Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home recensione: L’evoluzione di Spider-Man nei film di Jon Watts con Tom Holland [Anteprima]

Spider-Man: No Way Home recensione: l’evoluzione di Spider-Man nei film di Jon Watts con Tom Holland, ZendayaJacob Batalon, Marisa Tomei e Jon Favreau

Un’esperienza cinematografica meravigliosa: tra risate e commozione Spider-Man si dimostra ancora una volta uno degli eroi più amati dal pubblico. Con Spider-Man: No Way Home vediamo Peter continuare a crescere come supereroe ma soprattutto come uomo.

Il 15 dicembre arriva nelle sale uno dei film più attesi dell’anno: Spider-Man: No Way Home, terzo capitolo che vede come protagonista il giovanissimo Peter Parker interpretato da Tom Holland diretto nuovamente da Jon Watts, il quale si dimostra nuovamente capace di unire insieme comicità, dramma ed epicità restituendo al pubblico in sala un racconto coinvolgente. Per questo motivo vedere i film di Spider-Man in sala è come vivere un vero e proprio evento, le risate e la commozione sono ambedue palpabili, scoppiano applausi e al contempo vi sono momenti di totale silenzio attonito di fronte a quanto stanno vivendo i vari personaggi sullo schermo, nessuno dovrebbe portare via l’emozione della scoperta e per questo motivo questo articolo sarà spoiler free nonostante il tentativo di restituirvi un idea generale sul film, l’evoluzione di Spider-Man, MJ e gli altri personaggi, e, infine, una chiave di lettura in più se incontrerete questo articolo dopo la visione.

Spider-Man: No Way Home recensione: l'evoluzione di Spider-Man nei film di Jon Watts con Tom Holland
Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man) e Benedict Cumberbatch (Stephen/Doctor Strange) in Spider-Man: No Way Home di Jon Watts (Credits: Columbia Pictures/Pascal Pictures/Marvel Studios)

La sfida più difficile da affrontare è crescere

Tutto il mondo sta guardando Spider-Man (Tom Holland) e per la prima volta si viene a sapere chi si nasconde dietro la maschera. Mysterio (Jake Gyllenhaal) ha rivelato al mondo l’identità segreta dell’eroe del Queens con un video girato prima della sua morte, incolpando di quest’ultima proprio il giovane Peter, egli si trova così a confrontarsi con le conseguenze della perdita dell’anonimato e un’accusa di omicidio. La sua vita si disgrega davanti ai suoi occhi, la sua come quella di coloro che ama, sua zia May (Marisa Tomei), MJ (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon) dovranno far fronte come lui a odio e fanatismo. Peter cerca l’aiuto del Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) che dopo un iniziale tentennamento decide di pronunciare un incantesimo: non torneranno indietro nel tempo, ma useranno la magia per far si che tutti dimentichino che Spider-Man e Peter Parker sono la stessa persona. Purtroppo le cose non vanno secondo i piani e il tentativo di modificare l’incantesimo attirerà da altri universi nemici che Peter ignora.

Presentato per la prima volta in Captain America: Civil War, Holland ha interpretato il più giovane di Peter Parker che abbia mai calcato le scene cinematografiche, per questo motivo la sua crescita nei tre film come lead character e negli altri film del Marvel Cinematic Universe è parte centrale del racconto e uno dei motivi per cui il pubblico si è così affezionato al nuovo Peter.

L’amichevole Spider-Man di quartiere interpretato rispettivamente da Tobey Maguire sotto la regia di Sam Raimi, dal 2002 al 2007, e Andrew Garfield, diretto da Marc Webb nel 2012 e di nuovo nel 2014, era un giovane adulto che lasciava alle spalle il liceo e l’adolescenza per affrontare un mondo di incertezze rappresentate dall’iconico urlo “Affitto” dei film di Raimi. Con questi cinque film abbiamo conosciuto Peter come un giovane liceale vittima di bullismo, ma era anche all’ultimo anno di scuola pronto per prendere il diploma e lasciare i banchi scolastici per l’università e un lavoro al Daily Bugle; con Tom Holland le cose sono cambiate e abbiamo visto un giovanissimo ragazzo diventare un eroe al fianco degli Avengers.

