Octopussy - Operazione Piovra

Octopussy – Operazione Piovra / Octopussy (1983) [James Bond Non Muore Mai – 13]

L’agente 009 viene ucciso in Germania Est, vestito da clown e con la riproduzione di un uovo di Fabergé ben stretto in mano. Quando il vero uovo viene messo all’asta da Sotheby’s, James Bond si mette sulle tracce del compratore, il principe afghano Khamal Khan. In India, scoprirà i suoi legami con il generale russo Orlov, che ha un piano per espandere il controllo sovietico sull’Occidente, e con la misteriosa Octopussy, imprenditrice e contrabbandiera a capo di un’organizzazione costituita da sole donne. Octopussy ha un legame con il passato di 007…

Nobody does him better recita uno dei poster di Octopussy – Operazione piovra: è il 1983 e, altro che Guerra Fredda, è in corso la Guerra dei Bond!
Kevin McClory, che dal 1975 era tornato in possesso esclusivo per il cinema dei diritti su Thunderball, nonché di quelli su SPECTRE e Blofeld, aveva passato gli ultimi otto anni a cercare di lanciare un nuovo adattamento del romanzo di Ian Fleming. Finalmente era arrivato il momento giusto, ed aveva persino convinto Sean Connery (che aveva detto ‘mai più!’) a tornare ad interpretare l’agente segreto.

Con Never Say Never Again (Mai Dire Mai) in vista, Albert R. Broccoli e la sua Eon Productions si trovavano sotto pressione: era imperativo far uscire il prossimo film di 007 prima della pellicola rivale, ma Roger Moore, come già per il film precedente, faceva il difficile, opponendosi ad una sesta esperienza da James Bond. Dal canto suo, la produzione non aveva particolarmente voglia di continuare a scritturare un attore ormai cinquantacinquenne, capriccioso, e nel ruolo da ormai quasi dieci anni, ma l’imminente concorrenza del Bond Ricetta Originale non rendeva questo il momento giusto per dare un nuovo volto all’agente.

Uno dei poster originali di Octopussy - Operazione Piovra
Uno dei poster originali di Octopussy – Operazione Piovra

Si cominciarono a tenere, in gran segreto, audizioni per trovare un nuovo attore. Maud Adams, che aveva interpretato Andrea Anders in The Man With the Golden Gun ed era rimasta in buoni rapporti con la produzione, venne chiamata per fare da controparte ai candidati nella scena di test classica: l’incontro tra James Bond e Tatiana Romanova in From Russia with Love. Tra i papabili, spiccava l’Americano James Brolin, babbo di Josh (online si può trovare parte del suo screen test). Ancora una volta, Roger Moore ed il suo agente (non segreto) vennero a più miti consigli, e si trovò un accordo. Ma Adams aveva convinto così tanto che venne scritturata per il ruolo femminile principale, quello di Octopussy, prima ed unica Bond woman a prestare il suo nome ad un film di 007 (gli uomini sono due: Dr. No e Goldfinger).

Sfortunatamente, è un nome tanto memorabile quanto ridicolo. Nell’omonimo racconto di Ian Fleming, Octopussy è il nome di un polpo, animale domestico del maggiore Dexter Smythe, che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva trafugato una sostanziosa quantità d’oro ai Nazisti, e per occultare il misfatto aveva ucciso un testimone, la guida austriaca Hannes Oberhauser (tenete a mente questo nome… tornerà utile fra qualche settimana). Anni dopo, quando il cadavere di Oberhauser viene trovato in un ghiacciaio alpino, James Bond – che era stato allievo del defunto – si mette sulle tracce del suo assassino: trovatolo, decide di dargli la possibilità di scegliere una morte onorevole invece che essere sottoposto all’ignominia di un processo pubblico in madrepatria.
Nel film, la donna, figlia di Smythe, racconta una storia simile, sostenendo che Octopussy sia il nomignolo che suo padre aveva ideato per lei (quale padre amorevole non darebbe un nome tanto ambiguo alla sua piccola?), ed è riconoscente a Bond per la chance data al padre. Il colpo di scena, il fatto che il superboss di turno non solo è una donna, ma una volta tanto non vuole uccidere James Bond, è notevole.

