007 - Vendetta privata

007 – Vendetta privata / Licence to Kill (1989) [James Bond Non Muore Mai – 16]

In Florida, lo sposo Felix Leiter e il suo testimone di nozze James Bond si recano in chiesa per la cerimonia, quando vengono a sapere che il pericoloso trafficante di droga Franz Sanchez è nei dintorni. Dopo una rapida deviazione per catturare il criminale, Leiter convola a giuste nozze con l’amata Della. Ma Sanchez ha due milioni di dollari nella manica: corrompe l’agente FBI che lo tiene in custodia, torna in libertà, e rovina la luna di miele, ordinando che la sposa venga uccisa, e che Felix venga prelevato e dato in pasto agli squali. Quando James Bond apprende le terribili notizie, giura vendetta, deciso ad eliminare Sanchez… anche se gli dovesse costare la Licenza di Uccidere.

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Nel 1987, The Living Daylights ed il suo nuovo James Bond, Timothy Dalton, avevano riscosso un buon successo di pubblico e di critica, ma le avventure di 007 cominciavano a cedere il passo: Arma Letale e Die Hard, usciti tra quello stesso anno ed il successivo, erano i nuovi punti di riferimento per gli appassionati di cinema d’azione.
Gli sceneggiatori Michael G. Wilson e Richard Maibaum avevano già, in precedenza, proposto un cambio di rotta; questi ultimi trend sembravano dar loro ragione, tanto che anche il regista di riferimento John Glen (al suo quinto Bond consecutivo) e perfino Albert R. Broccoli, che si era opposto a deviare dalla formula per il film precedente, si trovavano d’accordo sulla necessità di dare un’impronta più dura al loro agente segreto.
Dalton, dal canto suo, sfoggiando il suo giubbotto nero di pelle, era stato di quest’avviso fin dal primo momento.

La locandina di Vendetta Privata - non il momento migliore per i poster di 007
La locandina di 007 – Vendetta Privata – non il momento migliore per i poster di 007

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Individuata la direzione, bisognava trovare una storia: con l’Unione Sovietica ormai in piena perestrojka, i Russi sembravano più simpatici. Serviva un nuovo ‘nemico’, ma, anche se i fatti di cronaca mondiali proponevano candidati validissimi, la produzione temeva di attirare le ire di gruppi organizzati notoriamente molto sensibili.
Si optò quindi per i cari vecchi trafficanti di stupefacenti, già antagonisti in Live and Let Die e in parte nel film precedente.

La ritrovata notorietà dell’Esercito di Terracotta cinese, iscritto nel 1987 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, suggerì l’idea di girare il film in Cina. Numerose ricognizioni e contatti con il governo di quel Paese sembravano promettere bene, e venne preparato uno script che includeva la caccia ad un Signore della Droga orientale, e che avrebbe portato 007 fin dentro la Città Proibita. Quando le autorità pretesero di avere pieno controllo ed il diritto di censurare lo script, il progetto fallì, e probabilmente fu una fortuna per la reputazione di Licence to Kill: il film uscì nel Regno Unito il 14 giugno 1989, a soli dieci giorni dalla sanguinosa repressione dei movimenti studenteschi che occupavano Piazza Tienanmen.

Priscilla Barnes è la novella signora Leiter in 007 - Vendetta Privata
Priscilla Barnes è la novella signora Leiter in 007 – Vendetta Privata (può non essere evidente, ma qui è felice, non sta soffrendo… ancora)

In cerca di alternative, si orientarono verso il Centro America. A Panama, per esempio, il dittatore Noriega cominciava a perdere il favore degli Stati Uniti, che, dopo averne supportato l’ascesa, iniziavano a rendersi conto di aver commesso un grosso errore.
Parte della storia venne quindi ambientata nella fittizia ma non troppo velatamente denominata ‘Repubblica di Isthmus’, dove il Presidente Lopez è totalmente controllato dal denaro del trafficante miliardario Franz Sanchez.

Nel caso il modello cinematografico di riferimento non fosse chiaro, per interpretare Sanchez venne scritturato l’Italoamericano Robert Davi, che aveva partecipato a I Goonies, ma soprattutto a Die Hard (nel ruolo dell’Agente Speciale Johnson). Un ruolo secondario fu affidato al suo collega in quello stesso film, l’Agente Johnson, l’attore Grand L. Bush.

