Ballerina recensione film di Len Wiseman con Ana De Armas, Keanu Reeves, Anjelica Huston e Lance Reddick

Eve Macarro (Ana de Armas) è solo una bambina quando perde l’amato padre Javier in circostanze violente per mano del Cult, che la portano fin da subito a entrare, suo malgrado, nell’organizzazione Ruska Roma con sede nell’accademia del Tarkovsky Theater di New York, dove si formano ballerine e assassine attraverso una rigida disciplina che prevede lo studio del combattimento corpo a corpo con e senza armi da fuoco. Il suo scopo è quello di monitorare e proteggere la vita di persone che sono bersaglio della criminalità organizzata.
Passano dodici anni da quel giorno e Eve ha un solo obiettivo in mente: trovare e uccidere coloro che furono responsabili della morte del padre, anche a costo di violare il centenario patto di non concorrenza tra le bande infrangendone gli antichi equilibri.
Ambientato nell’universo di John Wick durante gli eventi del terzo capitolo della saga, Ballerina di Len Wiseman è un buon revenge movie all’interno del quale la spettacolarità non manca: le tante scene d’azione e di combattimento sono ben realizzate, dinamiche e mai monotone con Ana de Armas che ben incarna il ruolo dell’antieroina con convinzione e stile andando così a confermare la fiducia che le era stata affidata per il ruolo.

La presenza di Keanu Reeves è limitata a poche sequenze iniziali e finali che però tutto sommato sono ben incasellate all’interno della trama in modo da fornire collegamenti e agganci strategici che fanno presagire un passaggio di testimone per il futuro della saga.
Un’opera dunque intrattenente e ben realizzata da un punto di vista scenotecnico ricca di scene d’azione con combattimenti a mani nude e armi da fuoco spettacolari che danno la sensazione di un lungo e accurato studio preventivo delle sequenze, la trama è alquanto debole e non presenta particolari guizzi narrativi che la rendano memorabile ma assolve al suo compito e abbozza discorsi interessanti a corollario del tema portante legato al ruolo della donna attraverso battute ricorrenti e continui riferimenti al suo valore fisico e intellettivo.
Eve è una forte, energica e inflessibile assassina mossa però da un nobile intento legato al ricordo di un’infanzia rubata della quale conserva solamente il piccolo carillon musicale raffigurante una ballerina in tutù donatole dal defunto padre, che decide di perseguire il suo scopo di vendetta con le uniche armi che possiede e che ha mai conosciuto: la violenza e l’astuzia intellettuale. Non è un caso che gran parte dei personaggi, sia i principali che quelli con ruoli secondari siano infatti donne che ricoprono ruoli di potere o che in qualche modo si identificano come figure chiave all’interno degli equilibri della storia come The Director (Angelica Huston) nonché la sorella scomparsa della protagonista Lena, (Catalina Sandino Moreno).
Un buono spin-off che, dalle ultime scene, fa ben sperare per il prosieguo narrativo dell’amato universo di John Wick con una buona dose d’azione ma soprattutto, di empowerment femminile.


