Purvis e Wade per preparare un nuovo script, guadagnandosi un altro primato: il primo regista-sceneggiatore dell’intera serie.

Il character poster di James Bond per No Time To Die, prima e dopo il cambio di data d'uscita: 007Magazine.co.uk fa notare che anche la pistola è cambiata. Non più una Walther PPK ma una SIG P226
Il character poster di James Bond per No Time To Die, prima e dopo il cambio di data d’uscita: 007Magazine.co.uk fa notare che anche la pistola è cambiata. Non più una Walther PPK ma una SIG P226

Il copione preparato dai tre venne poi rivisto, non ufficialmente, da Paul Haggis (che, ricorderete, aveva contribuito a Casino Royale e Quantum of Solace) e ufficialmente da Scott Z. Burns, co-autore di The Bourne Ultimatum e autore di Contagion, Side Effects e altri film di Soderbergh.
A sorpresa, segno dei tempi che cambiano, è arrivato poi il coinvolgimento sulla sceneggiatura di Phoebe Waller-Bridge, super-acclamata creatrice delle serie tv Fleabag e Killing Eve, nonché voce ed improvvisatrice per il droide L3–37, partner di Lando Calrissian in Solo.

Waller-Bridge, ingaggiata su suggerimento di Daniel Craig per dare più spessore ai personaggi ed aggiungere humour, è diventata così la seconda donna ad ottenere un credito ufficiale come autore su un film di James Bond, a quasi sessant’anni da Johanna Harwood e dal suo lavoro su Dr. No e From Russia With Love.
Analogamente, il primato di Sylvia Trench (Eunice Gayson) che, grazie a quei due primi film, era stata l’unica compagna di Bond a comparire in più di un’avventura, verrà eguagliato dal ritorno di Madeleine Swann, ancora interpretata da Léa Seydoux (purtroppo, forse non sapremo mai se l’anticipato coinvolgimento di Grace Jones avrebbe riportato in vita anche Mayday da A View to a Kill : l’attrice e cantante giamaicana avrebbe acconsentito – dopo una sessione di snorkelling con Fukunaga – a partecipare al nuovo film, solo per andare via sbattendo la porta una volta appreso che il suo ruolo era solo secondario).
Ancora, Christoph Waltz ritornerà nel ruolo di Ernst Stavro Blofeld, secondo attore ad interpretare il villain due volte, e primo in assoluto a prestargli il volto in due film: le due partecipazioni di Anthony Dawson (From Russia with Love e Thunderball) avevano tenuto celate le fattezze del Numero Uno di SPECTRE.

Léa Seydoux torna ad interpretare Madeleine Swann
Léa Seydoux torna ad interpretare Madeleine Swann in No Time To Die

Tutti questi primati, intenzionali o inconsci che siano, continuano a riportarci agli esordi di 007, e ci suggeriscono che, al di là delle intenzioni di fare del nuovo film (di nuovo) una degna conclusione delle storyline dell’era Craig, lo script guarda molto più indietro e aspira a dare senso compiuto all’intera saga di James Bond.
Il titolo stesso del film, svelato nell’Agosto 2019, rafforza queste impressioni: innanzitutto, perché No Time To Die era il nome di un film del 1958, prodotto da Albert R. Broccoli, diretto da Terence Young e sceneggiato da Richard Maibaum, firmato cioè da coloro che pochi anni dopo avrebbero creato il mito cinematografico di 007; e poi perché il titolo, apparentemente non troppo originale (perché sulla stessa linea di Tomorrow Never Dies e Die Another Day), è racchiuso tra due parole pesanti: ‘No’ e ‘Die’.