Spider-Man: No Way Home recensione: l'evoluzione di Spider-Man nei film di Jon Watts con Tom Holland
Tom Holland e Jake Gyllenhaal nei panni di Spider-Man e Mysterio

Sono molteplici le differenze rispetto ai suoi predecessori poiché la sua crescita ha avuto numerose influenze: Peter ha chiesto spesso aiuto a eroi più grandi di lui, non sapendo ancora come confrontarsi con i problemi che derivano dall’ergersi a vendicatore della terra e al contempo come giovane uomo. Ed è proprio così che inizia questo terzo capitolo, Peter chiede ancora aiuto per risolvere i suoi problemi, cerca una guida, dopo Iron Man e Mysterio, questa volta egli si rivolge a Doctor Strange, ma dovrà imparare l’importanza di assumersi le proprie responsabilità confrontandosi con se stesso.

Ha solo quindici anni quando ruba lo scudo di Captain America e proprio per la sua giovane età egli si è sempre rivelato il più simpatico e burlone dei tre Peter, ma anche il più emotivo. Nelle vesti di Peter Tom Holland ha dato vita ad un super eroe diverso, anche dal suo idolo Iron Man (Robert Downey Jr.), egli è infatti più caritatevole e comprensivo, spesso cerca il confronto prima della violenza con le figure a lui avverse e addirittura di salvarle, così come fece con Adrian Toomes, l’Avvoltoio, (Michael Keaton) in Spider-Man: Homecoming. La fiducia nel prossimo, la gentilezza e il desiderio di aiutare chi lo circonda sono ciò che lo caratterizza maggiormente, è ciò che ha sempre distinto Peter Parker, ma allo stesso tempo non avevano mai raggiunto una primaria importanza.

Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man) e Marisa Tomei (May Parker)
Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man) e Marisa Tomei (May Parker) in Spider-Man: Homecoming di Jon Watts (Credits: Columbia Pictures/Pascal Pictures/Marvel Studios)

Spider-Man: No Way Home si impone come l’ultimo capitolo della sua crescita, l’uscita dall’adolescenza, la perdita di punti di riferimento e anche se non sarà solo nella sua lotta, per la prima volta, potrà fare affidamento solo su se stesso. Vediamo in questo lungometraggio Peter evolvere ancora nel suo percorso come eroe, un percorso che si  caratterizza nuovamente dalla perdita e che lo condurrà verso l’età adulta. Guardando questo terzo Spider-Man abbiamo potuto vedere sullo schermo l’affermarsi della sua etica: se i primi due Peter Parker avevano capito chi erano a partire dal primo film che li vedeva protagonisti, in quest’ultimo racconto abbiamo visto crescere l’uomo e l’eroe, colui che sceglie di salvare gli altri invece di seguire la strada più semplice e comoda per se stesso, e per questo dobbiamo ringraziare May Parker (Marisa Tomei).

