Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Doctor Strange nel Multiverso della Follia recensione film di Sam Raimi con Benedict Cumberbatch e Elizabeth Olsen [Anteprima]

Arriva nelle sale Doctor Strange nel Multiverso della Follia, l’attesissimo nuovo capitolo del MCU: la recensione in anteprima

Doctor Strange nel Multiverso della Follia recensione film di Sam Raimi con Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Benedict Wong, Xochitl Gomez, Michael Stühlbarg e Rachel McAdams

Siamo finalmente arrivati al grande giorno: domani uscirà nelle sale Doctor Strange nel Multiverso della Follia (in the Multiverse of Madness, come recita il titolo in originale), l’attesissimo nuovo capitolo sullo stregone Marvel, alias Doctor Strange. Nei suoi panni ritroviamo Benedict Cumberbatch, il quale sarà in compagnia di Elizabeth Olsen, che riprende il suo ruolo di Wanda Maximoff, alias Scarlet Witch.

Uno dei motivi per cui si tratta di un capitolo attesissimo dai fan è anche per chi si trova alla regia: Sam Raimi ritorna a dirigere un film Marvel, dopo l’iconica trilogia di Spider-Man con Tobey Maguire, regalandoci il primo film del MCU di genere horror.

Facciamo un salto all’indietro: in Spider-Man: No Way Home abbiamo visto come l’incantesimo di Doctor Strange abbia aperto il Multiverso, con la conseguente visita di alcune “vecchie conoscenze”. La sua manipolazione del tempo e dello spazio avrà delle gravi conseguenze e chiederà l’aiuto di Wanda, la quale, nel frattempo, come abbiamo visto nel finale di WandaVision, sta cercando un modo per riavere i suoi figli.
Molti sono i riferimenti agli altri titoli Marvel per quello che viene considerato uno snodo cruciale della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe.

Elizabeth Olsen alias Scarlet Witch in Doctor Strange nel Multiverso della Follia
Elizabeth Olsen alias Scarlet Witch in Doctor Strange nel Multiverso della Follia (Credits: Marvel Studios)
Xochitl Gomez, Benedict Wong e Benedict Cumberbatch
Xochitl Gomez, Benedict Wong e Benedict Cumberbatch (Credits: Marvel Studios)

Stephen Strange continua a vivere la sua vita, dopo la battaglia contro Thanos, subendone gli effetti come tutti, soprattutto per quanto riguarda la sua relazione con Christine (Rachel McAdams). Ma di notte viene funestato da incubi che sembrano reali, nei quali vede una versione di se stesso combattere contro un demone per salvare una ragazzina in pericolo.
La sua routine viene interrotta proprio quando le due realtà s’incontrano e la ragazzina, che si scopre essere America Chavez, irrompe nella sua vita mentre fugge da un demone.
Quando scopre la natura dei suoi poteri, ella chiede aiuto ad una vecchia conoscenza, Wanda, che vive ormai in solitudine e tranquillità dopo il disastro di Westview.

Nel cast ritroviamo anche Chiwetel Ejofor (Karl Mordo), Benedict Wong (Wong) e la new entry Xochitl Gomez nei panni di America Chavez.

Come già anticipato, se Spider-Man: No Way Home è stata solamente un’introduzione al Multiverso Marvel, con un’operazione nostalgia ben congeniata e che ha fatto impazzire i fan, in Doctor Strange nel Multiverso della Follia arriviamo ad un punto importante della storia e della Quarta Fase.

Viene introdotto il personaggio di America Chavez, “nuova leva” nelle scuderie della Marvel. Ma Xochitl Gomez sembra esserci nata in questa famiglia: il suo personaggio sarà la chiave, nonché la miccia per questo film e siamo sicuramente curiosi per la sua serie, Ms. Marvel che arriverà l’8 giugno 2022 su Disney+.

Xochitl Gomez in Doctor Strange nel Multiverso della Follia
Xochitl Gomez in Doctor Strange nel Multiverso della Follia (Credits: Marvel Studios)
Benedict Cumberbatch è Doctor Strange nel Multiverso della Follia
Benedict Cumberbatch è Doctor Strange nel Multiverso della Follia (Credits: Marvel Studios)

Il nuovo Doctor Strange abbandona del tutto le vesti del superbo stregone, visto nel primo capitolo a lui dedicato, per mostrare tutte le sue fragilità: più umano che mai e vittima dei suoi stessi errori, che cerca di riparare soprattutto a livello personale.
Dall’altra parte, abbiamo Wanda Maximoff, alias Scarlet Witch, annunciata come la vera villain della pellicola. Elizabeth Olsen ha già dato prova del suo talento nella serie WandaVision, mostrando il dolore e la disperazione di Wanda per la perdita di Visione, ma soprattutto la sua ricerca forsennata per ritrovare un equilibrio nella sua vita, fosse pure attraverso l’illusione.
Dopo Westview, Wanda cerca follemente di riavere i suoi figli, attingendo dal potere del Darkhold, il libro dei dannati.

