The running man

The running man recensione film di Edgar Wright con Glen Powell [Anteprima]

Edgar Wright firma il suo ritorno al cinema con The Running Man, il cult tratto da un romanzo di Stephen King. Una pellicola d’azione frenetica che segna anche la sua riscoperta del genere, dopo il più cupo Last Night in Soho.

The running man recensione film di Edgar Wright con Glen Powell, William H. Macy, Michael Cera, Colman Domingo e Josh Brolin

Scena di The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)
Scena di The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)

The Running Man è ispirato al libro di Stephen King L’uomo in fuga da cui è stato tratto un altro film nel 1987 dal titolo L’Implacabile con protagonista Arnold Schwarzenegger.

Wright decide di puntare su una star che si sta imponendo sempre di più nell’immaginario degli spettatori, e questo è l’ennesimo film ad alto budget con lui come protagonista. Glen Powell mostra qui tutta la sua versatilità attoriale, riuscendo a far tifare per lui sia dentro al film che fuori. È un volto che si desidera vedere sempre più spesso sullo schermo, anche se ormai tende un po’ troppo a nascondersi dietro i suoi personaggi. Dopotutto, un ruolo come quello interpretato in Hitman non è facile da scrollarsi di dosso. Qui è chiamato a cavarsela in situazioni che paiono impossibili, da vero action man, ma anche ad avere a che fare con personaggi grotteschi e a dar vita a botta e risposta divertentissimi. Perché sì, The Running Man è puro intrattenimento: un film che diverte tantissimo e che riesce a mantenere sempre alta l’attenzione dello spettatore.

Edgar Wright, si sa, alla regia ha una mano solida, e le sue scene d’azione sono sempre limpide e coinvolgenti. Si riesce a seguire tutto ciò che accade, nonostante la follia delle situazioni messe in scena, e Powell risulta credibile anche quando incassa colpi su colpi.

Il ritmo della pellicola è ben cadenzato, ed è quasi impossibile annoiarsi grazie al soggetto del film. Si sceglie di portare all’estremo l’eccesso dei reality show, e non mancano i parallelismi con Hunger Games, dove la violenza è efferata e il carisma del protagonista — così come il suo comportamento — risulta determinante per le sue sorti e per i ratings del programma. C’è anche un bell’accenno a un discorso meta cinematografico interessante sul finale. Il resto del cast è ben amalgamato e ricco di personaggi stravaganti.

Una scena di The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)
Una scena di The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)

Il villain interpretato da Brolin è immediatamente odiabile, mentre il conduttore di Colman Domingo è sopra le righe ma perfettamente contestualizzato nella trama, risultando sempre d’intrattenimento. Non mancano poi ruoli a sorpresa che il pubblico potrebbe non aspettarsi, capaci di regalare momenti esilaranti e personaggi che paiono davvero usciti dalla penna di un King divertito. Certo, non è un film perfetto.

Nonostante la scrittura sia per lo più solida e riesca a giustificare molte delle assurdità con scelte oculate e semi piantati minuti prima, il terzo atto corre davvero troppo. Ci sono forzature, accelerazioni repentine e un personaggio secondario che finisce per occupare troppo spazio, e che forse andava limato un po’

Fino alla fase finale si poteva davvero gridare allo schermo, popcorn in mano, la parola “capolavoro”. Purtroppo, Wright perde un po’ le redini della narrazione. Per carità, tutto ciò che accade intrattiene e non fa crollare il film, anzi. Ma viene meno quella solidità che aveva caratterizzato il resto dell’opera e che avrebbe potuto farle compiere quel salto in più negli annali del cinema action, come accadde con Mad Max: Fury Road.

Si parla comunque di alto cinema d’intrattenimento, capace di conquistare anche lo spettatore più casual. Il terzo atto, un po’ esagerato e disordinato, sembra essere un difetto che accompagna il regista fin dai tempi di Baby Driver e che ha colpito non solo questo film, ma anche il — forse troppo dimenticato — Last Night in Soho. The Running Man non si può definire un film perfetto, ma un grande film sì.

The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)
The running man di Edgar Wright (Credits: Eagle Pictures)

Sintesi

Wright torna al cinema e dirige una pellicola di puro intrattenimento come solo lui sa fare. Un film dal ritmo rampante che farà divertire lo spettatore con scene action al cardiopalma uniche nel suo genere.

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