L’uomo da sei miliardi di dollari

“Signori, possiamo ricostruirlo. Abbiamo la tecnologia”: questa frase accompagnava la rinascita dell’astronauta Steve Austin (Lee Majors), rimasto gravemente ferito dopo un incidente con un veicolo sperimentale e conseguentemente rimesso assieme dal governo americano grazie a tecnologie avanzatissime e ‘sei milioni di dollari’, guadagnandoci abilità da cyborg e un lavoro come agente segreto.

La serie L’uomo da sei milioni di dollari, trasmessa negli Stati Uniti negli anni ’70 e arrivata sui nostri piccoli schermi nel decennio successivo, è rimasta nell’immaginario degli attuali quarantenni anche per gli effetti sonori che accompagnavano le imprese dell’agente Austin, che tanto segreto non era dato che non perdeva occasione per sfoggiare le capacità offerte dai suoi tre arti (e un occhio) cibernetici… soprattutto se c’era una donna nelle vicinanze.

Un film tratto dalla serie è in lavorazione ormai da parecchio tempo. Per evitare l’effetto ‘Dottor Male’, il costo dell’operazione sarà adattato ai tempi moderni e ribattezzato The Billion Dollar Man (L’uomo da sei miliardi di dollari): Mark Wahlberg è stato identificato come novello Steve Austin, e fino a qualche tempo fa si dava per certa la regia del suo amicone Peter Berg (i due hanno collaborato su quattro film, il più recente dei quali è Red Zone – 22 miglia di fuoco, e sono all’opera su un film Netflix, Wonderland – che vedrà anche la partecipazione di Winston Duke).
Notizia fresca invece è che c’è stato un cambiamento di rotta, e, mentre il ruolo principale dovrebbe restare assegnato al protagonista di Transformers 4 e Transformers 5 , la direzione sarà invece affidata al regista di Bumblebee, Travis Knight.

Immaginate Mark Wahlberg che colpisce la pallina da golf al ‘ralenti’

Resta da scoprire quale sarà l’approccio al film: Berg avrebbe sicuramente puntato di più all’azione, Knight potrebbe essere portato ad introdurre un tono più leggero. In entrambi i casi, Wahlberg sembra una scelta azzeccata.
La sceneggiatura, che adatta sia la serie che il romanzo che l’aveva ispirata (Cyborg, di Martin Caldin), sarà firmata da Bill Dubuque, responsabile per il discusso The Accountant con Ben Affleck.

Tra il sequel di Charlie’s Angels del quale abbiamo parlato ieri, e questo reboot de L’uomo da sei miliardi di dollari, potremmo essere di fronte ad un altro revival degli anni ’70.

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