Snowpiercer, il treno della vita: il film di Bong Joon-ho prima della serie Netflix [Throwback Thursday]

In occasione dell’uscita della serie TV Netflix ricordiamo Snowpiercer, il film di fantascienza post-apocalittica di Bong Joon-ho che ci ricorda che non siamo tutti uguali

Il regista sudcoreano Bong Joon-ho è attualmente sulla cresta dell’onda per la sua grandiosa vittoria agli Oscar 2020, vittorioso come produttore, sceneggiatore e regista per Parasite; una vittoria storica per un film non in lingua inglese. Ma nella carriera del regista ci sono numerose perle cinematografiche, tra cui Snowpiercer, film del 2013 da cui è stata tratta recentemente la serie TV Netflix che abbiamo recensito in anteprima.

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Snowpiercer, debutto cinematografico di Boon Joon-ho in lingua inglese, è tratto dalla graphic novel francese di Jacques Lob e Jean-Marc Rochette, Le Transperceneige. Ambientato nel 2031, mostra un mondo che è stato decimato da una nuova era glaciale, causata da alcuni tentativi di fermare il riscaldamento globale. I pochi sopravvissuti vivono all’interno di un treno, chiamato Snowpiercer. Il treno non si ferma mai, continuando a spostarsi intorno al pianeta grazie al suo apparente motore perpetuo. Lo Snowpiercer non è un semplice treno  bensì la rappresentazione della popolazione rimasta in classi sociali: le classi più abbienti vivono nei primi vagoni, mentre i più poveri vivono nelle ultime carrozze.

Snowpiercer di Bong Joon-ho
Snowpiercer di Bong Joon-ho

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La vita per chi vive sul fondo è terribile: i vagoni sono sovraffollati e i passeggeri vivono nutrendosi di barrette proteiche (che si riveleranno, poi, composte da scarafaggi vivi).
Durante gli anni ci sono state numerose e sanguinose rivolte che hanno portato i passeggeri della coda a vivere in condizioni difficili, continuamente vessati dal rapimento dei bambini e dalle angherie dei soldati che puniscono i ribelli con terribili torture.

Si forma una nuova ribellione, guidata da Curtis (Chris Evans), Edgar (Jamie Bell) e l’anziano Gilliam (John Hurt), con l’obiettivo di raggiungere la testa della locomotiva e uccidere il creatore del treno, Wilford. Attraversando i vagoni ci rendiamo conto di quanto sia grande il dislivello tra le classi sociali: se negli ultimi vagoni i passeggeri sono costretti a patire la fame e il freddo, privati dei più elementari bisogni, i più ricchi vivono la loro vita normalmente, tra grandi comodità, gustosi pasti al ristorante e party pieni di eccessi.

John Hurt e Chris Evans
John Hurt e Chris Evans

Nel finale Curtis incontra Wilford e scopre verità sconvolgenti

L’idea di Boon Joon-ho di fare una trasposizione cinematografica della graphic novel francese risale al 2004, quando si reca alla sua abituale fumetteria a Seul. Appena visto l’albo lo legge tutto d’un fiato, in piedi a fianco dello scaffale dove l’aveva trovato.

Trovando molto interessante l’idea di fondo della graphic novel la mostra al produttore del suo ultimo film dell’epoca, Memories of Murder, il quale, però, rifiuta il progetto, affermando di non essere interessato alla fantascienza.
In seguito il regista lo mostra al suo amico Park Chan-wook, anche lui regista, ma anche produttore.
Nel 2005 la casa di produzione di Park ottiene i diritti della graphic novel: inizialmente previsto per il 2011, l’uscita slitta poi al 2013. Si tratta della produzione coreana più costosa di sempre, con un budget di 38 milioni di dollari.

Snowpiercer unisce un cast ricco di attori molto conosciuti, come Chris Evans, Ed Harris, Jamie Bell, Tilda Swinton, Octavia Spencer e Song Kang-ho: escluso quest’ultimo, per tutti gli altri si tratta della prima volta sotto la regia di Boog Joon-ho.

Song Kang-ho in Snowpiercer (2013)
Song Kang-ho in Snowpiercer (2013)

Snowpiercer si staglia come un’opera tristemente profetica, seppur narrando un racconto distopico. In un futuro in cui la popolazione umana è stata decimata e ciò che resta si trova su un treno, i sopravvissuti sono ancora preda di discriminazione per la classe sociale di appartenenza. La sopravvivenza non è uguale per tutti: c’è chi lotta per sopravvivere e non subire abusi e c’è chi, nella stessa identica condizione, può fare un bagno turco sorseggiando champagne.

Snowpiercer, come hanno fatto altri prima e dopo di lui (basti pensare al recente Il buco) mette in mostra le diseguaglianze umane, anche in condizioni estreme.
Si tratta di riflessioni su una tematica importante che riesce comunque a mescolare azione (la scena contro i soldati bendati è visivamente molto bella) e critica caustica su una società che, seppur futuristica, non sembra così lontana dalla nostra. L’elemento che più colpisce è il persistere di un’inarrestabile lotta di classe che sopravvive anche quando siamo di fronte ad una catastrofe apocalittica.

John Hurt, Octavia Spencer e Chris Evans
John Hurt, Octavia Spencer e Chris Evans

La pellicola si sofferma sul come una tragedia del genere non porti a collaborazione e unione tra i sopravvissuti, bensì a segnare in modo ancora più netto le differenze e le distanze gli uni dagli altri.

Il finale simboleggia come anche gli oppressi possano diventare degli oppressori e di come le ideologie permangano immutate nella nostra mentalità.

Lo scorso 25 maggio sono uscite in streaming le prime due puntate della serie tratta dal film Snowpiercer, che racconta gli eventi accaduti 8 anni prima del film. La serie è distribuita in Italia da Netflix ed è interpretata da Jennifer Connelly e Daveed Diggs.

Snowpiercer è il terribile specchio dell’umanità e, pur raccontando uno scenario post apocalittico, mette in luce la lotta di classe, la differenza tra i gruppi sociali e quanto queste idee siano radicate in noi.

E voi, avete visto Snowpiercer?

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