Beast of Burden – Daniel Radcliffe vola alto

Con Daniel Radcliffe non ci si annoia mai: magari non tutti i ruoli saranno bizzarri come il satiro in erba di Horns o come il cadavere petomane/bussola genitale di Swiss Army Man, ma, con ogni nuovo film, il giovane diplomato di Hogwarts sembra voler continuamente dimostrare di non dover dimostrare nulla. Beast of Burden è l’esempio più recente.

Radcliffe è Sean Haggerty, un pilota di aerei e corriere della droga tra Messico e Stati Uniti che, proprio quando pensava di esserne uscito, viene richiamato in servizio per ‘un’ultima missione’ che gli permetterà di pagare le cure per la grave malattia della moglie. I soldi non verranno dal Cartello della droga, ma dal governo americano, intenzionato a sfruttare i suoi servizi di ‘mulo’ per localizzare i malviventi e sgominare il traffico di stupefacenti. Nel corso di un’ora di volo, tutto andrà storto e Sean dovrà decidere a quale delle due parti affidarsi per garantire la sopravvivenza (sia a breve che a lungo termine) della consorte.

Anche se il tema è già stato affrontato recentemente in Barry Seal, il trailer porta alla memoria anche Tom Hardy, per motivi diversi sia in Dunkirk che in Locke.

Oltre a Radcliffe, Beast of Burden vede la partecipazione di Pablo Schreiber (visto in Orange is the new Black e American Gods) e Grace Gummer (che potete ricordare in Frances Ha o in Mr. Robot, o come terzo incomodo in The Newsroom). La sceneggiatura è di Adam Hoelzel, la regia è dello Svedese Jesper Ganslandt, responsabile di un paio di film che non ho avuto il piacere di vedere (Blondie e The Ape) e dei primi indimenticabili video degli Alcazar – e scusate ma non posso trattenermi dal riproporre quello di Crying at the discotheque: The golden years, the silver tears…

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