Reminders Of Him – La parte migliore di te recensione film di Vanessa Caswill con Maika Monroe e Tyriq Withers [Anteprima]
di Gregorio Spiritosi

Una delle poche certezze della nostra esistenza è che, prima o poi, dovremo abbandonare questa Terra per lasciarci tutto alle spalle. Ma se a farlo fosse un nostro caro? In quel caso, sarebbe meglio «vivere nella tristezza o morire?»
Per rispondere a questa domanda, la regista Vanessa Caswill – Piccole Donne (2017), La probabilità statistica dell’amore a prima vista (2023) – prende l’omonimo romanzo di Colleen Hoover e racconta come si possa oltrepassare questa buia coltre di malinconia per tornare ad amare la vita.
Con un inizio in medias res, dove la protagonista, Kenna Rowan (Maika Monroe), sradica una croce dedicata a un certo Scotty Laundry piantata sul ciglio di una strada, il film comincia a raccontare di come abbia dovuto rinunciare a Diem, sua figlia, poiché responsabile di un omicidio colposo che tolse la vita a Scotty, il padre della bambina.
Dopo la scarcerazione è convinta di poter riuscire finalmente a vederla ma i nonni affidatari glielo impediscono, aiutati anche da Ledger (Tyriq Withers), ex promessa dell’NFL e migliore amico di Scotty che cova dentro di sé il grande rimorso di non aver dedicato abbastanza tempo al suo amico e per questo si sente in dovere di aiutare Diem offrendole tutto il suo amore.
Legati dal dolore, Kenna e Ledger si riscoprono tanto fragili quanto simili, così tanto che insieme dovranno riuscire a trovare la strada per andare avanti, così da creare una seconda opportunità di vita, mentre verrà rivelata la verità dietro la morte di Scotty.
Un elemento molto interessante che il film inserisce, neanche troppo subdolamente, è quello del paragone personaggio/animale. In Reminders of Him, ogni protagonista è legato a una creatura con cui si ritrova affine: Kenna ha il suo gatto, Ledger è il nome della tartaruga di Diem e, infine, il piccione è l’animale che rappresenta Scotty per l’interezza della pellicola. Ma perché?
Il gatto, per Kenna, rappresenta la sua indipendenza e il suo essere restia verso le altre persone che, in precedenza, l’hanno trattata male, rendendola una randagia; la tartaruga rappresenta qualcosa – in questo caso un sentimento – di immutabile e di duratura valenza verso Diem; infine, il piccione di Scotty ha un significato – in contesto greco, e quindi classico – di protagonista di narrazioni e, infatti, è il motore della storia. Ma è anche simbolo di pace e serenità, cioè tutto quello che Scotty vorrebbe per gli altri due protagonisti.
La parte più scricchiolante del film è sicuramente la prima, colma di flashback – riconoscibili anche dal cambio fotografico più caldo – e dialoghi, entrambi stracolmi di informazioni che rovinano gli eventi e gli intrecci che mostra durante l’interezza della visione, per via della troppa consapevolezza dello spettatore. La macchina da presa, sempre in movimento, crea una regia blanda e mai alla ricerca di un significato profondo dell’inquadratura e, quindi, di una composizione interessante.
L’attore che interpreta Ledger, Tyriq Withers, consegna una prova attoriale molto più interessante rispetto alla controparte femminile, Maika Monroe, che oscilla tra una prima parte di film molto sopra le righe – e fuori dal resto del cast – e una seconda parte che, anche grazie alla chimica creata, funziona perfettamente.