La pellicola esplora la psicologia dei due personaggi, che sembrano essere agli antipodi, ma che si somigliano molto: da una parte abbiamo Strange, che cerca di fare sempre la cosa giusta per l’umanità e il suo universo, anche al costo di sacrificare le cose che gli sono più care; dall’altra abbiamo Wanda, dilaniata dal dolore della perdita, ormai completamente invasata, che cerca di ritrovare una felicità probabilmente perduta.

Ed è su questi due personaggi che si poggia la sceneggiatura: la narrazione segue quasi due storyline differenti, che si toccano varie volte durante la pellicola, ma che potrebbero viaggiare anche in modo distinto l’uno dall’altro.

Sam Raimi ci regala il primo light horror della Marvel e la sua impronta è evidente.
Nelle scene più ad effetto vediamo anche alcune citazioni ai suoi lavori precedenti, ma quello che colpisce e arricchisce la pellicola è proprio la sua regia, che si sposta abilmente tra i due filoni narrativi, tenendo sempre alto il ritmo della narrazione, senza mai abbassare il pathos. Gli spettatori si ritroveranno catapultati nel Multiverso della follia tra un susseguirsi di colpi di scena ben calibrati e mai scontati.

La visione di Kevin Feige riesce a condensare tutto il percorso avvenuto finora nella Fase Quattro in questo nuovo capitolo dedicato al Doctor Strange. Tutto quello che abbiamo vissuto finora ci ha portato qui: è importantissimo, infatti, per la visione, aver visto le serie WandaVision e What If… ?.

Elizabeth Olsen alias Scarlet Witch
Elizabeth Olsen alias Scarlet Witch in Doctor Strange nel Multiverso della Follia (Credits: Marvel Studios)
Rachel McAdams è Christine Palmer
Rachel McAdams è Christine Palmer (Credits: Marvel Studios)

Una menzione speciale va fatta sicuramente a John Mathieson, direttore della fotografia, che riesce a rappresentare il potere dei due protagonisti su pellicola, riuscendo abilmente a trasportare lo spettatore nella loro magia, specialmente nelle sequenze più oniriche.
Altra menzione obbligatoria a Danny Elfman, già compositore della trilogia di Spider-Man di Raimi, che con la sua colonna sonora esalta le vicende narrate sullo schermo.

Seppur più breve di altri film maggiori del Marvel Cinematic Universe, con la sua durata di “appena” 125 minuti, Sam Raimi riesce nell’impresa di dilatare il tempo, di raccontare tutto con le tempistiche giuste e di collegare le sequenze con maestria, evitando l’errore di mettere troppa carne sul fuoco.

L’opera di Raimi si spinge molto oltre il genere supereroistico, e mette soprattutto al centro della pellicola il tema della perdita, ponendo un importante interrogativo: “Cosa sei disposto a fare pur di riavere ciò che hai perso?”.
E qui abbiamo due risposte diverse: da una parte la razionalità di Doctor Strange, dall’altra la follia di Scarlett Witch, ormai consumata dal dolore.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia è un capitolo importantissimo della Fase Quattro del MCU, capace di esplorare la psicologia dei due personaggi magici più conosciuti della Marvel e che dispiega il loro dolore e la loro reazione ad esso. I colpi di scena, si sa, non mancano e alcuni potrebbero anche far esplodere l’hype dei fan, ma, a differenza di Spider-Man: No Way Home, il film potrebbe esistere anche senza questi, forte della regia ponderata di Sam Raimi, che torna al genere supereroistico in grande stile, con un’opera che piacerà anche ai non fan della Marvel e che farà impazzire gli appassionati.

Sintesi

Snodo cruciale della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, frutto della visione globale improntata allo storytelling di Kevin Feige, con Sam Raimi al timone Doctor Strange nel Multiverso della Follia si spinge molto oltre il genere supereroistico, mettendo il tema della perdita al centro di una narrazione a tinte horror che dispiega il dolore dei due protagonisti principali, Doctor Strange e Scarlett Witch, in un'opera capace di far impazzire i fan e conquistare anche nuovi appassionati.

Perché MadMass.it

Consapevoli del nostro ruolo, da cinque anni in MadMass.it portiamo avanti una linea editoriale responsabile, preferendo la copertura dei festival al content farming, le recensioni al clickbait, le rubriche e le interviste al sensazionalismo. Stiamo cercando di fare la nostra parte: sostienici con una donazione, acquistando i prodotti consigliati sul nostro magazine o semplicemente passa a visitarci, sfoglia le nostre pagine e condividi i nostri articoli sui social: ci permetterai di continuare a crescere e fare sentire la nostra voce.

Articoli Correlati

Commenti

Ultimi Articoli

Snodo cruciale della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, frutto della visione globale improntata allo storytelling di Kevin Feige, con Sam Raimi al timone Doctor Strange nel Multiverso della Follia si spinge molto oltre il genere supereroistico, mettendo il tema della perdita al centro di una narrazione a tinte horror che dispiega il dolore dei due protagonisti principali, Doctor Strange e Scarlett Witch, in un'opera capace di far impazzire i fan e conquistare anche nuovi appassionati.Doctor Strange nel Multiverso della Follia recensione film di Sam Raimi con Benedict Cumberbatch e Elizabeth Olsen [Anteprima]