Nuovo Cinema Paradiso: 30 anni fa l’Oscar al capolavoro di Giuseppe Tornatore [Throwback Thursday]

Nuovo Cinema Paradiso: 30 anni fa l'Oscar al capolavoro di Giuseppe Tornatore
Nuovo Cinema Paradiso: 30 anni fa l'Oscar al capolavoro di Giuseppe Tornatore

Nuovo Cinema Paradiso: trent’anni fa il capolavoro di Giuseppe Tornatore vinceva l’Oscar come miglior film straniero. Ricordiamo insieme la straordinaria pellicola

Era il 26 marzo 1990, il presentatore degli Oscar di quell’anno era Billy Crystal e Nuovo Cinema Paradiso vinceva l’Oscar come miglior film straniero.
La straordinaria pellicola di Giuseppe Tornatore è ancora oggi uno dei film italiani più apprezzati all’estero.

Il protagonista è Salvatore Di Vita (Jacques Perrin) che, da quando ha lasciato il suo paesino d’origine per trasferirsi a Roma, non è più tornato. Salvatore è un regista cinematografico, ma la sua vita viene sconvolta quando apprende la notizia della morte di un certo Alfredo (Philippe Noiret) e, per questo, rivivrà tutti i ricordi della sua infanzia.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, a Giancaldo, il paesino d’origine di Totò (Salvatore Cascio), l’unica distrazione è la sala cinematografica Cinema Paradiso.
Il proprietario del cinema è Don Adelfio (Leopoldo Trieste), che censura tutte le scene dei baci all’interno delle pellicole, ritenute sconvenienti. Salvatore è affascinato dal cinema e cerca invano di rubare le scene tagliate dal proiezionista Alfredo. È proprio Alfredo a far nascere in lui l’amore per il cinema, insegnandogli tutti i trucchi del mestiere.

La vita allontanerà Totò dal suo paese e dal suo amato cinema, per assolvere il servizio di leva. Ma la morte di Alfredo lo convince a tornare in quella Sicilia ormai lasciata da tempo. Quando si ritrova lì, trova un paese diverso e il Nuovo Cinema Paradiso è ormai chiuso e inutilizzato da anni.
La scena finale la conosciamo tutti: Totò ritrova una bobina di pellicola lasciata in eredità da Alfredo. Si tratta di un montaggio di tutti quei baci censurati all’epoca, che lascia a bocca aperta Salvatore, commosso da quelle immagini che gli ricordano l’infanzia.

Totò Cascio in Nuovo Cinema Paradiso
Totò Cascio in Nuovo Cinema Paradiso
Salvatore Cascio e Philippe Noiret
Salvatore Cascio e Philippe Noiret

Le tre versioni del capolavoro di Tornatore

Il montaggio originale del film di Tornatore aveva originariamente una durata di 173 minuti, considerato eccessivo dalle prime critiche, perciò, il regista decise di far uscire nelle sale italiane nel novembre del 1988 una versione di 157 minuti.
L’accoglienza non fu comunque delle migliori: l’afflusso del pubblico era basso e molte sale cinematografiche in Italia decisero di toglierlo dal cartellone, tutte tranne che in quelle di Messina, dove il film riscosse un grande successo. L’entusiasmo raccolto a Messina spinse gli esercenti a reinserire il film in cartellone nel resto d’Italia ottenendo finalmente il meritato riconoscimento al botteghino.
Dopo altre proiezioni fallimentari e il rifiuto di inserirlo nella selezione ufficiale del Festival di Berlino, Tornatore decise di tagliare ulteriormente il film, con una nuova versione da 123 minuti, che fu presentata a Cannes, dove vinse il Grand Prix Speciale della Giuria.

Nel 1989 il film venne distribuito nuovamente nelle sale, ottenendo un grande successo e arrivò la lieta notizia della candidatura agli Oscar. Nel 1990 trionfò nella categoria di miglior film straniero conquistando la meritata popolarità anche in Europa e negli USA.

Il finale cult di Nuovo Cinema Paradiso
Il finale cult di Nuovo Cinema Paradiso
Nuovo Cinema Paradiso: 30 anni fa l'Oscar al capolavoro di Giuseppe Tornatore
Nuovo Cinema Paradiso (1988), il capolavoro di Giuseppe Tornatore

Nuovo Cinema Paradiso è una storia di amicizia, una storia d’amore con il cinema, ma anche di crescita e di formazione.
L’amore per il cinema è il collante della narrazione, che viene accompagnata dalla meravigliosa colonna sonora di Ennio Morricone, con un crescendo fino al celebre epilogo.
Nuovo Cinema Paradiso rappresenta anche la storia del nostro Paese, durante il secondo dopoguerra, periodo nel quale la gente aveva bisogno di un diversivo, di uno svago, venne dunque in soccorso il cinema con la sua magia.

Nuovo Cinema Paradiso: alcune curiosità sul film

  • Il proiezionista dell’ultima scena è proprio il regista Tornatore, che inizialmente aveva offerto la parte a Fellini, il quale, però, rifiutò.
  • Il film viene citato anche ne I Simpson, quando Bart sogna alcuni famosi baci della storia del cinema.
  • Il paesino siciliano nel quale si svolge il film, Giancaldo, in realtà non esiste: le riprese sono state fatte a Bagheria.
  • Alcuni dei film da cui sono ripresi gli spezzoni finali sono Casablanca, Via col vento, Addio alle armi e Riso amaro.
  • Il personaggio di Alfredo è ispirato al fotografo e proiezionista Mimmo Pintacuda, amico dello stesso Tornatore.

Trent’anni fa Nuovo Cinema Paradiso vinceva l’Oscar per il miglior film straniero raccontando di un’Italia ormai perduta, ma che è ancora nel nostro cuore. Il finale del capolavoro di Tornatore racchiude l’essenza dell’amore per l’arte del cinema.