Tom Holland e Ruben Fleischer intervista al protagonista e al regista di Uncharted

Uncharted intervista a Tom Holland, Ruben Fleischer, Charles Roven e Alex Gartner, protagonista, regista e produttori del film dal 17 febbraio al cinema

In occasione della presentazione di Uncharted, adattamento cinematografico del celebre videogioco creato da Naughty Dog in uscita nelle sale cinematografiche dal 17 febbraio, diretto da Ruben Fleischer ed interpretato da Tom Holland, Mark Wahlberg, Sophia Ali, Tati Gabrielle e Antonio Banderas, abbiamo avuto il piacere di incontrare, accolti a Roma nello scenario di Palazzo Manfredi, proprio il protagonista principale Tom Holland, reduce dal clamoroso successo di Spider-Man: No Way Home, il regista Ruben Fleischer e i produttori Charles Roven e Alex Gartner.

Vi lasciamo alla chiacchierata tenutasi con la stampa in compagnia dei principali talenti artistici e produttivi di Uncharted: quanta attesa per il film?

Tom Holland, Ruben Fleischer, Charles Roven e Alex Gartner
Tom Holland, Ruben Fleischer, Charles Roven e Alex Gartner, protagonista, regista e produttori di Uncharted (Credits: Luca Dammicco/Sony Columbia Pictures)

Uncharted: intervista a Tom Holland, Ruben Fleischer, Charles Roven e Alex Gartner

Quali sono state le difficoltà ma anche le opportunità di trasporre sul grande schermo uno dei franchise videoludici più famosi e amati di sempre?

Tom Holland: Per me è stato un sogno diventato realtà entrare a far parte di questo genere di avventure. Da Indiana Jones a Mission: Impossible, ero alla ricerca di un blockbuster che offrisse questo tipo di mitologia ed azione sul set.

Ruben Fleischer: Abbiamo cercato di trarre ispirazione dai videogiochi ogni volta che potevamo. Ma volevamo anche avere situazioni originali che non facessero affatto parte del materiale videoludico preesistente. Non ho mai visto prima niente di simile al nostro finale del terzo atto e penso che lascerà gli spettatori a bocca aperta.

Charles Roven, Alex Gartner: Parte del problema dell’adattamento cinematografico dei videogiochi oggi è che si cerca di ricrearli sullo schermo. I giocatori vivono un’esperienza così viscerale con il videogame che non pensiamo si possa competere con quella. Il nostro obiettivo è stato assicurarci che Uncharted funzionasse anzitutto come film.

Tom Holland: Com’è stato calarti nel personaggio di Nathan Drake e come hai messo i tuoi punti di forza al servizio del progetto, dall’espressività dello sguardo alla tensione nelle sequenze d’azione?

Tom Holland: A differenza del personaggio di Spider-Man, che è universalmente noto al pubblico, qui bisognava costruire l’espressività di Nathan Drake, scoprire la sua fisicità e i dettagli della sua personalità. Calarlo poi nell’azione della storia è stato fisicamente estenuante, in quanto qui non ci siamo affidati alla CGI ma a grandi sequenze di stunt per rendere il fascino dell’avventura e dell’esplorazione a caccia di tesori nascosti.
Ritornando sul set di Spider-Man, (la produttrice) Amy Pascal mi ha richiamato dicendomi che dovevo abbandonare le espressioni da “uomo” impavido di Nathan Drake per ritornare ad essere il “ragazzo” spensierato Peter Parker.

Tom Holland a Roma presenta Uncharted
Tom Holland a Roma presenta Uncharted (Credits: Luca Dammicco/Sony Columbia Pictures)
Tom Holland: Quanto hai lavorato sul personaggio attraverso la sceneggiatura e quanto invece lo hai plasmato una volta immerso sul set?

Tom Holland: Ho iniziato ad immaginare il personaggio di Nathan Drake attraverso le pagine dello script ma è stato avventuroso scoprirlo ed esplorarlo sul set.
Parliamo di ricostruire sullo schermo un personaggio amatissimo, protagonista di videogiochi che hanno venduto oltre 40 milioni di copie. L’obiettivo che ci siamo posti sin dall’inizio è stato quello di trovare nuovi modi di portarlo in vita, in modo da soddisfare i fan della saga ma anche di renderlo cinematografico. Ad esempio il puzzle solving, tanto apprezzato nei giochi, può essere dannatamente noioso sul grande schermo.

