JFK: Destiny Betrayed

JFK – Destiny Betrayed recensione docuserie di Oliver Stone [RomaFF16]

La recensione di JFK: Destiny Betrayed, nuova docuserie di Oliver Stone presentata durante la 16° edizione della Festa del Cinema di Roma.

JFK – Destiny Betrayed recensione docuserie di Oliver Stone con Whoopi Goldberg e Donald Sutherland presentata alla Festa del Cinema di Roma

L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy è uno dei misteri che più hanno segnato il XX secolo. Ucciso a Dallas il 22 novembre 1963 “ufficialmente” da Lee Harvey Oswald, le versioni dietro questo tragico evento si sono moltiplicate negli anni, a seguito di nuovi elementi che continuano a spuntare fuori man mano che il tempo passa. Nel 1991, Oliver Stone aveva risvegliato nell’opinione pubblica la voglia di chiarimenti da parte del governo (che evidentemente stava nascondendo delle informazioni fondamentali) attraverso uno dei suoi lavori più riusciti, JFK. A trent’anni da quella prima analisi filmica, il regista torna sul tema più assetato di verità che mai, questa volta con una docuserie in quattro episodi dalla durata complessiva di quattro ore, JFK – Destiny Betrayed (da cui è stato tratto una sorta di sunto nel più breve lungometraggio JFK Revisited: Through the Looking Glass).

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Attraverso le testimonianze di studiosi, ex membri dei servizi segreti americani, medici forensi, testimoni oculari e, perfino, il figlio di Robert Kennedy, Stone esegue un’accuratissima “autopsia” di questo caso ancora interamente aperto, anche grazie al contributo fornito da alcuni documenti recentemente desegretati (nonostante molti restino tutt’oggi classificati).

I Kennedys e i Connally nella macchina presidenziale a Dallas
I Kennedys e i Connally nella macchina presidenziale a Dallas (Credits: Warren Commission)

JFK - Destiny Betrayed recensione docuserie di Oliver Stone
JFK – Destiny Betrayed la docuserie di Oliver Stone presentata alla Festa del Cinema di Roma (Credits: Ingenious Media)

Come al solito, la narrazione del regista premio Oscar si fa riconoscere per la sua crudezza e semplicità espressiva, in grado di raggiungere il maggior numero di persone possibile nel modo più diretto possibile. Non è, quindi, necessaria una conoscenza pregressa della situazione geopolitica del tempo (anche se estremamente consigliata), dato che il processo “investigativo” di Stone, grazie alla sua natura seriale, svolge un’accorta e limpida contestualizzazione degli eventi in corso durante gli anni dell’amministrazione Kennedy.

Utilizzando molto sapientemente una quantità smodata di immagini di repertorio (perfettamente legate tra loro da un processo di montaggio che ha del mastodontico, a giudicare dall’altissimo numero di sovrimpressioni e transizioni), JFK – Destiny Betrayed riesce a incollare allo schermo.

Lee Harvey Oswald
Lee Harvey Oswald (Credits: Warren Commission, Aubrey Lewis Exhibit 1, Dallas Police Department)

JFK - Destiny Betrayed recensione docuserie di Oliver Stone
JFK – Destiny Betrayed la docuserie di Oliver Stone presentata alla Festa del Cinema di Roma (Credits: Ingenious Media)

Sintesi

L’ossessione di Oliver Stone per l’assassinio di Kennedy (ma, più in generale, per la verità) è una di quelle caratteristiche viscerali che è bene esternare nel modo più cristallino possibile, cosa perfettamente riuscita con JFK: Destiny Betrayed. Forse la sua pecca più grande è quella di dare voce esclusivamente a chi è a favore delle teorie complottistiche, senza inoltrarsi troppo nel punto di vista opposto. Però, effettivamente, dopo sessant’anni di storie che non coincidono e bugie poco più che nascoste, la pazienza potrebbe essere giustamente arrivata al limite; basti pensare al film d’esordio di Brian De Palma, Ciao America!, per capire quanto addietro si insidino le perplessità e le incongruenze delle dichiarazioni rilasciate da un governo che, per la maggior parte del tempo, sembra agire nell’ombra. Se siete alla ricerca di intrighi storici, qui troverete pane per i vostri denti. Molto pane.

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