Timothy Dalton nel ruolo di James Bond e un giovanissimo Benicio Del Toro nella parte di Dario in Vendetta Privata
Timothy Dalton nel ruolo di James Bond e un giovanissimo Benicio Del Toro nella parte di Dario in 007 – Vendetta Privata

Davi è perfetto nel ruolo del cattivo che sa essere affascinante ma spietato e francamente piuttosto psicopatico. Al suo servizio ha una serie di collaboratori ben retribuiti, dal braccio destro Heller (Don Stroud) all’imprenditore Milton Krest (il volto televisivo, in tutti i sensi, Anthony Zerbe), dall’agente FBI corrotto Ed Killifer (Everett McGill, che diventerà presto ‘Big Ed’ in Twin Peaks) al contabile Truman-Lodge (Anthony Starke), ma nessuno è all’altezza di Dario, un ventiduenne e strepitoso Benicio Del Toro al suo secondo ruolo cinematografico: terrificante per la sua assoluta spavalderia ed il suo gusto per la violenza.

Ma anche James Bond non scherza: mosso esclusivamente dall’istinto e dalla sua Vendetta privata, non si fa remore quando si tratta di uccidere, con un ritmo assassino che rivaleggia con quello dei più efferati sicari della serie. I precedenti 007 raramente si erano spinti a fare uso indiscriminato della loro ‘licenza di uccidere’ (le poche eccezioni: Sean Connery aveva sparato al Dottor Dent nella stanza d’albergo in Dr. No, Roger Moore aveva spinto l’auto di Emile Locque giù da un dirupo, ancora per vendetta, in For Your Eyes Only). Segno che i tempi sono cambiati, e simbolo del corso più adulto che Timothy Dalton aveva incoraggiato.

Carey Lowell è Pam Bouvier in Licence to Kill
Carey Lowell è Pam Bouvier in Licence to Kill

Anche quando la sua licenza viene revocata (Licence Revoked era il titolo provvisorio del film, prima che un sondaggio rilevasse che il 40% degli Americani non conosceva il significato della parola ‘revoked’), Bond non si ferma un attimo a pensare alle conseguenze delle sue azioni… almeno fino a quando la sua compagna di avventura Pam Bouvier (Carey Lowell) non gli spiega, con parole semplici, che con il suo operato scriteriato 007 sta distruggendo anni di paziente lavoro della CIA. Bouvier è un’altra delle Bond women in grado di tenere testa a 007, abile spia, informatore e pilota d’aereo pieno di risorse, che salva Bond in più di una situazione, lo rimette sulla retta via, e decide se e quando intrattenersi con lui in attività ricreative.

Anche l’altra donna in scena, Lupe Lamora (l’attrice portoricana Talisa Soto), solo apparentemente è succube dei cattivi, ma in realtà è un’abile manipolatrice che riconosce in 007 la sua possibilità di affrancarsi dalla sua prigionia dorata.

Non manca tuttavia la donna sacrificata per innescare i sentimenti di James Bond, luogo comune fin dalla morte di Jill Masterson in Goldfinger: la ragion d’essere della povera Della, brevissimamente signora Leiter (Priscilla Barnes, nota al pubblico televisivo per aver sostituito Suzanne Somers come uno dei Tre Cuori in Affitto), è solo quello di scatenare il desiderio di vendetta di James, dopo aver involontariamente riportato a galla il triste ricordo di Tracy.

Talisa Soto
Talisa Soto nel ruolo di Lupe Lamora in 007 – Vendetta Privata

Licence To Kill, con le sue ambientazioni americane e un’atmosfera da Miami Vice (non è solo immaginazione: il film impiegò la costumista della serie, Jodie Tillen), con la freddezza delle sue esecuzioni e l’aggressività che anima il protagonista, è un netto ed inaspettato cambio di direzione, quasi un esercizio di stile hard-boiled, tanto da venire talvolta frettolosamente archiviato come un non-Bond. Ma, ci perdonino i puristi, questa differenza è proprio la sua forza: una serie longeva come 007 deve sapersi scuotere dal torpore, e se la sensibilità e il gusto del suo pubblico cambiano, per poter sopravvivere deve cercare di rinnovarsi.

Ma un altro scossone attende la serie: dopo un flusso costante di film durato ventisette anni, per varie vicissitudini, 007 si prenderà una pausa inedita ed involontaria. Ritornerà, a sei anni di distanza, ma con altri volti, dentro e fuori dal set.

007 – Vendetta privata diventerà così l’ultimo film nel ruolo di James Bond per Timothy Dalton, il quale, pur nell’arco di due sole pellicole, è riuscito a dare un’impronta personale a 007: un agente giovane, dinamico, fascinoso ma freddo al tempo stesso, più umano, più reale, per quanto reale possa essere un personaggio sopra le righe come James Bond.

