Mi novia es la revolución

Mi novia es la revolución recensione film di Marcelino Islas Hernández [RomaFF16]

Nel 1994, in Messico, l’introversa Sofia fa la conoscenza di Eva, con cui sperimenterà l’esperienza del primo amore adolescenziale: la recensione di Mi novia es la revolución

Mi novia es la revolución recensione film di Marcelino Islas Hernández con Sofía Islas Herrerías, Ana Valeria Becerril, Flor Edwarda Gurrola e Renata López

Una ragazza quasi quindicenne è in camera sua, si passa lo smalto e canta sulle note della musica della sua cantante preferita. Nella solitudine della sua cameretta vive quell’attimo spensierato, prima di tornare alla sua dura realtà: appena arrivata, trasferitasi con la madre e la sorella lontane dal padre in una nuova e sconosciuta città.
Mi novia es la revolución è un racconto di crescita: ambientato nel 1994 in Messico, narra le turbolente vicende della giovane Sofia (Sofía Islas Herrerías) e del suo spaesamento iniziale in un luogo che non le appartiene.

Introversa e riservata, il suo muro di reticenza e solitudine viene lentamente scalfito dalla conoscenza della più ribelle coetanea Eva (Ana Valeria Becerril), anticonformista e con fanciullesche idee inneggianti rivoluzione e anarchia. Le due ragazze si contrappongono nel carattere, ben presto però tra le due nasce prima complicità e poi, apparentemente, un vero e proprio amore.

Mi novia es la revolución recensione film di Marcelino Islas Hernández
Mi novia es la revolución di Marcelino Islas Hernández con Sofía Islas Herrerías e Ana Valeria Becerril (Credits: Benuca Films/Un beso)

Il regista messicano Marcelino Islas Hernández si serve di primi piani stretti, dettagli e inquadrature a tratti sfocate per rappresentare il profondo cambiamento che avviene in Sofia, sia nella mente che nel corpo, prima della fatidica Quinceañera, la festa dei quindici anni che nel paese latinoamericano segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Un passo importante e profondo che la protagonista vive con inquietudine e confusione, rifiutando la tradizione e abbracciando lentamente uno stile di vita sfrontato e anticonformista sempre più vicino alla visione della vita di Eva.

Il tentativo con Mi novia es la revolución è di avvicinarsi ad un tema che, nel corso del tempo, è stato ampiamente affrontato nel mondo del cinema, cercando di collocarlo in una realtà legata a certe ancestrali tradizioni che, col senno di poi, finiscono per venire risucchiate dal tempo che avanza. I giovani, dal canto loro, si discostano sempre più da queste per dar spazio a serate in discoteca, amori e sogni infranti. La protagonista Sofia si ritrova ad un certo punto grande, tra gioie e dolori che finalmente le permettono di vedere il mondo da un’altra prospettiva.

Mi novia es la revolución recensione film di Marcelino Islas Hernández
Mi novia es la revolución: il poster (Credits: Benuca Films/Un beso)

Sintesi

Racconto di formazione ambientato in Messico agli inizi degli Anni '90, Mi novia es la revolución racconta il profondo cambiamento che avviene in Sofia, sia nella mente che nel corpo, nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, non andando tuttavia a distinguersi all'interno di un genere ampiamente affrontato, nonostante la studiata collocazione in una realtà legata a tradizioni ancestrali destinate ad essere offuscate dal tempo che avanza.

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Racconto di formazione ambientato in Messico agli inizi degli Anni '90, Mi novia es la revolución racconta il profondo cambiamento che avviene in Sofia, sia nella mente che nel corpo, nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, non andando tuttavia a distinguersi all'interno di un genere ampiamente affrontato, nonostante la studiata collocazione in una realtà legata a tradizioni ancestrali destinate ad essere offuscate dal tempo che avanza.Mi novia es la revolución recensione film di Marcelino Islas Hernández [RomaFF16]