Juliette Binoche alla 43ª edizione del Torino Film Festival [43TFF]

Juliette Binoche presenta In-I In Motion, il suo esordio alla regia [43TFF]

Juliette Binoche (Credits: Melissa Billotti)
Juliette Binoche (Credits: Melissa Billotti)

Un altro grande colpo per Giulio Base e il TFF: Juliette Binoche a Torino per ricevere il Premio Stella della Mole e presentare il suo primo film da regista: In-I In Motion.

Il progetto che porta sul grande schermo è molto particolare in quanto tutto inizia nel lontano 2007 quando insieme al ballerino-coreografo Akram Khan, sceglie di intraprendere un’audace sperimentazione artistica che li porta in giro per i teatri di tutto il mondo.

Lei stessa dichiara: «Lo spettacolo In-I è nato dall’improvvisazione, che ci ha permesso di esplorare i legami tra recitazione e movimento. Non avevamo alcuna idea o soggetto prestabilito a cui attenerci. Akram sapeva di non poter coreografare seguendo il suo metodo abituale, poiché io volevo scoprire un movimento che fosse mio. Allo stesso modo, non avrei potuto affidarmi a un copione predefinito se volevo immergermi pienamente nell’arte dell’interpretazione. Le nostre capacità artistiche dovevano quindi adattarsi l’una all’altra. Se Akram si prendeva cura del mio corpo rinunciando a una parte delle sue capacità – sapendo che non avrei potuto eguagliare la sua velocità, resistenza o fiato – allo stesso modo, sul piano della recitazione, io dovevo avere pazienza con lui, concedendogli il tempo necessario per ritrovare e riallineare i propri punti di riferimento interiori».

Inizialmente non aveva pensato di portare questa esperienza fuori dal teatro ma poi ci sono state alcune proposte e consigli: tra tutti ricorda quello di Robert Redford. L’attore era andato a vederla durante una replica e al termine l’aveva raggiunta in camerino complimentandosi e suggerendole di farci un film.

Da quel momento sua sorella ha iniziato ad effettuare alcune riprese e quello che vediamo oggi è la condensazione di circa un anno e mezzo di girato. Aggiunge che circa due anni e mezzo fa ha incontrato degli investitori per la prima volta ed oggi, che il progetto ha visto la luce spera che possa parlare a tutte le generazioni. Juliette ammette di essersi sentita libera dopo ogni performance.

Al termine della conferenza stampa all’attrice sono state rivolte anche domande più personali e la prima non poteva che essere sul film di Jafar Panahi Un semplice incidente, Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes dove proprio la Binoche era presidente di giuria. L’attrice afferma senza mezzi termini che il film le è piaciuto, che è molto potente e che è felice del successo che sta ottenendo.

Su ciò che significhi recitare per lei, l’attrice ammette che, attraverso il dolore che si prova mentre lo si sta facendo, si può essere felici: è questo che dà un senso a un mestiere legato al dono di sé. Ci sono parti d’ombra che devono essere illuminate e, dal suo punto di vista, recitare è dunque una necessità, un’esigenza di trasformazione.

In chiusura, su esplicita domanda, l’attrice spende due parole sulla condizione delle donne nel settore. Non nasconde che oggi sia più semplice per loro rispetto al passato, anche perché quando una generazione vede che quella precedente ha avuto successo si sente, di conseguenza, più coraggiosa. Tuttavia, tutto ruota sempre intorno a ciò che si ha da dire. Su una cosa, però, è sicura: la costanza premia sempre!

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