Curiosità (e chiamate alla ribalta):

  • Il trattamento riservato a Felix Leiter è tratto direttamente dal romanzo Live and Let Die, e forse per questo la produzione scelse di riportare sullo schermo David Hedison, che aveva interpretato il ruolo nell’omonimo film del 1973. Hedison divenne quindi il primo attore a vestire i panni di Leiter per la seconda volta, seppure con un intervallo di sedici anni (ed un attore: John Terry, che già era stato sacrificatissimo nel ruolo in The Living Daylights, venne semplicemente messo da parte)
  • Licence to Kill trova così legami con tutti i precedenti Bond: oltre al richiamo all’epoca Moore grazie a Hedison (e ci pare di cogliere le note di Nobody Does it Better all’inizio della scena finale), la già citata menzione di Tracy ci riporta all’unico film di Lazenby, mentre le battute iniziali della title track sono una citazione di quelle di Goldfinger. Un’ulteriore strizzata d’occhio all’era Connery è il fatto che il Presidente di Isthmus, Lopez, è interpretato da Pedro Armendàriz Jr., figlio dell’attore apparso in From Russia with Love nel ruolo del funzionario turco Kerim Bay
  • questo è il primo film della serie a non utilizzare il titolo di una storia di Ian Fleming, anche se la trama include elementi dei romanzi Live and Let Die e Goldfinger, e del racconto The Hildebrand Rarity
  • Vendetta privata ha lasciato un segno nelle menti di registi in erba: ci sembra evidente il legame tra l’evasione subacquea di Sanchez e quella di Solomon Lane/Sean Harris in Mission: Impossible – Fallout. E Christopher Nolan riprodurrà fedelmente la sequenza iniziale con la ‘presa al guinzaglio’ dell’aereo nel suo The Dark Knight Rises/Il Cavaliere Oscuro – il ritorno, il più Bondiano dei film del regista di Inception; nello stesso film, la sequenza in cui Selina Kyle/Anne Hathaway trasforma la sua divisa di cameriera in un abito da sera è speculare allo stratagemma con il quale Bond si intrufola dal tavolo di Black Jack alla cucina del Casino semplicemente con l’aggiunta di un paio di accessori al suo smoking
  • …E forse anche di registi meno in erba, visto che numerosi sono gli elementi che ci ricordano Twin Peaks: la già citata presenza di Everett McGill, il nome ‘Lodge’, e l’interpretazione di Dana Ashbrook nel ruolo di Bobby Briggs, che sembra ricopiata da quella di Benicio Del Toro in questo film
  • Con John Barry impossibilitato a lavorare per motivi di salute, la scelta di un compositore ricadde, guarda caso, a Michael Kamen, autore della colonna sonora di Arma Letale e Die Hard
  • Timothy Dalton ovviamente è ancora in attività, anche se non ha mai più perseguito ruoli altrettanto popolari. Dal suo futuro, ci piace ricordare il ruolo di Simon Skinner nell’Hot Fuzz di Edgar Wright
  • Assieme al protagonista, terminarono il loro servizio Robert Brown (con quattro film, a partire da Octopussy, nel ruolo di M, più una partecipazione a The Spy Who Loved Me, nella parte dell’ammiraglio Hargreaves) e Caroline Bliss, che non ebbe la possibilità di fare veramente suo il ruolo di Miss Moneypenny
  • Fu un momento fondamentale anche dietro le quinte: Richard Maibaum, che aveva sceneggiato tredici dei sedici Bond realizzati tra il 1962 ed il 1987 (con le eccezioni di You Only Live Twice, Live and Let Die e Moonraker), morì nel 1991. Vendetta privata fu la sua ultima sceneggiatura in assoluto, anche se da una sua storia verrà tratto nel 1996 il film Ransom di Ron Howard ed interpretato da Mel Gibson
  • Anche Michael G. Wilson terminò qui il suo incarico di co-sceneggiatore, che aveva ricoperto per i cinque film di 007 degli anni ’80. Continuerà a dare un apporto creativo nelle vesti di produttore, oltre a creare la serie animata James Bond Jr.
  • Un cambio di direzione avvenne anche alla regia: John Glen, che aveva firmato i film dell’intero decennio (e montato quelli di metà degli anni ‘70), non verrà reclutato per ulteriori missioni. Resterà in attività per qualche altro film, generalmente con pessime recensioni. Ci dispiace John, ma non ci sei mai piaciuto, e ti consideriamo un po’ il David Yates di James Bond. E non ti abbiamo mai perdonato il piccione di Piazza San Marco di Moonraker
  • Nel 1991 morì anche un altro decano della serie, il responsabile dei titoli di testa Maurice Binder, che aveva collaborato a tutti i film (esclusi From Russia with Love e Moonraker), spesso occupandosi anche della preparazione dei trailer. Vendetta Privata è l’ultimo Bond anche per lui
  • Harry Saltzman apparteneva ormai al pssato, ma è giusto menzionare che Vendetta privata è l’ultimo film di 007 che l’ex-produttore poté guardare, prima della sua morte nel 1994
  • Per ultimo ma assolutamente non per importanza, ci lasciò anche Albert R. Broccoli detto Cubby, produttore della serie dal primissimo incipit, dapprima assieme ad Harry Saltzman, poi da solo, infine con il figliastro Michael G. Wilson. Broccoli inizierà a lavorare anche al film successivo, ma le lungaggini e le false partenze che accompagnarono il suo sviluppo gli impedirono di dare un vero apporto al prodotto finito. Cubby morirà nel 1996, ma lascerà 007 in buone mani: oltre a Wilson, verrà il momento per l’astro nascente Barbara Broccoli di salire alla ribalta