Maud Adams è Octopussy
Maud Adams è Octopussy

Purtroppo è anche uno dei pochi aspetti positivi del film: la trama intreccia elementi del racconto con quelli di un’altra storia breve, The property of a lady, commissionata a Fleming dalla casa d’aste Sotheby’s ed incentrata sul possesso di un uovo di Fabergé.
Poi aggiunge un’ambientazione circense (forse per cogliere i primi cenni di uno scandalo che si stava addensando sul Circo Bolshoi di Mosca), ed un altro filone ancora che include la consueta minaccia di un’esplosione atomica e, per la prima volta, un diretto coinvolgimento di un Generale dell’Esercito dell’Unione Sovietica nel piano criminale. Tanti elementi, tenuti assieme da un legame così sottile che si rimane disorientati quando il centro dell’azione passa dal traffico di gioielli all’innesco di una bomba (un ordigno dotato sia di un timer impostabile a piacimento che di un countdown di quattro ore esatte: fortunatamente i cattivi hanno l’accortezza di impostare l’ora dell’esplosione esattamente a quattro ore dall’innesco).

Avendo deciso che Octopussy avrebbe avuto un’ambientazione indiana, la produzione ingaggiò come sceneggiatore lo scrittore anglo-scozzese George MacDonald Fraser (che aveva sceneggiato I Tre Moschettieri di Richard Lester nel 1972, e poi era stato ingaggiato da Guy Hamilton nel suo tentativo di portare sullo schermo Superman), considerato un grande esperto di quel subcontinente. Tale approfondita conoscenza della cultura indiana risultò in uno script nel quale ogni singolo stereotipo è portato sullo schermo, dagli incantatori di fachiri ai serpenti, dalle tigri ed elefanti al curry: la caratterizzazione più banale e colonialista mai vista in un film di James Bond.
La consueta riscrittura, richiesta da Albert R. Broccoli e dal regista John Glen, ed operata dal team di For Your Eyes Only, Michael G. Wilson e Richard Maibaum, trasformò la caratterizzazione del villain da uno stereotipo con barba e turbante ad un businessman all’occidentale, ma lasciò intatto tutto il resto, cercando di concentrarsi invece sul nuovo credo dei film di 007: meno gadget, più ingegno.
Il motto si concretizza in un’assai realistica penna spara-acido che consente a James Bond di sfuggire alla prigionia, e poi in una serie di soluzioni di alto livello concettuale, quali: fare ‘buh’ a due sgherri indiani, lanciarsi con una liana emettendo l’urlo di Tarzan, ordinare ad una tigre di stare seduta, travestirsi da gorilla/lanciatore di coltelli/inserviente del circo/clown, restare appeso a treni in corsa ed aerei in volo in maniera tale da fare invidia a Ethan Hunt, e raggiungere l’isola di Octopussy in un dispositivo natante a forma di coccodrillo, degno erede del travestimento da gabbiano in Goldfinger.

Kabir Bedi e Roger Moore in Octopussy
Kabir Bedi (Gobinda) e Roger Moore (James Bond) in Octopussy

Per quanto gli autori professino devozione totale verso lo stile di From Russia with Love, è proprio Goldfinger il modello di riferimento, tanto che lo script originale prevedeva un cameo del buon vecchio Auric. Octopussy, con il suo team di sole donne, ha molto a che spartire con la semi-omonima Pussy Galore ed il suo Flying Circus, ed entrambe subiscono il famigerato trattamento Bond: non interessate a condividere l’intimità con l’agente segreto, poi costrette al rapporto fisico, perdono ogni resistenza al solo contatto con le tossine trasmesse da 007 tramite saliva (in maniera non dissimile dal trattamento che il polpo facehugger riserva ad uno dei malfattori).
L’eredità di Oddjob si divide tra l’innominato scagnozzo con yo-yo seghettato ed il silenzioso e minaccioso Gobinda, interpretato da Kabir Bedi (già noto al pubblico italiano come Sandokan).