Zia May, interpretata dalla sempre splendida Marisa Tomei, è, nonostante tutti gli eroi che fanno parte della vita di Peter, la principale guida di Spider-Man. Rispetto al ruolo interpretato in precedenza da Rosemary Harris e Sally Field, ella è una figura di maggior importanza nella narrazione sia poiché a conoscenza del segreto del nipote sia perché unica incaricata della crescita di Peter. L’assenza di Ben Parker ha lasciato a May più spazio per divenire un punto di riferimento fondamentale, non è più semplicemente una figura materna di accudimento e sostegno, ma la tenacia e la perseveranza che ha sempre caratterizzato la sua personaggia sono qui ampliati fino a far diventare May la prima alleata del nipote, guidato da lei alla dolcezza e alla dedizione agli altri grazie al mix di bontà e alla simpatia che la contraddistinguono sin dalla sua prima apparizione. May è tutta la famiglia di Peter, colei che gli ha insegnato a lottare prima ancora di Tony Stark, ma soprattutto colei che gli ha insegnato ciò che è giusto e sbagliato, il perdono e la compassione che lo hanno portato a mettersi a disposizione degli altri anche nei più piccoli gesti, ed è proprio per questo motivo che Spider-Man è uno degli eroi più amati. Egli non è semplicemente una figura incappucciata che sconfigge i cattivi, ma un salvatore.

Kristen Dunst (Mary Jane Watson) in Spider-Man di Sam Raimi
Kristen Dunst (Mary Jane Watson) in Spider-Man di Sam Raimi (Credits: Sony Pictures)

Mary Jane Watson, Gwen Stacy e Michelle “MJ” Jones

Kristen Dunst, Emma Stone e Zendaya, controparti e interesse amoroso di Spider-Man hanno interpretato tre personagge che sono cambiate molto nel corso degli anni, così come lo stesso Peter Parker. Interpretata ogni volta da talentuose attrici all’inizio della loro carriera e molto amate dal pubblico, Mary Jane, Gwen e MJ sono tre figure femminili diverse.

Colei che si distingue maggiormente è sicuramente Mary Jane “MJ” Watson. Interpretata da Kristen Dunst, nella trilogia diretta da Sam Raimi, ella è la ragazza della porta accanto, sogna di diventare un attrice di Broadway ed è da sempre il grande amore di Peter. Nel corso dei tre film la vedremo innamorarsi di Spider-Man, prima che dell’uomo che si nasconde dietro la maschera, mentre ricopre il ruolo della ragazza in pericolo usata come pedina dai nemici dell’innamorato. Quello che distingue MJ maggiormente da Gwen e Michelle è il non essere un’alleata di Spider-Man, ma semplicemente la sua ragazza.

Emma Stone (Gwen Stacy) in The Amazing Spider-Man di Marc Webb
Emma Stone (Gwen Stacy) in The Amazing Spider-Man di Marc Webb (Credits: Sony Pictures)

In The Amazing Spider-Man il primo amore di Peter è la brillante compagna di classe Gwen Stacy (Emma Stone), personaggia di svolta, ella non ricoprire più il ruolo passivo di colei che necessita di essere salvata, ma è un importante aiuto per il giovane eroe. Carina, dolce e sensibile, Gwen è caratterizzata principalmente dalla sua intelligenza al punto da avere un lavoro come scienziata anche se ancora al liceo. La passione per le scienze e l’intelligenza di Gwen l’avvicina molto a MJ (Zendaya), con la quale ha in comune anche la cotta per Peter, motivo per il quale inizieranno a notare i segreti e le bugie raccontate da quest’ultimo scoprendo la sua identità segreta, nel caso di MJ addirittura sarà lei stessa a capire la verità senza che le venga rivelata.

Zendaya (Michelle "MJ" Jones) in Spider-Man: No Way Home
Zendaya (Michelle “MJ” Jones) in Spider-Man: No Way Home di Jon Watts (Credits: Columbia Pictures/Pascal Pictures/Marvel Studios)

Nonostante le similitudini, MJ è una figura femminile differente dalla dolce Gwen, ella è sarcastica, burbera e scontrosa: Michelle Jones non si fida di nessuno ed è sempre sulla difensiva, fino a che, diventata amica di Ned e Peter, inizia a notare le stranezze nei loro comportamenti. Una volta scoperta la verità sugli amici, farà compagnia a Ned nel suo ruolo di “uomo sulla sedia”. Protettiva, tenace e con i piedi per terra la sua relazione romantica con Peter è molto più semplice rispetto a quella delle sue controparti. Assente di drammi famigliari o sentimenti non contrapposti, il loro è un rapporto molto dolce, che si costruisce pian piano e che mostra al pubblico la grande determinazione di MJ nel proteggere l’amato restando al suo fianco.

