Il sensei di Death Stranding a Lucca: tra cinema, arte e umanità [LuccaCG25]
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Lucca Comics and Games ha ospitato la tappa finale del Death Stranding World Strand Tour 2 di Kojima Productions, il tour globale che ha celebrato il lancio di Death Stranding 2: On the Beach (disponibile su PlayStation 5).
Si tratta della prima volta del sensei nella città toscana e, durante l’incontro con i fan avvenuto nella splendida cornice del Teatro del Giglio, ha raccontato la genesi di questo nuovo capitolo, accompagnato dagli attori che hanno prestato il volto a due dei personaggi principali del gioco: Luca Marinelli e Alissa Jung.
Il celebre e apprezzatissimo autore di Metal Gear è conosciuto per aver spinto i confini del medium videoludico fino all’universo cinematografico, ampliandone la narrazione. È considerato il padre del genere stealth.
Death Stranding è uscito per la prima volta nel 2019 con la partecipazione straordinaria di attori di fama mondiale come Norman Reedus, Mads Mikkelsen e Léa Seydoux. Anche questo secondo capitolo vede la partecipazione di volti noti del cinema, come appunto Luca Marinelli e Alissa Jung che, oltre ad avere un legame sentimentale all’interno del gioco, sono una coppia anche nella vita reale.
Hideo Kojima, insieme agli altri ospiti, ha raccontato della genesi del secondo capitolo legato alla saga in lavorazione dall’anno 2022 e quanto sia bello riconnettersi con il pubblico dopo il periodo covid. Non sono mancati gli aneddoti sulla produzione del videogioco accompagnati dalla visione di alcune clip che mostravano gli attori a lavoro sul set completi delle tute per la motion capture. Il sensei ha raccontato del suo legame speciale con l’Italia e la sua storia e di come il cinema abbia cambiato la sua vita e di come l’arte sia uno strumento di condivisione a disposizione di tutti per il raggiungimento della felicità.
Al suo fianco, Luca Marinelli ha dichiarato quanto sia stato emozionante lavorare con un maestro che ha sempre ammirato fin da bambino, quando giocava ai suoi videogiochi, e di quanto la profondità del messaggio di amore e umanità del sensei abbia influito positivamente sul suo lavoro. L’attore ha inoltre raccontato il processo di preparazione al ruolo, dichiarando di aver dovuto giocare per molte ore a Death Stranding 1 per comprenderne appieno la poetica e il contesto, così da poter dare corpo a quella stessa energia attraverso il suo personaggio.
È evidente come opere come la saga di Kojima abbiano saputo e continuino a fondere universi narrativi complessi, creando community autentiche che, oltre ad apprezzare la raffinatezza estetica del gioco, si immergono in esso vivendo un’esperienza che va oltre i confini videoludici, dando vita a un universo artistico in continuo dialogo con il presente.

