Katla

Katla recensione serie TV di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN [Netflix]

Katla recensione serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð, Íris Tanja Flygenring, Ingvar Sigurdsson, Aliette Opheim, Sólveig Arnarsdóttir, Þorsteinn Bachmann e Birgitta Birgisdóttir

Un concept molto simile (la presenza, in un villaggio, dei “doppioni”, doppelgänger o changeling) ma un’esecuzione diversa: a voler essere critici, possiamo dire che pur non eccellendo, Katla, prima produzione originale di Netflix in Islanda, riesce a battere la mediocrità della produzione italiana: riesce dove Curon ha fallito.

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Scritta dal team formato da Baltasar Kormákur, Sigurjón Kjartansson, Davíð Már Stefánsson e Lilja Sigurðardóttir e diretta da Kormákur e Kjartansson la serie Katla, ideata, basata e girata totalmente in Islanda getta le proprie basi sull’apparizione di una donna, coperta di cenere, in una zona vietata ai turisti dopo un’eruzione che va avanti ormai da un anno: quella, appunto, del vulcano Katla. Non appena è nelle condizioni di parlare con obiettività, la donna afferma di essere Gunhild, che vent’anni prima ha lavorato in un hotel nella zona. Gunhild, che ora è di vent’anni più anziana, ha un figlio e vive in Svezia.

Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN e Íris Tanja Flygenring
Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN e Íris Tanja Flygenring (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Katla recensione serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð
Katla serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð e Íris Tanja Flygenring (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Un thriller/mystery che prende in prestito aspetti folkloristici (l’esistenza dei changeling, appunto, creature fatate che prendono il posto degli esseri umani, comunemente quando sono in culla) per dare il là a una storia che solo alla fine si rivelerà essere fantascientifica più che fantastica, Katla intreccia le vite di più personaggi tra cui è complesso individuare dei veri e propri protagonisti: forse a svettare è Gríma – interpretata dalla cantante islandese Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN -, che cerca di riprendersi dalla sparizione della sorella e dalla sua conseguente depressione.

A lei si affiancano Darri, geologo a cui vengono riferiti i cambiamenti del vulcano Katla e che decide di recarsi sul luogo, un po’ per amor del vero, un po’ per sfuggire alla moglie Rakel e alle conseguenze della morte del figlioletto Mikael; le due Gunhild, quella ritrovata nel ghiacciaio e quella arrivata dalla Svezia; il religiosissimo Gísli, praticamente lo sceriffo della città se ci trovassimo nel vecchio West e non a Vik; Thor, padre di Gríma coinvolto emotivamente da entrambe le versioni di Gunhild; e ovviamente gli altri changeling, perché sarebbe ottimistico pensare ce ne sia solo uno. Il cast, quindi, non finisce qui, ed è forse questa una debolezza di Katla: la grande quantità di personaggi non permette, in soli otto episodi (che sembrano essere diventati uno standard, per Netflix, nell’approcciare nuove produzioni), di creare un attaccamento emotivo o un approfondimento psicologico o emozionale. Lo spettatore resta tale, non si immedesima più di tanto nei personaggi.

Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN
Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Íris Tanja Flygenring
Íris Tanja Flygenring (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Determinati accadimenti vengono accennati anche più volte durante la serie, ma non vengono poi approfonditi né risultano funzionali alla trama, come le continue sbronze di Ása (sorella di Gríma) e la malattia della moglie di Gísli, di cui possiamo intuire la causa ma non conosciamo l’andamento o effettiva gravità.

Un’altra pecca è lo sviluppo piuttosto diluito della narrazione, allietata però da un’ottima colonna sonora e dalle scenografie meravigliose (non che sia cosa difficile, in Islanda). Le prove attoriali sono convincenti, il settore del trucco magistrale nel creare una differenza, quando più sottile e quando più calcata, tra il personaggio e il suo “doppio”, distante un anno o venti. Proprio in riferimento ai vent’anni di distanza tra le due Gunhild, l’invecchiamento di Aliette Opheim risulta magistrale, delicato quanto quello di Claire nella serie di Starz Outlander.

Pur ricordando Dark e la già citata Curon, Katla ha comunque un ottimo potenziale, che si spera possa essere ulteriormente sviluppato nel corso di una seconda stagione al momento non ancora confermata.

Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN
Guðrún Ýr Eyfjörð alias GDRN (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Aldís Amah Hamilton
Aldís Amah Hamilton (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Katla recensione serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð
Katla serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð e Íris Tanja Flygenring (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Katla recensione serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð
Katla serie TV Netflix di Baltasar Kormákur con Guðrún Ýr Eyfjörð e Íris Tanja Flygenring (Credits: Lilja Jonsdottir/Netflix)

Sintesi

Thriller mystery che prende in prestito aspetti folkloristici, tra i quali quello del doppio, per dare avvio ad una storia che si rivela più fantascientifica che fantastica, Katla dimostra un ottimo potenziale in parte inespresso, impreziosito dal magistrale make up, da un'ottima colonna sonora e dai meravigliosi paesaggi d'Islanda.

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