Venezia festeggia i suoi 75 anni con una programmazione all’insegna della qualità

Venezia 75
Il Leone d'Oro della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Tre quarti di secolo sono un traguardo importante e alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo sanno bene. Il nuovo corso Alberto Barbera prosegue per la sua strada con un’idea di cinema ben precisa: proporre il meglio del panorama mondiale, senza sovrastrutture ideologiche e senza preclusioni di sorta. Questa politica ha indubbiamente giovato alla Mostra che, da diversi anni, presenta i film più importanti della stagione e quelli che rimangono indelebilmente nell’immaginario collettivo. La line-up di quest’anno sembra confermare la tendenza e sulla carta siamo pronti a gustarci un’edizione che ha tutti i crismi per soddisfare i palati dei cinefili. In questo nostro excursus non possiamo non partire dal Concorso, la sezione che solitamente raccoglie il maggior interesse da parte di appassionati, giornalisti e addetti ai lavori.

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Venezia75 si aprirà ufficialmente con First Man, il ritorno dietro la macchina da presa di Damien Chazelle dopo il successo di La La Land

Venezia75 si aprirà ufficialmente con First Man, il ritorno dietro la macchina da presa di Damien Chazelle dopo il successo di La La Land. Inutile dire che le attese sono decisamente alte, anche perché il giovane regista questa volta è pronto a confrontarsi con tematiche lontane da quelle che hanno reso grandi i suoi due film precedenti. A tenere alto l’onore del cinema a stelle e strisce ci saranno anche i fratelli Coen con The Ballad of Buster Scruggs, antologia western prodotta da Netflix (e qui si rileva una politica differente rispetto a Cannes), Brady Corbet con Vox Lux, Rick Alverson con The Mountain e Julian Schnabel con At Eternity’s Gate, un ritratto dei tormentati anni di vita di Vincent Van Gogh, interpretato da Willem Dafoe. Merita un approfondimento Alfonso Cuarón: il regista messicano sarà infatti in concorso con l’attesissimo Roma, un cambio di registro a quasi 5 anni di distanza dall’uscita nelle sale di Gravity. E il cinema italiano? Sono 3 i film che si contenderanno l’ambito Leone d’Oro: Suspiria di Luca Guadagnino, remake che fa dormire sonni agitati ai fan del cult di Dario Argento; Capri-Revolution di Mario Martone, conclusione dell’ideale trilogia iniziata con Noi Credevamo; What You Gonna Do When the World’s on Fire? di Roberto Minervini, blues in bianco e nero sull’America razzista.

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Alfonso Cuarón sarà in concorso con l’attesissimo Roma, un cambio di registro a quasi 5 anni di distanza dall’uscita nelle sale di Gravity

La Francia proporrà due dei suoi più grandi autori, ovvero Olivier Assayas e Jacques Audiard, alle prese rispettivamente con una deliziosa commedia sul valore del ruolo dell’intellettuale nella nostra società (Doubles vies) e con un western insolito che ha per protagonisti Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal (The Sisters Brothers). Francese è anche David Oelhoffen, che torna a Venezia, dopo essere stato in concorso con Loin des Hommes, con Frères ennemis, un film che omaggia il polar. Spazio anche a un cinema più visionario come quello di Yorgos Lanthimos (The Favourite), recentemente nelle sale italiane con Il sacrificio del cervo sacro, e del grande regista giapponese Shinya Tsukamoto (Zan – Killing). Chiudono il concorso 22 July, che vede Paul Greengrass alle prese con l’attentato terroristico commesso da Anders Breivik in Norvegia nel luglio del 2011 (tematica per lui non nuova, United 93); Werk ohne author, importante ritorno di Florian Henckel von Donnersmarck dopo il deludente The Tourist; l’horror The Nightingale di Jennifer Kent; Peterloo del grande Mike Leigh; Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas; Acusada di Gonzalo Tobal e Tramonto, il secondo film di László Nemes, chiamato a ripetersi dopo il capolavoro Il figlio di Saul. Un concorso, quindi, all’insegna della varietà e con una particolare predilezione per il genere.

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I fratelli Coen presentano The Ballad of Buster Scruggs, antologia western prodotta da Netflix

Venezia75 non si limiterà però soltanto alla competizione ufficiale. Scorrendo le sezioni collaterali, emergono alcuni titoli assolutamente imperdibili, a testimonianza di una cura sempre più attenta anche a tutto quello che sta intorno al Concorso. Spiccano nel Fuori Concorso Una storia senza nome di Roberto Andò, Les estivants di Valeria Bruni Tedeschi, A Star is Born di Bradley Cooper e i sudamericani Mi ombra maestra di Gastón Duprat (Il cittadino illustre) e La quietud di Pablo Trapero (Il clan). Tra gli eventi speciali non si possono tralasciare le proiezioni di The Other Side of the Wind, l’ulitmo e inedito film di sua maestà Orson Welles, e dei primi due episodi della nuova serie TV di Saverio Costanzo, L’amica geniale. I più coraggiosi potranno rifarsi gli occhi con la versione extended cut di The Tree of Life di Terrence Malick (sezione Sconfini). Infine, ultimo ma non da meno, grande attesa anche per il film che aprirà Orizzonti, Sulla mia pelle, un’altra produzione Netflix che vedrà Alessandro Borghi nei panni del giovane Stefano Cucchi. Ne vedremo delle belle!

I 10 MUST DELLA MOSTRA

  • First Man, Damien Chazelle (Concorso)
  • Roma, Alfonso Cuarón (Concorso)
  • The Ballad of Buster Scruggs, fratelli Coen (Concorso)
  • Tramonto, László Nemes (Concorso)
  • The Sisters Brothers, Jacques Audiard (Concorso)
  • What You Gonna Do When the World’s on Fire?, Roberto Minervini (Concorso)
  • The Others Side of the Wind, Orson Welles (Eventi speciali)
  • L’amica geniale, Saverio Costanzo (Proiezioni speciali)
  • Sulla mia pelle, Alessio Cremonini (Orizzonti)
  • A Star is Born, Bradley Cooper (Fuori concorso)

Sergio