Debriefing:

  • vittime di Bond: 10
  • altre vittime: 13
  • amoreggiamenti: 2 (Pam e Lupe)
  • gadget: Bond sarà pure privato della sua licenza, ma fortunatamente Q gli dà assistenza non ufficiale con il kit del perfetto turista segreto, che contiene una sveglia esplosiva, dentifricio al plastico da detonare tramite un portasigarette, una videocamera che funge da fucile di precisione (attivato con riconoscimento digitale), una macchina Polaroid che fa fotografie ai raggi x e che ha come flash un raggio laser. Q medesimo poi maneggia una scopa con trasmittente. C’è anche un laserdisc-rom che forse non va considerato gadget ma sicuramente è una curiosità
  • tempo trascorso nel Regno Unito: 34 secondi (durata totale: 2 ore e 13 minuti)
  • 🇬🇧 Brit Factor 🇬🇧: 28%
  • Paesi visitati: Stati Uniti (Florida), Regno Unito, l’immaginaria Repubblica di Isthmus
  • the Love Boat: il film termina nell’acqua, ma si tratta di una piscina. Una sequenza amorosa comunque non manca, ma è a metà film, su un motoscafo. Risultato parziale: Imbarcazioni: 10, Resto del Mondo: 6
  • Bond Tracks: Michael Kamen cercò di portare a bordo Eric Clapton (che riteniamo non abbia bisogno di presentazioni) e Vic Flick (il chitarrista che aveva suonato le note del James Bond Theme nell’originale Dr. No). Il tentativo non andò a buon fine, e dopo vari tentativi venne scelta la canzone Licence to Kill, cantata da Gladys Knight e scritta da Narada Michael Walden, musicista della scena di Miami, assieme a Jeffrey Cohen e al Brasiliano Walter Afanasieff. Poiché il brano include le battute iniziali di Goldfinger, i tre dovettero condividere i proventi con John Barry, Leslie Bricusse ed Anthony Newley. Sui titoli di coda, si ascolta If You Asked Me To di Dianne Warren ed interpretata da Patti LaBelle.
  • riconoscimenti: nessuno

Classifica parziale:

  1. La spia che mi amava / The Spy Who Loved Me (1977)
  2. Agente 007 – Al Servizio Segreto di Sua Maestà / On Her Majesty’s Secret Service (1969)
  3. Agente 007 – Si vive solo due volte / You Only Live Twice (1967)
  4. A 007, dalla Russia con amore / From Russia With Love (1963)
  5. 007 – Vendetta privata / Licence to Kill (1989)
  6. Agente 007 – Missione Goldfinger / Goldfinger (1964)
  7. Agente 007 – Vivi e lascia morire / Live and Let Die (1973)
  8. Solo per i tuoi occhi / For Your Eyes Only (1981)
  9. Agente 007 – Licenza di uccidere / Dr. No (1962)
  10. Moonraker – Operazione Spazio / Moonraker (1979)
  11. Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro / The Man with the Golden Gun (1974)
  12. Agente 007 – Thunderball (Operazione Tuono) / Thunderball (1965)
  13. 007 – Zona Pericolo / The Living Daylights (1987)
  14. 007 – Bersaglio mobile / A View to a Kill (1985)
  15. Agente 007 – Una cascata di diamanti / Diamonds Are Forever (1971)
  16. Octopussy – Operazione Piovra / Octopussy (1983)

James Bond Non Muore Mai ritornerà in GoldenEye.

Fonti: Wikipedia, lo spoiler special podcast di Empire, il libro Some Kind Of Hero* di Matthew Field e Ajay Chowdhury, IMDB, James Bond Wiki, MI-6 HQ. Il conteggio delle vittime è stato realizzato durante la visione del film e verificato con quello di All Outta Bubblegum. Il Brit Factor è un indice calcolato sulla base delle nazionalità delle persone coinvolte e sulle location del film, nella realtà e nella storia.

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Sintesi

La seconda e ultima missione di Timothy Dalton dà uno scossone alla tradizionale formula Bond, trasformando l'agente segreto in un action hero sull'onda di Die Hard e Arma Letale. L'effetto, per noi, è decisamente positivo.

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