Hawkeye

Hawkeye recensione Episodi 1-3 serie TV con Jeremy Renner e Hailee Steinfeld [Disney+]

Hawkeye recensione Episodi 1-3 serie TV Marvel Studios di Jonathan Igla con Jeremy Renner, Hailee Steinfeld, Vera Farmiga, Fra Fee, Tony Dalton, Zahn McClarnon, Brian d’Arcy James e Alaqua Cox

È una verità (forse non universalmente) riconosciuta che l’entusiasmo di un fan Marvel di fronte alla quarta serie MCU della Fase 4, escludendo l’esperimento di What if, potrebbe non essere alto. E, infatti, dopo WandaVision, The Falcon and the Winter Soldier LokiHawkeye sembra arrivare quasi in sordina, con la sua confezione natalizia e un protagonista in procinto di appendere l’arco al chiodo.

Ma la serie ideata da Jonathan Igla e diretta da Rhys Thomas centra l’obiettivo – è il caso di dirlo – dimostrando di poter regalare al pubblico un prodotto che trasuda cozyness, una sensazione di calore e normalità, che diverte e intrattiene al punto giusto, condendo con una buona dose di relazioni ed emozioni.

Nella New York post-Blip, la famiglia Barton è in procinto di ritornare a casa per celebrare il Natale. Clint (Jeremy Renner) ha ancora difficoltà ad abituarsi alla perdita dell’udito dall’orecchio sinistro e alla notorietà che essere un eroe comporta. Il suo desiderio di trascorrere delle meritate vacanze con i suoi figli e la moglie Laura (Linda Cardellini) viene temporaneamente bloccato dalle disavventure in cui lo precipita Kate Bishop (Hailee Steinfeld), giovane arciera provetta e sua fan sfegatata. Kate, infatti, complice un’asta clandestina, entra in possesso della tuta di Ronin, alter ego di Clint all’epoca del Blip, con cui l’uomo aveva seminato il terrore nel mondo della malavita. La ragazza sfrutta il costume, ignorandone le complicazioni, e viene coinvolta da una banda di mafiosi russi in tuta e nell’omicidio dello zio del suo patrigno, Jack Duquesne (Tony Dalton), anche lui impelagato in loschi giri.

Hawkeye recensione serie TV Marvel Disney+ con Jeremy Renner e Hailee Steinfeld
Hawkeye serie TV Marvel Disney+ di Jonathan Igla con Jeremy Renner e Hailee Steinfeld (Credits: Marvel Studios/Disney+)
Hailee Steinfeld
Hailee Steinfeld (Credits: Marvel Studios/Disney+)

Hawkeye: il superpotere della normalità

Dopo averci regalato l’ascesa di Scarlet Witch e di un nuovo Captain America e aver ampliato oltre i confini del tempo l’Universo con Loki e Kang il Conquistatore, Hawkeye è una ventata di normalità alquanto piacevole e sorprendente: la miniserie in sei episodi, rilasciati a cadenza settimanale su Disney+, è il prodotto ideale per questo periodo dell’anno, in cui stress e malinconie si affollano nella vita di tutti i giorni. Perfetta l’ambientazione urbana: una New York che riprende vita dopo gli eventi degli anni scorsi e complice l’atmosfera natalizia regala vibes nostalgiche e scorci magnifici. Altrettanto ben congeniata è la presenza di nuovi personaggi, come Kate, futuro membro degli Young Avengers e la presenza di Maya Lopez/Echo (Alaqua Cox), che è protagonista del prologo del terzo episodio e ci regala un’eroina già ben formata, la cui storia poggia su basi solide e che non vediamo l’ora di vedere in azione. E, soprattutto, dimostra ancora una volta che Disney prova a fare passi avanti in termini di inclusività. Sia la personaggia sia la sua interprete sono sorde e più volte nel corso degli episodi la disabilità e la sua percezione saranno affrontate.

Jeremy Renner
Jeremy Renner (Credits: Marvel Studios/Disney+)
Hailee Steinfeld
Hailee Steinfeld (Credits: Marvel Studios/Disney+)

La personaggia di Kate è il vero cuore pulsante dell’azione: Hailee Steinfeld dà volto e vita a un’eroina acerba ma già dotata di grande potenzialità, che mescola la ribellione tipica della sua giovane età con il desiderio di rendersi utile e dimostrare a sua madre (Vera Farmiga) che non è solo una ragazzina viziata, ma un’adulta pronta a trovare il suo posto nel mondo. Inoltre, la spontaneità e ironia di Kate sono un piacevole contrasto con l’impassibilità del volto di Jeremy Renner, eroe consumato e fin troppo abituato a rapimenti, fuga, inseguimenti e combattimenti. Vedere i loro battibecchi e il rapporto mentore/allieva che sta lentamente sbocciando riporta alla mente le dinamiche tra Clint e Wanda e il legame speciale che li unisce. In questo, Hawkeye rende chiaro che al centro della sua storia ci sono i rapporti tra i personaggi, le relazioni tra i diversi individui: Clint e la sua famiglia, Kate e sua madre, Maya e suo padre (interpretato da Zahn McClarnon, il Big di Reservation Dogs), tra Kate e Pizza Dog (adorabile mascotte della serie). La vera sorpresa della serie è che riesce a rendere interessante qualcosa a cui non siamo abituati: la visione della normalità di un eroe. Hawkeye mostra che, una volta smessi gli abiti dell’eroe, ciò che resta è un padre desideroso di adempiere alla promessa fatta al figlio e trascorrere insieme la Vigilia di Natale – come nella miglior tradizione dei film ambientati in questo periodo.

Hailee Steinfeld
Hailee Steinfeld (Credits: Marvel Studios/Disney+)
Il musical sugli Avengers
Il musical sugli Avengers (Credits: Marvel Studios/Disney+)

Vita normale

Non è un caso che le vicende nella serie prendono spunto da uno dei fumetti più amati dai fan, Vita normale realizzato da Matt Fraction, David Aja e Javier Pulido. Nell storia in questione, Occhio di Falco non combatte contro divinità spaziali, mostri alieni o altro, ma trascorre il tempo barcamenandosi tra la vita di tutti i giorni e la vigilanza del suo quartiere da ladruncoli o speculatori edilizi. Il successo di Vita normale è dovuto, oltre che allo stile grafico accattivante, anche a una rappresentazione di Clint Barton che lo rende molto più simile a noi e con cui è più semplice entrare in empatia: un individuo che fa del suo meglio e che a volte non riesce a evitare di prendere delle batoste.

La serie riprende alcuni personaggi e vicende, ma porta avanti una storyline diversa e questa forse è l’unica nota dolente. Alla trama principale si aggiungono diverse sottotrame che funzionano, intrattengono e divertono ma finiscono anche con il distogliere l’attenzione dal mistero di chi ha ucciso lo zio di Jack e su quali siano i suoi veri piani.

Hawkeye, tuttavia, fa centro e offre al pubblico una serie confezionata ad hoc, con momenti divertenti (il musical degli Avengers), azione ed emozione dove serve. Al momento, è un sorpreso sì e ci auguriamo di rinnovarlo a fine visione.

Sintesi

Hawkeye si rivela una piacevole sorpresa, complice la formula natalizia e nuovi personaggi interessanti e ben scritti. Al di là di una narrazione un po' diluita la serie intrattiene, diverte ed emoziona mettendo al centro le relazioni e i rapporti tra individui, a dimostrazione che anche la normalità può ancora regalarci sorprese.

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