Anaconda recensione film di Tom Gormican con Jack Black, Paul Rudd e Thandiwe Newton [Anteprima]

Anaconda, uscito negli Stati Uniti a dicembre 2025, finalmente è giunto in Italia. Si tratta del reboot dell’omonima pellicola del 1997 e allo stesso tempo sesto capitolo del franchise.
Il film, diretto da Tom Gormican, ha come protagonisti Jack Black e Paul Rudd. Fatto curioso, inizialmente i due attori avevano i ruoli invertiti, poi dopo insistenza di Black si è arrivati al risultato che possiamo vedere oggi in sala. E bisogna dire che è meglio così: con i ruoli invertiti il film sarebbe risultato davvero strano… ma chissà.
Il film del 1997 aveva come protagonisti Jennifer Lopez, Owen Wilson e Ice Cube e il villain nella storia era interpretato da un inquietante John Voight. L’originale viene citato spesso durante la pellicola, perché l’attuale Anaconda è un’opera profondamente meta-cinematografica.
La trama ruota attorno a un gruppo di amici che custodiscono un sogno nel cassetto. Il presente di ognuno di loro è poco soddisfacente, finché all’improvviso arriva la svolta. Quando Griff (Paul Rudd) ottiene, a quanto pare, i diritti del film Anaconda, propone agli amici di partire per l’Amazzonia e girarne un remake low budget.
Il piano è folle, ma la passione prende il sopravvento. Così partono Griff, Doug (Jack Black), Claire (Thandiwe Newton) e Kenny (Steve Zahn) verso una meta pericolosissima, pronti a risalire il fiume e girare il loro film, accompagnati da uno stravagante addomesticatore di serpenti e da una guida braccata da uomini pericolosi, all’insaputa del gruppo.
Il film è una commedia fatta con il cuore, e questo è percepibile fin dai primi venti minuti. Si avverte chiaramente la passione dietro al progetto e la volontà di far divertire il pubblico. Ma questo basta per realizzare un buon film? Il risultato finale è una via di mezzo: Anaconda non è un film calibrato al cento per cento.
Nelle battute finali si raggiunge un livello di delirio tale da rendere impossibile restare indifferenti. Per il resto, il film appare piuttosto scombinato, con alcuni avvenimenti che si susseguono senza un ordine preciso. Come direbbero a MasterChef, un vero e proprio “mappazzone”. Detto questo, l’alchimia fra il cast è palpabile e il duo protagonista dovrebbe impegnarsi davvero a fondo per non trasmettere simpatia. Forse è proprio quell’ultimo atto completamente folle a far riconsiderare, almeno in parte, il resto del film.

Forse si poteva osare di più, oppure semplicemente non si è voluto spingersi così in là. Ma con i se e con i ma non si fa la storia, e bisogna parlare di ciò che è effettivamente arrivato in sala. Nei cinema è approdata una commedia divertente, che avrebbe potuto dare di più ma che, alla fine, non fa rimpiangere il tempo speso a guardarla.
Gli effetti visivi risultano convincenti, soprattutto considerando la mole assurda della bestia denominata “anaconda”, e sono messi bene in mostra alla luce del sole, senza ricorrere al solito trucco del buio per mascherare la pochezza dei mezzi. C’è furbizia.
Certo, manca un po’ di freschezza nella regia e Gormican non sembra certo un maestro del mezzo; ma un onesto mestierante non guasta e, in fondo, a questo film non serviva un autore. Una scrittura non geniale nell’intreccio, ma ben calibrata nelle battute, e una regia più che sufficiente fanno sì che Anaconda non sia affatto il disastro di cui si parlava negli States. Non il nuovo Tropic Thunder, ma una commedia niente male.


