Five Nights at Freddy's 2

Five Nights at Freddy’s 2 recensione film di Emma Tammi con Josh Hutcherson

Five Nights at Freddy’s 2 recensione film di Emma Tammi con Josh Hutcherson, Elizabeth Lail, Piper Rubio e Matthew Lillard [Anteprima]

di Simone Luciani

Five Nights at Freddy's 2 di Emma Tammi (Credits: Universal Studios)
Five Nights at Freddy’s 2 di Emma Tammi (Credits: Universal Studios)

La giovane Abby, nostalgica dei suoi amici della Freddy’s Pizzeria, sembra ricevere una richiesta d’aiuto da Freddy, Chica e dagli altri animatronic. Il passato e i crimini di William Afton tornano così a tormentare lei e il fratello Mike, e spetterà proprio a lui proteggere la sorella da una minaccia che rischia di mettere in pericolo l’intera città.

Per questo secondo capitolo, l’autore del videogioco, Scott Cawthon, torna nuovamente alla sceneggiatura, questa volta come solo autore. Cawthon sembra aver imparato dell’esperienza precedente, portando in scena una pellicola che riesce a intrattenere meglio, ma l’asticella settata dal primo criticatissimo capitolo era in partenza piuttosto bassa. A prova di ciò, Five nights at Freddy’s 2 sembra muoversi vagamente in una sceneggiatura priva di obiettivi o emozioni.

Siamo di fronte a un film che manca di intento, di originalità, ma soprattutto di dramma.

Appare evidente come lo sceneggiatore sia più interessato a costruire una saga che a realizzare un film compiuto. Una scelta che, con questo capitolo, sembra lasciare i fan ancora più interdetti rispetto al precedente. Tra dialoghi innaturali e avvenimenti disordinati, guidati più dalle esigenze del copione che dai personaggi, ciò che emerge non è tanto una storia quanto una semplice successione di eventi. Così Five Nights at Freddy’s 2 finisce per essere una continuazione slegata e confusa del franchise, incapace di reggersi sulle proprie gambe.

Una continuazione che promette tanto e concede poco. Un deludente climax che finisce per accostarsi più al finale di un episodio televisivo che a quello di un film.

Emma Tammi torna con un film percepibilmente caotico, tanto nella messa in scena quanto nel montaggio. Five nights at Freddy’s 2 soffre l’evidente mancanza di una mano artistica dietro la macchina da presa, al di fuori di un paio di buone sequenze e di un, comunque, innegabile miglioramento artistico dal primo capitolo. La regista non sembra portare quella mano, o perlomeno non sembra gli venga lasciato spazio o modo per usarla.

Ma al netto di questo, i miglioramenti sono comunque evidenti.

Si rafforzano non poco i personaggi e le performance. Il rapporto tra il nostro Mike e la sorella Abby è più sincero ed emozionante, con personaggi più genuini e meno schematici. Lo spettatore riesce a vivere e a credere al loro rapporto, nonostante questo non vada mai in territori particolarmente brillanti o originali.

Mike (Josh Hutcherson) appare talvolta eccessivamente spaesato, ma al tempo stesso lo ritroviamo cresciuto, più maturo e responsabile. Gli eventi del primo capitolo hanno lasciato un segno profondo, rendendolo forse più fragile, ma anche più positivo e determinato. La sceneggiatura gli concede molto più spazio, sia sul piano interpretativo sia su quello fisico; tuttavia, è la giovane Piper Rubio a rubare la scena.  Abby esce dall’ombra del fratello e, nonostante alcune bizzarre scelte narrative, si presenta stavolta come un personaggio ben più tridimensionale.

Meglio anche la Vanessa di Elizabeth Lair. Con più traumi, più dramma e più azione, è più partecipe in questo sequel ed a lei sono dedicate alcune delle migliori sequenze della pellicola. Ma, ancora una volta, risulta un personaggio che non riesce a comunicare con lo spettatore o ad amalgamarsi piacevolmente con la storia o i personaggi. Il cambiamento, nonostante i miglioramenti, non è sufficientemente drastico a salvare un personaggio che manca di carisma e carattere.

Non funziona neanche la nostra antagonista, il Puppet. Nonostante l’ottima introduzione, il Puppet sa di già visto e non spaventa, non rappresenta la violenta minaccia che dovrebbe essere. Un personaggio che ha anche la sfortuna di essere completamente legato a Vanessa, con dramma prevedibile e che non emoziona.

Molto divertente è, invece, il breve ritorno di Matthew Lillard come William Afton. Una presenza che si limita solo ad un paio di divertenti sequenze, ma che marca in una maniera assoluta tutta la pellicola.

Ma il fiore all’occhiello sono sempre loro, gli animatronic.

L’intero comparto tecnico risulta più curato e cinematografico del primo capitolo, ma gli animatronic sono qui a dir poco spettacolari, perfettamente degni del meraviglioso “Jim Henson’s Creature Shop”.

Spaventosi e colorati, troviamo molte più versioni di Freddy e i suoi amici, e tutte sono splendidamente curate fino al minimo dettaglio. Riempiono meravigliosamente il grande schermo e vederli muovere nel mondo esterno, per quanto limitatamente, è definitivamente la parte migliore del film.

La fotografia lavora meglio su luci e colori, offre alcune immagini interessanti e conferisce una certa epicità agli animatronic. Il direttore della fotografia, Lyn Moncrief, riesce almeno in parte a prendere le distanze dallo stile da “servizio streaming” che caratterizzava il primo capitolo. Anche il montaggio sostiene più efficacemente il ritmo, e i 104 minuti di durata non risultano affatto eccessivi. Five Nights at Freddy’s 2, pur con tutte le sue criticità, scorre sorprendentemente bene e lascia il pubblico uscire dalla sala senza alcun senso di pesantezza.

Il film riuscirà indubbiamente ad intrattenere il suo target, ma difficilmente farà colpo sul grande pubblico. Tensione, avventura e orrore appaiono come concetti in troppi momenti esterni, per un film che sceglie di costruire un mistero dopo averne rilevato, già nel primo atto, le risposte.

È evidente una maggiore dedizione all’horror. A partire dalla buona nuova location, che abbandona la spoglia e blanda pizzeria del primo film, spostandosi in una più grande e creativa Freddy’s Pizzeria. Ma al di fuori di qualche eccitante momento ed un buon prologo, questo è un film che non riesce a ergersi neanche negli elementi più orrorifici.

Five Nights at Freddy's 2 di Emma Tammi (Credits: Universal Studios)
Five Nights at Freddy’s 2 di Emma Tammi (Credits: Universal Studios)

Sintesi

Five Nights at Freddy’s 2 è, indubbiamente, un miglioramento dal primo capitolo, ma non è minimamente abbastanza. Non c’è avventura, non c’è fantasia e non c’è voglia di raccontare. Chi ha apprezzato il primo film troverà soddisfazione nell’horror e in uno script comunque superiore. Ma un deludente finale, traballanti dialoghi e una generica e spenta storia marcano una pellicola vuota, destinata ad essere dimenticata una volta usciti dalla sala.

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