Obi-Wan Kenobi

Obi-Wan Kenobi recensione Episodi 1 e 2 serie TV di Deborah Chow con Ewan McGregor [Disney+]

Obi-Wan Kenobi recensione Episodi 1 e 2 serie TV Disney+ di Deborah Chow con Ewan McGregor, Hayden Christensen, Joel Edgerton, Rupert Friend, Moses Ingram, Kumail Nanjiani e Jimmy Smits

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana un franchising potente nella Forza sembrava aver dettato il corso di una nuova storia. Dopo il successo di The Mandalorianche ha riportato in auge la mitologia di Star Warse la mancata promessa di riprodurre il medesimo successo con The Book of Boba Fett, questa volta sono Deborah Chow Joby Harold a mettersi al timone di uno dei progetti più attesi degli ultimi dieci anni. Con Obi-Wan Kenobi, infatti, sul piccolo schermo di Disney+ ricompare uno dei personaggi più amati dell’universo di Star Wars, il cavaliere Jedi eponimo a cui avevano prestato il volto prima Alec Guinness nella Trilogia Originale e poi Ewan McGregor nella Trilogia Prequel e che riprende il ruolo dopo quasi venti anni dalla fine degli eventi di La vendetta dei Sith.

Obi-Wan Kenobi: del tempo che scorre e di chiamate all’avventura

Il tempo che scorre e cambia, ma al tempo stesso, sembra lasciare tutto uguale è centrale negli episodi 1 e 2 di Obi-Wan Kenobi: da un lato, i soli di Tatooine scandiscono giornate sempre uguali e ripetitive, durante le quali Ben / Obi-Wan (Ewan McGregor) finge di essere un umile lavoratore, dividendo il tempo tra gli incubi sull’atroce morte di Anakin Skywalker / Darth Vader (Hayden Christensen) e la sorveglianza sul giovane Luke. Questi ritmi così monotoni, in una Tatooine arida e priva di speranza, rende fiacchi gli animi dei suoi personaggi e ci mostra che ormai, a dieci anni dalla caduta della Repubblica, la speranza ha abbandonato la galassia, mentre i pochi Jedi rimasti si danno alla fuga e gli Inquisitori (Rupert Friend e Moses Ingram) danno loro la caccia. Eppure, il tempo riesce anche a cambiare le persone e l’Obi-Wan che abbiamo visto in La vendetta dei Sith non è più lo stesso che ci viene mostrato nella serie, ma non è ancora neppure il cavaliere Jedi di Una nuova speranza: è a un punto a metà del suo percorso e la serie vuole mostrarci come ci è arrivato.

Ewan McGregor
Ewan McGregor (Credits: Lucasfilm/Disney+)
Joel Edgerton e Moses Ingram
Joel Edgerton e Moses Ingram (Credits: Lucasfilm/Disney+)

LEGGI ANCORA: Obi-Wan Kenobi, il nostro incontro con Ewan McGregor e il cast della serie

Obi-Wan Kenobi è una serie che vuole dimostrare – e nei primi due episodi ci riesce benissimo – che i momenti di passaggio sono fondamentali, che vedere come un personaggio (e più in generale un essere vivente) muta nel corso della sua vita può essere un’esperienza godibile dal punto di vista della narrazione audiovisiva e anche per la costruzione del personaggio stesso, se fatta con coerenza e intelligenza. Perciò, complice anche la recitazione impeccabile di Ewan McGregor, siamo di fronte a una serie che sa di essere essa stessa in transizione, come il suo protagonista, e fa di questa sua natura così multiforme un vanto e un elemento di distinzione dai prodotti che l’hanno preceduta.

In questo è stata chiara anche la regista Deborah Chow: non verranno inseriti richiami a The Mandalorian, questa serie non deve diventare, come lo è stata quella su Boba Fett, un contenitore di episodi slegati e camei di Mandaloriani vari. Questa serie vuole raccontare cosa succede al cavaliere quando rifiuta la chiamata all’avventura, pescando ancora a piene mani dalle strutture narrative più classiche – dopotutto, Star Wars che cos’è se non un esempio perfettamente riuscito di viaggio eroico? – ma aggiungendo un approfondimento psicologico necessario, perché tra il Maestro Kenobi ancora impulsivo degli anni 2000 e il posato e ironico Ben della Trilogia Originale ne deve essere passata di acqua sotto i ponti.

Obi-Wan Kenobi recensione serie TV Disney+ con Ewan McGregor
Rupert Friend (Credits: Lucasfilm/Disney+)
Moses Ingram
Moses Ingram (Credits: Lucasfilm/Disney+)

Che cosa possiamo aspettarci da Obi-Wan Kenobi?

Siamo messi di fronte a un uomo tormentato dal passato, arrugginito, che ha deposto la spada, quasi privo di vitalità e di speranza. Sarà necessario il rapimento della piccola Leia Organa (Vivien Lyra Blair) e la richiesta di aiuto di suo padre Bale Organa (Jimmy Smits) per persuadere Obi-Wan a tornare in azione. E anche in questo caso, la serie sfrutta un topos narrativo ben collaudato – maestro e allievo, adulto e bambino – per mostrare il lato nascosto di un rapporto che abbiamo vissuto poco: quello tra Ben e Leia.

Questa miniserie in sei episodi ha messo in subbuglio un intero fandom, merito anche del ritorno di John Williams che ha realizzato un nuovo tema musicale apposta per la serie e della coppia McGregor / Christensen e della loro chimica sullo schermo. Obi-Wan Kenobi sa benissimo quali sono le sue fondamenta, conosce i territori in cui vuole muoversi e ne aggiunge di nuovi (il pianeta Dayou è una futuristica città con vibes alla Blade Runner 2049) incastrandoli con facilità, come le tessere di un puzzle. Ma, soprattutto, è una serie che sa cosa vuole raccontare: il percorso di un personaggio amatissimo, di cui non è stato ancora svelato tutto. E vuole raccontare del ritorno di un eroe, del ritorno dello Jedi.

Rupert Friend, Moses Ingram e Indira Varma
Rupert Friend, Moses Ingram e Indira Varma (Credits: Lucasfilm/Disney+)
Obi-Wan Kenobi recensione serie TV Disney+ con Ewan McGregor
Obi-Wan Kenobi serie TV Disney+ di Deborah Chow con Ewan McGregor, Hayden Christensen, Joel Edgerton, Rupert Friend e Moses Ingram (Credits: Lucasfilm/Disney+)

Sintesi

Diretta da Debora Chow, Obi-Wan Kenobi vede il ritorno sul piccolo schermo dell'eponimo cavaliere Jedi e del suo interprete nella Trilogia Prequel, Ewan McGregor. Una miniserie dalle salde fondamenta e con un'idea narrativa ben precisa: quella di raccontare il percorso e il cambiamento di un personaggio amatissimo.

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