Con una scelta di casting che oggi farebbe gridare allo scandalo, il ruolo del principe afghano Kamal Khan venne affidato al Francese Louis Jourdan, amico di famiglia dei Broccoli. Dalle frequentazioni private dei produttori venne anche il coinvolgimento del tennista indiano Vijay Amritraj, che accoglie James Bond ad Udaipur incantando un serpente sulle note del James Bond Theme, e poi lo conduce in un inseguimento a bordo del mezzo di trasporto locale (un tuk tuk), usando come arma una racchetta da tennis, mentre gli astanti seguono la fuga come fosse un match di Wimbledon.

Louis Jourdan interpreta il principe afghano Khamal Khan in Octopussy - Operazione Piovra
Louis Jourdan interpreta il principe afghano Khamal Khan in Octopussy – Operazione Piovra

È quel tipo di film, nel quale la linea di demarcazione tra un James Bond DOC e uno spoof alla Top Secret! (del 1984) è molto molto sottile.
Ci sono alcune idee interessanti, come la sequenza dopo i titoli di testa, in cui l’agente 009, vestito da clown, cerca di sfuggire ai gemelli lanciatori di coltelli. Ed è intrigante notare il gioco di rimandi tra la serie di 007 e quella di Indiana Jones, con Octopussy che evidentemente riprende le ambientazioni selvagge da I predatori dell’Arca Perduta (come nella scena in cui Bond finisce in una spessa ragnatela e si trova coperto da giganteschi aracnidi), e allo stesso tempo anticipa il contesto indiano de Il tempio maledetto (la cui scena del banchetto con ‘cervello di scimmia’ è chiaramente ispirata alla ‘testa di capra ripiena’ di questo film) e l’inseguimento sul treno del circo de L’ultima crociata.

James Bond piange lacrime amare pensando a cosa gli tocca fare per campare... in Octopussy
James Bond piange lacrime amare pensando a cosa gli tocca fare per campare… in Octopussy

Octopussy vinse la Guerra dei Bond, anticipando in sala Mai dire mai di qualche mese e superandolo in incassi. Ma resta il fatto che a nostro avviso questo è il peggior film di 007, fino ad ora, nella nostra retrospettiva: stupido, razzista, slegato, al limite dell’auto-parodia. Una pagliacciata.

Curiosità:

  • Come era successo per The Man with the Golden Gun, la Bond Girl titolare Maud Adams (preferita a Faye Dunaway, che era interessata al film ma anche ad un consistente assegno), è affiancata da un’altra attrice svedese: in questo caso si tratta di Kristina Wayborn, nel ruolo di Magda, la classica ‘donna del cattivo’ ma anche luogotenente di Octopussy
  • Nel ruolo del cattivo più cattivo, il Generale Orlov, troviamo Steven Berkoff, eccentrico attore ed autore teatrale inglese che aveva partecipato ad Arancia Meccanica a Barry Lyndon, e comincia con questo film una serie di ruoli da villain. ‘I’m scared of Steven Berkoff’ cantava Brian May in un suo brano solista, e non possiamo dargli torto
  • Michka e Grichka, i gemelli lanciatori di coltelli, vennero interpretati dagli Inglesi David e Anthony Meyer, dopo che i gemelli francesi che ispirarono l’aggiunta dei personaggi alla storia, i fratelli Bogdanoff, declinarono l’offerta di partecipare al film
Christopher Reeve, in Inghilterra per le riprese di Superman III, visita il set di Octopussy
  • anche qui compare un ‘uomo con vino’, ma a differenza che nei tre film precedenti, non si tratta di Victor Tourjansky (che deve esserci rimasto male, a vedersi soffiata la parte)
  • c’è un nuovo M, ed è l’attore inglese Robert Brown, che in The Spy Who Loved Me aveva interpretato l’ammiraglio Hargreaves
  • Miss Moneypenny (sempre Lois Maxwell) è affiancata da un’assistente, Penelope Smallbone (l’unica apparizione cinematografica di Michaela Clavell). Dopo 21 anni di servizio come Moneypenny, la cinquantaseienne Maxwell era comprensibilmente perplessa dall’apparizione di un’attrice più giovane, temendo che sarebbe stata presto sostituita. Smallbone non apparirà più nella serie
  • Desmond Llewelyn è ancora nel ruolo di Q, più attivo che mai, alla guida del pallone aerostatico, rigorosamente decorato con la Union Jack
  • Ancora una volta, dopo aver saltato un film, John Barry torna a scrivere la colonna sonora di 007