Qualche mese prima che il titolo di No Time To Die venisse rivelato, il casting di Rami Malek nel ruolo del villain principale (il terzo Premio Oscar consecutivo a ricoprire il ruolo di antagonista di James Bond) aveva suggerito ai più scaltri l’idea che il suo personaggio potesse essere una rielaborazione moderna del primo cattivo della saga, il Dottor Julius No.
Senza nessun reale fondamento a questa teoria, se non i tratti vagamente orientaleggianti del protagonista di Mr. Robot, e il fatto che il trailer nasconda le sue mani potenzialmente meccaniche (ma nel suo character poster si vede una normalissima nocca), il rumour avrebbe potuto essere catalogato come una delle tante conclusioni errate tratte dalla Rete.
L’inclusione della parola ‘No’ nel titolo ci costringe invece a riflettere: è plausibile che Eon Productions stia ripetendo la stessa (fallita) strategia di Spectre, (mal)celando il nome di un nemico importante? O è più probabile che stia consapevolmente mettendo il suo fandom su una falsa pista, e che magari ci attenda una vera sorpresa, con un cattivo legato ad un diverso avversario della storia di Bond?
Malek stesso, mentre ricorda che i suo primi Bond da spettatore sono stati Dr. No e Goldfinger, provoca: ‘non so neppure quale sia il nome finale del mio personaggio’.

Rami Malek interpreta Safin in No Time To Die
Rami Malek interpreta Safin in No Time To Die

Ufficialmente, il nome del personaggio di Malek è Safin, non troppo sottile allusione a ‘sa fin’, la sua fine. Si prefigura quindi una resa di conti, ma a chi è riservato il ‘Die’ che chiude il titolo? A Safin, definito dal suo interprete ‘unico e molto complesso’, un uomo che fa cose malevoli ma che ‘considera se stesso un eroe’ con la missione di ‘risolvere uno dei maggiori problemi del mondo’? A Blofeld, chiuso in una cella à la Hannibal Lecter? O a Bond stesso? O è solo un modo per indicare la fine di questo Bond, e che No Time to Die sarà il preludio ad un nuovo inizio?

Possiamo solo abbandonarci alle speculazioni, ma per un titolo la cui data d’uscita è stata, ad un certo punto, il 14 Febbraio (prima di slittare al 2 Aprile, e poi al 12 Novembre), una conclusione funesta ci sembra improbabile: ‘No, Mr. Bond, we don’t expect you to die’.
Perché ne siamo convinti: James Bond non muore mai.

Briefing

Le agenti Paloma (Ana De Armas) e Nomi (Lashana Lynch)
Le agenti Paloma (Ana De Armas) e Nomi (Lashana Lynch) sono le altre donne di No Time To Die

  • Dopo aver interpretato Martha in Knives Out, Ana De Armas è di nuovo al fianco di Daniel Craig, nel ruolo di Paloma, un’agente della CIA ‘vivace ed irresponsabile’
  • Lashana Lynch, che abbiamo visto recentemente in Captain Marvel, è Nomi (riecco quella sillaba, ‘No’), agente doppio zero (forse addirittura nuovo 007)

Vecchie conoscenze: Eve Moneypenny (Naomie Harris), Q (Ben Whishaw), M (Ralph Fiennes), Tanner (Rory Kinnear), Felix Leiter (Jeffrey Wright) ritornano in No Time To Die
Vecchie conoscenze: Eve Moneypenny (Naomie Harris), Q (Ben Whishaw), M (Ralph Fiennes), Tanner (Rory Kinnear), Felix Leiter (Jeffrey Wright) ritornano in No Time To Die

  • ritorna al completo la gang dell’MI6: Naomie Harris nel ruolo di Miss Eve Moneypenny, Ben Whishaw nella parte di Q, Ralph Fiennes che interpreta M e Rory Kinnear nel ruolo di Bill Tanner
  • Jeffrey Wright, di ritorno dopo Casino Royale e Quantum of Solace, stabilisce un altro primato, in quanto primo attore ad interpretare Felix Leiter in ben tre pellicole

Logan Ash (Billy Magnussen), Primo (Dali Bensshalah) e David Dencik (Valdo Obruchev)
Volti nuovi: Logan Ash (Billy Magnussen), Primo (Dali Bensshalah) e David Dencik (Valdo Obruchev) partecipano a No Time To Die

