Ennio

Ennio recensione documentario di Giuseppe Tornatore con Ennio Morricone [Anteprima]

Ennio recensione documentario di Giuseppe Tornatore con Ennio Morricone, Bernardo Bertolucci, Oliver Stone, Quentin Tarantino e Clint Eastwood

Tante volte ho detto: smetto di fare musica per il cinema.
Negli anni ‘70 dicevo che avrei smesso negli anni ‘80, negli anni ‘80 che avrei smesso negli anni ‘90, negli anni ‘90 che avrei messo nel 2000… Adesso non dico più niente.
(Ennio Morricone)

Ennio è la nuova opera di Giuseppe Tornatore, un documentario che ripercorre la vita e la carriera di Ennio Morricone, celebrandone il genio e la grandezza attraverso immagini di repertorio e interviste inedite ai grandi del cinema e della musica italiana e internazionale. Presentato fuori concorso alla 78ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film arriva al cinema distribuito da Lucky Red in collaborazione con TIMVISION.

Tornatore racconta il Maestro a poco più di un anno dalla sua scomparsa, senza tralasciare davvero nulla. Partendo dall’adolescenza, quando Ennio è costretto ad abbandonare il sogno di diventare medico per compiacere il padre trombista, che voleva che anche il figlio si guadagnasse da vivere suonando. Gli studi di tromba al Conservatorio la mattina e le serate nei locali, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Poi dieci anni di “composizione”, sotto la guida del maestro Goffredo Petrassi. La carriera di arrangiatore per la RCA, negli anni ‘60, durante la quale scrive la musica di molte delle più note canzoni italiane del tempo. L’esordio al cinema, con i primi western musicati sotto pseudonimo perché mal visto da colleghi e insegnanti. L’incontro con Sergio Leone.

Infine, la straordinaria carriera nel cinema, l’Oscar mancato per Mission nel 1987, quello alla carriera del 2007 e quello vinto per The Hateful Eight nel 2016. E un’ampia selezione delle colonne sonore più iconiche della storia della settima arte.

Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone
Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone (Credits: Lucky Red)

Giuseppe Tornatore, qui anche in veste di sceneggiatore, affronta la sfida di riassumere in un film settant’anni di carriera e cinquecento colonne sonore del più grande compositore del ‘900. Come struttura portante della narrazione, il regista sceglie di realizzare un’intensa intervista al Maestro, dalla quale traspaiono tutta la timidezza, l’umiltà e la bontà d’animo dell’uomo. Seduto faccia a faccia con il compositore, a casa di quest’ultimo, gli chiede di raccontare la sua vita.

E come in una partitura musicale, fanno da contrappunto gli interventi di collaboratori, colleghi e ammiratori: Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Clint Eastwood, Quincy Jones, Gianni Morandi, Nicola Piovani, Dulce Pontes, Bruce Springsteen, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Carlo Verdone, John Williams, Hans Zimmer, lo stesso Giuseppe Tornatore, e tanti altri. Le loro parole contribuiscono al ritratto di un artista poliedrico, creativo instancabile e compositore rivoluzionario. Le personalità più importanti del panorama cinematografico e musicale lo ricordano come la grande eccezione alle regole, l’unico in grado di cambiare il mondo della musica.

Tornatore, legato al Maestro da un’amicizia e una collaborazione trentennale, dai tempi di Nuovo Cinema Paradiso, non cede al protagonismo: mette Ennio al centro della scena e rimane spettatore anche nel corso dell’intervista (non si sentono mai le sue domande). Il legame tra i due è peraltro visibile già dal titolo, un semplice e confidenziale Ennio.
Il tono non è enfatico o esasperato ma calmo e concentrato sulla genuinità del compositore. Tornatore non cerca la commozione a tutti i costi (per questo la ottiene), ma si limita a rendere omaggio all’artista, lasciando che sia lui a raccontarsi.

Ennio Morricone
Ennio Morricone (Credits: Lucky Red)

Perfettamente azzeccata la scelta di dare al racconto un ritmo cinematografico, in cui le emozioni si alternano fino ad arrivare ad una climax catartica. L’intervista e gli interventi seguono l’ordine cronologico degli eventi, mentre il pubblico è trasportato dalle canzoni e colonne sonore più famose, raccontate con dovizia di particolari dall’autore stesso. In più di un’occasione, Morricone scende anche nel linguaggio tecnico, ma il risultato non è pedante perché la complessità della musica è spiegata dai gesti e dalle “imitazioni” del Maestro. Colpisce, in particolare, quel suo metodo personale di pensare prima e scrivere poi le partiture per tutti gli strumenti contemporaneamente.

Tutto il vissuto e le esperienze si ripercuotono nella sua musica, dove coesistono registri apparentemente antitetici: dalla “musica alta” a quella popolare, dalla musica corale a quella “sperimentale”, e poi campane, barattoli, fischi, ululati, flauti di Pan e la sempre presente tromba: “io sono fatto di tutto quello che ho studiato”.
Per Morricone, la musica è una rivincita sul senso di colpa che provava per l’accusa di essersi allontanato dalla perfezione accademica, “svalutando” il lavoro proprio e quello dei suoi colleghi; una difesa dalla solitudine e un mezzo per ritrovare una dignità in realtà mai perduta.

Giuseppe Tornatore
Giuseppe Tornatore (Credits: Lucky Red)

Per quanto riguarda il lato tecnico del film, è tutto composto ottimamente: dal montaggio di Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci al suono di Gilberto Martinelli e Fabio Venturi alla fotografia di Fabio Zamarion e Giancarlo Leggeri.
Non esiste il film perfetto e anche ad Ennio si possono muovere delle critiche. La volontà di completezza di Tornatore si traduce in 167 minuti di girato, che possono risultare troppi per alcuni spettatori.
Inoltre, se la maggior parte degli interventi offre spunti preziosi e interessanti, qualcuno di fatto non aggiunge nulla di nuovo, finendo per ripetersi nelle lodi al Maestro, rischiando di spezzare quel filo di intimità creatosi tra pubblico ed Ennio.

Ciò che più interessa, infatti, è il punto di vista del protagonista, il conflitto che ha dovuto affrontare per definirsi, la scelta di non abbandonare il cinema, il rapporto con il maestro Petrassi, il sollievo ottenuto solo in tarda età, il grande amore che lo ha legato a sua moglie Maria, prima ascoltatrice e giudice del suo lavoro, e ovviamente l’amore per la musica.
Forse anche le sequenze cinematografiche della parte centrale del film sono troppo numerose, forse non era necessario mettere così tanto ma solo quello di cui Ennio aveva davvero intenzione di parlare.
Nel complesso, però, Ennio di Tornatore è un’opera meravigliosa, che sprigiona positività e speranza. Che commuove senza volerlo e dona leggerezza. Che parla del passato, del presente e del futuro. Che rimarca l’eternità di un maestro geniale come Morricone.

Ennio: il poster
Ennio: il poster

Sintesi

Ennio di Giuseppe Tornatore è un’opera meravigliosa, che sprigiona positività e speranza. Che commuove senza volerlo e dona leggerezza. Che parla del passato, del presente e del futuro. Che rimarca l’eternità di un maestro geniale come Morricone.

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