Ruben Fleischer: Come  ti sei rapportato al videogioco in termini di riferimenti e qual è stato lo scambio tra i media videoludico e cinematografico, considerando che il videogioco Uncharted presenta molti momenti cinematici?

Ruben Fleischer: Abbiamo costruito molti riferimenti ai videogiochi di Naughty Dog, da citazioni dirette di frasi dei personaggi come “Well, Well, Well” a sequenze molto riconoscibili per gli appassionati, da quella dell’aeroplano a quella sulla nave, inserendo molti Easter Egg che non citerò per non fare spoiler.
L’obiettivo è stato però quello di non proporre una copia carbone dei videogiochi che andasse a sovrapporsi al materiale preesistente, bensì creare un’origin story del tutto nuova, caratterizzata dai toni umoristici che sono un segno distintivo di Uncharted anche rispetto agli altri videogiochi.
L’azione in Uncharted è così incredibile che anche noi abbiamo dovuto alzare l’asticella per rispettare degli standard di spettacolarizzazione così alti.

Tom Holland: Hai incontrato sul set il volto originale di Nathan Drake nei videogiochi, Nolan North. Cosa ti ha trasmesso per aiutarti a trasportare il personaggio al cinema?

Tom Holland: Si, ho incontrato Nolan North sul set ma, più che i nostri scambi sul come interpretare o meno il personaggio, la principale fonte d’apprendimento del suo lavoro per ricevere ispirazione nel creare il personaggio è stata proprio il giocare ai videogiochi tutto il giorno, per poter comprendere appieno come ha dato vita a Nathan Drake.
Anche Neil Druckmann mi ha dato un grande supporto per portare Uncharted al cinema.

Tom Holland e Ruben Fleischer
Tom Holland e Ruben Fleischer (Credits: Luca Dammicco/Sony Columbia Pictures)
Quali sono state le maggiori influenze nella realizzazione del film?

Ruben Fleischer: I videogiochi in primis. Quindi Indiana Jones, I Goonies, Star Wars per la sua relazione tra Han e Luke nel costruire le dinamiche emozionali tra Nathan Drake e Sully, Mission: Impossible, James Bond.

Charles Roven, Alex Gartner: In fin dei conti Uncharted rientra in un genere cinematografico molto classico e ben definito, quello della caccia al tesoro, con un’ampia filmografia di riferimento. Abbiamo realizzato un film per tutti, non solo per chi ha giocato ai videogiochi.

Tom Holland: Come avete collaborato con Mark Wahlberg per costruire il rapporto mentore – allievo tra Sully e Nathan Drake?

Tom Holland: Con Mark Wahlberg abbiamo lavorato sul costruire una buona chimica tra i nostri personaggi, che fosse anzitutto naturale e mai forzata. Abbiamo cercato di divertirci sul set per elevare di conseguenza anche l’intrattenimento della pellicola senza cercare situazioni artificiose, costruendo un rapporto autentico tra fratello maggiore e minore.

Come avete ricostruito l’esperienza immersiva tipica del videogioco?

Ruben Fleischer: Abbiamo cercato sia di offrire un’esperienza visivamente spettacolare che offrire elementi di sano divertimento, molto importanti per stimolare l’azione in una narrazione in cui Nathan Drake nel cercare di uscire dai guai si ritrova in guai ancora più grossi, passando dalla padella alla brace insomma.
Non so se l’intrattenimento renda l’azione più immersiva ma di certo la nostra fonte di ispirazione collettiva è stata quella di intrattenere il pubblico. A questo proposito avere un attore così incredibile come Tom è stato fantastico, è così divertente da guardare anche sul set, non è soltanto un formidabile attore ma anche un acrobata e uno stunt, e grazie a lui abbiamo avuto un protagonista davvero sempre al centro dell’azione.

Tom Holland: Sul set di Spider-Man: No Way Home parlavamo con Tom Holland e Andrew Garfield dei film che abbiamo fatto, delle scene d’azione e degli stunt che ci siamo ritrovati ad eseguire in carriera… Non potevano credere che in Uncharted io vengo investito da una macchina dopo essere caduto da un aereo… Ho detto loro che avrebbero dovuto vedere il film per vederlo coi loro occhi!

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