Cinque film cult degli anni Settanta [Throwback Thursday]

Cinque film cult degli anni Settanta
Cinque film cult degli anni Settanta: Arancia meccanica (1971)

Gli anni Settanta sono stati una maestosa concentrazione di buon cinema, fatto da registi di primo livello. Vediamo quali sono i nostri cinque film cult degli Anni 70

Negli anni Settanta alcuni dei migliori registi del cinema moderno hanno regalato al pubblico diversi capolavori, usciti a pochi anni di distanza. Gli anni Settanta sono gli anni del grande successo ad Hollywood di Steven Spielberg, l’inizio di una delle saghe più amate al mondo, Star Wars, e del cinema cult.

Cinque film cult degli anni Settanta

Steven Spielberg sul set de Lo Squalo (1975)
Steven Spielberg sul set de Lo Squalo (1975)

Lo Squalo (1975)

Nel 1975 esce uno dei capolavori di Steven Spielberg: Lo Squalo. Il film segna un momento importante nel cinema moderno, decretando l’inizio della Nuova Hollywood.
Celeberrima la storia dello squalo bianco che funesta le spiagge dell’isola di Amity, a metà tra l’horror ed il thriller, con un pizzico di filosofia del romanzo di Moby Dick.
Il film ha vinto 3 Oscar (miglior montaggio, miglior sonoro e migliore colonna sonora, opera di John Williams) diventando il migliore incasso della storia del cinema, fino all’uscita di Star Wars.

Cinque film cult degli anni Settanta
Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford in una scena del film

Star Wars: Una nuova speranza (1977)

Star Wars non ha di certo bisogno di presentazioni. Parliamo di una delle saghe cinematografiche più amate, diventata il franchise più redditizio della storia, dopo i personaggi della Marvel.
Una nuova speranza è il primo capitolo della saga che si affaccia nelle sale cinematografiche – il quarto in ordine cronologico – e rappresenta l’inizio del viaggio che intraprenderà Luke Skywalker (interpretato da Mark Hamill) per diventare uno Jedi e sconfiggere il Lato Oscuro.
Il film ha vinto ben 7 Oscar, tra cui la miglior colonna sonora (sempre opera di John Williams). Star Wars è un fenomeno culturale che ha conquistato il mondo iniziando proprio negli anni Settanta

Il Padrino (1972)
Marlon Brando sul set de Il Padrino (1972)

Il Padrino (1972)

Il Padrino è uno dei maggiori capolavori nella storia del cinema.
Primo capitolo della trilogia omonima, è diretto da Francis Ford Coppola ed interpretato da Marlon Brando, Al Pacino e Robert Duvall.
Il Padrino è ambientato a New York, nel dopoguerra, e si concentra sulla vita di don Vito Corleone, capo di una delle famiglie mafiose più potenti della città.
Il film, alla sua uscita, ebbe un enorme successo ed un forte impatto culturale, oltre a risvegliare la carriera di Marlon Brando e rendere delle vere star il resto del cast.
La pellicola vinse solamente 3 Oscar su 10 nomination, tra cui quello a Marlon Brando, il quale si rifiutò di ritirare il premio durante la cerimonia, per protestare contro le ingiustizie perpetrate alle minoranze dei nativi americani.

L'esorcista (1973)
Una scena de L’esorcista (1973)

L’esorcista (1973)

Il film del 1973 di William Friedkin ha traumatizzato migliaia di spettatori con la sua Regan. Tratto dal romanzo omonimo di William Peter Blatty (il quale si occupò anche della sceneggiatura).
La pellicola racconta della possessione della piccola Regan (interpretata magistralmente da Linda Blair) e del tentativo di esorcizzarla di Padre Merrin (interpretato da Max Von Sydow).
L’esorcista ha avuto un enorme successo ed ha segnato la storia del cinema horror, diventando un punto di riferimento del cinema moderno, nonostante ci siano state numerose censure e tagli alla sceneggiatura.

Malcolm McDowell in Arancia Meccanica (1971)
Malcolm McDowell in Arancia Meccanica (1971)

Arancia meccanica (1971)

Chiudiamo in bellezza con uno dei registi più talentuosi della storia del cinema: Stanley Kubrick. Arancia meccanica è tratto dal romanzo distopico di Anthony Burgess ed è uno dei capolavori di Kubrick.
Il protagonista è Alex (Malcolm McDowell), capo della banda criminale dei Drughi, i quali passano il tempo dedicandosi ai furti, al sesso e all’ultraviolenza.
Il film gode della tecnica pregiata di Kubrick alla regia, della musica classica usata nella colonna sonora e di una storia che rimane iconica.
La presenza della cruda violenza ha suscitato numerose critiche negli spettatori di quegli anni, ma il taglio originale della pellicola e la sua messa in scena iperrealista ne hanno fatto un cult degli anni Settanta.

Qual è il vostro film cult preferito degli anni Settanta?