Nel corso degli ultimi vent’anni i personaggi femminili sullo schermo sono cambiati notevolmente, anche all’interno dei film di supereroi i quali erano pensati nel passato per un pubblico unicamente o prevalentemente maschile. Così come il personaggio di Peter Parker è stato modificando mettendo in risalto i lati del suo carattere più compassionevoli e legati all’affetto, così MJ è diventata una personaggia più combattiva e autodeterminata all’interno della storia. Jon Watts e gli sceneggiatori di tutti e i tre i nuovi capitoli sull’amichevole Spider-Man di quartiere hanno pian piano dato più spazio sullo schermo alle figure femminili che circondano Peter, rendendole una controparte agente all’interno della storia di quest’ultimo. MJ e May non sono più coloro da salvare, figure di accudimento e rifugio nel momento di sofferenza, ma a conoscenza del segreto di Peter sono figure agenti che impongono le loro decisioni e prendono posizione anche davanti al pericolo. Se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, queste derivano anche dall’amore.

Jacob Batalon (Ned) e Tom Holland (Peter Parker)
Jacob Batalon (Ned) e Tom Holland (Peter Parker) in Spider-Man: Far from Home di Jon Watts (Credits: Columbia Pictures/Pascal Pictures/Marvel Studios)

L’amicizia, come l’amore, cambia in meglio

Ned (Jacob Batalon) è uno dei personaggi più divertenti del mondo di Spider-Man. Migliore amico e uomo sulla sedia del super eroe, è a conoscenza del segreto di Peter sin dall’inizio e il loro rapporto non è mai stato caratterizzato da sentimenti negativi. Divertente, ogni tanto goffo e non privo di complicazioni ma sempre forte, il rapporto di amicizia di Peter e Ned è uno degli elementi che allontana di più i film di Watts da quelli dei suoi predecessori dove l’unico amico di Spider-Man era Harry Osborn, interpretato da James Franco e Dane DeHaan. La relazione d’amicizia più tossica possibile quella tra Harry e Peter, fondata su gelosia e risentimento sempre più forti, fino a portate il rampollo Osborn a scagliarsi contro il suo miglior amico nel tentativo di ucciderlo. Ned non è geloso dei poteri dell’amico, vuole solo far parte della sua vita, anche quella eroica e non ha paura di quello che potrebbe significare essere un suo aiutante, proprio perché è il suo miglior amico e non lo lascerebbe mai affrontare il lavoro di eroe da solo.

Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità

Il giovane Peter Parker conosciuto negli ultimi anni è un ragazzo che ha avuto tanti aiuti, non è mai stato solo e ha sempre potuto contare sull’amore e l’amicizia di chi lo conosceva. La solitudine è un percorso oscuro, Peter non è mai caduto nel buio perché vi era sempre qualcuno affianco a lui che lo proteggeva mentre egli cercava di proteggere tutti gli altri.  Spider-Man: No Way Home porta Peter a confrontarsi con la parte più oscura di cosa significa essere un super eroe, ma saranno di nuovo l’amore e la fiducia a guidarlo, è il compito dell’amichevole Spider-Man di quartiere: essere l’eroe di tutti, anche quando è più difficile.

Sintesi

Un'esperienza cinematografica meravigliosa: tra risate e commozione Spider-Man si dimostra ancora una volta uno degli eroi più amati dal pubblico. Spider-Man: No Way Home unisce insieme comicità, dramma ed epicità attraverso un racconto coinvolgente che vede Peter Parker crescere come supereroe ma soprattutto come uomo, affermando sullo schermo la sua etica tra perdita, lotta e consapevolezza dell'età adulta.

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