  • i volti nuovi includono l’attore svedese David Dencik (che ha interpretato Mikhail Gorbachev nella serie tv Chernobyl) nel ruolo dello scienziato rapito Valdo Obruchev, il Francese Dali Bensshalah in quello del soldato Primo, e l’Americano Billy Magnussen, che ha partecipato ad Aladdin e Game Night, nella parte di Logan Ash (del quale non sappiamo altro)
  • la Fotografia di No Time To Die è dello Svedese Linus Sandgren, che ha al suo attivo American Hustle, First Man e La La Land, per il quale ha vinto un Oscar
  • il Production design è affidato a Mark Tildesley, abituale collaboratore di Danny Boyle (da 28 giorni dopo a T2 Trainspotting), nonché responsabile per Il filo nascosto
  • il Montaggio sarà opera di Tom Cross (premio Oscar per Whiplash e candidato per La La Land) ed Elliot Graham (candidato all’Academy Award per Milk ed editor per Captain Marvel, Molly’s Game e Steve Jobs)
  • la colonna sonora del film era stata affidata a Dan Romer, che per Fukunaga aveva composto le musiche di Beasts of No Nation, ma, nel Gennaio 2020, a pochi mesi dalla prevista uscita del film, il compositore abbandonò l’incarico, sostituito dallo studio di Hans Zimmer
  • Bond Track: l’omonima No Time To Die, interpretata dalla cantautrice americana Billie Eilish e da lei scritta assieme al fratello Finneas O’Connell. Il brano, pubblicato il 13 Febbraio 2020, fa della diciottenne Eilish la più giovane interprete di sempre di un brano per 007
  • con una durata di due ore e 43 minuti, No Time To Die sarà il film più lungo dell’intera saga
  • 🇬🇧 Brit Factor 🇬🇧: da determinare, compreso tra 40% e 53%
  • the Love Boat: ovviamente non sappiamo come il film si chiuderà, ma il font scelto per il titolo è indubbiamente lo stesso della celebre serie tv degli anni ’70. Coincidenza?

Classifica 007 (aspettando No Time To Die)

  1. Casino Royale (2006)
  2. La spia che mi amava / The Spy Who Loved Me (1977)
  3. Agente 007 – Al Servizio Segreto di Sua Maestà / On Her Majesty’s Secret Service (1969)
  4. Skyfall (2012)
  5. Il mondo non basta / The World is not Enough (1999)
  6. Agente 007 – Si vive solo due volte / You Only Live Twice (1967)
  7. A 007, dalla Russia con amore / From Russia With Love (1963)
  8. 007 – Vendetta privata / Licence to Kill (1989)
  9. Agente 007 – Missione Goldfinger / Goldfinger (1964)
  10. GoldenEye (1995)
  11. Agente 007 – Vivi e lascia morire / Live and Let Die (1973)
  12. Solo per i tuoi occhi / For Your Eyes Only (1981)
  13. Agente 007 – Licenza di uccidere / Dr. No (1962)
  14. Il domani non muore mai / Tomorrow Never Dies (1997)
  15. Spectre (2015)
  16. Moonraker – Operazione Spazio / Moonraker (1979)
  17. La morte può attendere / Die Another Day (2002)
  18. Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro / The Man with the Golden Gun (1974)
  19. Agente 007 – Thunderball (Operazione Tuono) / Thunderball (1965)
  20. Quantum of Solace (2008)
  21. 007 – Zona Pericolo / The Living Daylights (1987)
  22. 007 – Bersaglio mobile / A View to a Kill (1985)
  23. Agente 007 – Una cascata di diamanti / Diamonds Are Forever (1971)
  24. Octopussy – Operazione Piovra / Octopussy (1983)

Altre fonti non linkate nel testo: Wikipedia, il libro Some Kind Of Hero* di Matthew Field e Ajay Chowdhury, IMDB, 007 Magazine. Il Brit Factor è un indice calcolato sulla base delle nazionalità delle persone coinvolte e sulle location del film, nella realtà e nella storia.

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