Debriefing:

  • vittime di Bond: un efferato Bond ne uccide 15 più mezzo esercito cubano nell’hangar
  • altre vittime: solo 3
  • amoreggiamenti: 2 (Magda e Octopussy)
  • gadget: il trasporto cavalli con aeroplano pieghevole, la penna sputa-acido, l’immancabile orologio Seiko che riceve il segnale del mini-tracciatore con microfono, il finto coccodrillo ed il pallone aerostatico (se come gadget può essere classificato)
  • tempo trascorso nel Regno Unito: otto minuti circa (durata totale: 2 ore e 11 minuti)
  • 🇬🇧 Brit Factor 🇬🇧: 61%
  • Paesi visitati: Cuba (o qualcosa di molto simile), Germania (Est ed Ovest), Regno Unito, Unione Sovietica (solo a distanza), India
  • the Love Boat: Bond si riprende miracolosamente dalle contusioni del combattimento aereo, e si dedica ad attività di coppia con Octopussy sulla di lei galera, sospinta da sole rematrici donne. Risultato parziale: Imbarcazioni: 10, Resto del Mondo: 3
  • Title track: ironicamente, All Time High, scritta da John Barry con testo di Tim Rice, ed interpretata dalla cantante americana Rita Coolidge. Rice, il paroliere di Jesus Christ Superstar, Evita, e The Lion King, giustamente si guardò bene dal provare ad inserire nel suo testo la parola Octopussy. Il brano è ad oggi la Bond track di minor successo di classifica nel Regno Unito, non riuscendo ad andare sopra il 75esimo posto in hit parade
  • riconoscimenti: nessuno

Classifica parziale:

  1. La spia che mi amava / The Spy Who Loved Me (1977)
  2. Agente 007 – Al Servizio Segreto di Sua Maestà / On Her Majesty’s Secret Service (1969)
  3. Agente 007 – Si vive solo due volte / You Only Live Twice (1967)
  4. A 007, dalla Russia con amore / From Russia With Love (1963)
  5. Agente 007 – Missione Goldfinger / Goldfinger (1964)
  6. Agente 007 – Vivi e lascia morire / Live and Let Die (1973)
  7. Solo per i tuoi occhi / For Your Eyes Only (1981)
  8. Agente 007 – Licenza di uccidere / Dr. No (1962)
  9. Moonraker – Operazione Spazio / Moonraker (1979)
  10. Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro / The Man with the Golden Gun (1974)
  11. Agente 007 – Thunderball (Operazione Tuono) – Thunderball (1965)
  12. Agente 007 – Una cascata di diamanti / Diamonds Are Forever (1971)
  13. Octopussy – Operazione Piovra / Octopussy (1983)

James Bond Non Muore Mai ritornerà in Bersaglio mobile.

Fonti: Wikipedia, lo spoiler special podcast di Empire, il libro Some Kind Of Hero* di Matthew Field e Ajay Chowdhury, IMDB, James Bond Wiki, MI-6 HQ. Il conteggio delle vittime è stato realizzato durante la visione del film e verificato con quello di All Outta Bubblegum. Il Brit Factor è un indice calcolato sulla base delle nazionalità delle persone coinvolte e sulle location del film, nella realtà e nella storia.

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Sintesi

Uno dei punti più bassi per le avventure di James Bond, Octopussy diluisce alcune buone idee in un mare di autoironia e colonialismo: una pagliacciata travestita da 007.

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