Star Wars: l’Ascesa di Waititi, e altre storie galattiche [News Flakes]

Il quattro Maggio, o, come ormai è noto diffusamente, May the Fourth, è lo Star Wars Day: per celebrare degnamente la giornata sarebbe già stata sufficiente l’uscita di L’ascesa di Skywalker su Disney Plus, specialmente in concomitanza con l’ultimo episodio della serie animata The Clone Wars e a pochi giorni dall’ultima puntata della prima stagione di The Mandalorian, ma Disney, come accade quasi ogni anno, ha ulteriormente focalizzato l’attenzione con una serie di annunci sul futuro della saga.

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Il più rilevante tra questi, soprattutto per chi aveva creduto davvero che Rise of Skywalker sarebbe stato l’ultimo film di Guerre Stellari, è la notizia che Taika Waititi, Premio Oscar per la sceneggiatura di Jojo Rabbit, è stato incaricato di scrivere e dirigere una nuova pellicola ambientata nella galassia più amata dal pubblico cinematografico.
Il regista neozelandese, noto, prima dell’Academy Award, per le sue commedie garbate (quali Vita da Vampiro – What We Do in the Shadows e soprattutto per il delizioso Hunt for the Wilderpeople – maldestramente intitolato in Italia Selvaggi in fuga), era ovviamente già di casa presso Disney grazie a Thor: Ragnarok, nel quale ha messo in risalto il talento brillante di Chris Hemsworth, guadagnandosi anche il diritto di dirigere il prossimo Thor: Love and Thunder (anche se ancora non gli abbiamo perdonato di aver ridimensionato lo shakespeariano Dio del Tuono di Branagh a tipico jock da film americano).

La sceneggiatura sarà scritta dallo stesso Taika a quattro mani con Krysty Wilson-Cairns, candidata all’Oscar per lo script del 1917 di Sam Mendes ed autrice del prossimo film di Edgar Wright, Last Night in Soho.
Nulla si sa ancora dell’ambientazione né della trama del film, ma visti i precedenti potrebbe trattare del periodo trascorso dal Maestro Yoda come studente universitario al Campus Jedi (si scherza!).
Waititi è peraltro non del tutto estraneo all’universo di Guerre Stellari, avendo partecipato a The Mandalorian nel doppio ruolo di interprete vocale del droide killer IG–11 e di regista dell’ultimo episodio della stagione, ‘Redenzione’.

A proposito della serie con protagonista Pedro Pascal, che ha ridato all’elmetto mandaloriano il fascino che aveva perduto dopo aver rotolato nella polvere – letteralmente e figurativamente – in Attack of the Clones, lo Star Wars Day ha concesso ad alcuni registi della seconda stagione (già girata, ed in post-produzione) a venire allo scoperto.
Già si sapeva del passaggio dietro la macchina da presa nientemeno che di Carl Weathers, indimenticato Apollo Creed e interprete nella serie del capo della gilda dei cacciatori di taglie, Greef Karga, e del ritorno di Rick Famuyiwa e del creatore di The Clone Wars, Dave Filoni.

I nuovi annunci sono stati dati, entrambi su Twitter, dai rispettivi interessati. Il primo è un altro habitué della scuderia Marvel: Peyton Reed, regista di Ant-Man ed Ant-Man and the Wasp è così il terzo realizzatore del Marvel Cinematic Universe (dopo Waititi e lo showrunner della serie, Jon Favreau) a varcare il confine tra i due universi.

Il secondo è l’arruolamento a sorpresa di un regista che, pensandoci bene, è perfetto per le atmosfere space-western di The Mandalorian: Robert Rodriguez, che prima di dedicarsi a Sin City e Alita: Angelo della Battaglia aveva esordito raccontando le avventure del Mariachi (in El Mariachi, Desperado e C’era una volta in Messico).

La seconda stagione di The Mandalorian sarà affiancata, su Disney Plus, dalle già annunciate serie incentrate rispettivamente su Cassian Andor (il co-protagonista di Rogue One interpretato da Diego Luna) e su Obi-Wan Kenobi (ambientata nel periodo tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza, e per la quale tornerà Ewan McGregor).
Per l’occasione, è stata annunciata anche una quarta serie: attualmente senza titolo, sarà curata da Leslye Headland, co-autrice del fortunato Russian Doll di Netflix.

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