Coronavirus: James Bond No Time to Die rinviato di sette mesi

MGM e Universal hanno reso nota la nuova data di uscita dell'ultimo James Bond con Daniel Craig, No Time to Die, posticipata per l'emergenza Coronavirus.

Coronavirus: No Time to Die Daniel Craig James Bond rinviato
Coronavirus: No Time to Die rinvitato di sette mesi. L'ultimo James Bond di Daniel Craig ha una nuova data d'uscita

Coronavirus: No Time to Die rinvitato di sette mesi. L’ultimo James Bond di Daniel Craig ha una nuova data d’uscita

Tanto tuonò che piovve: già nei giorni scorsi si faceva sempre più insistente la voce secondo cui l’uscita del nuovo film di 007, No Time to Die, sarebbe stata posticipata. In queste ore, è stato tutto confermato e per vedere sul grande schermo l’opera con Daniel Craig bisognerà aspettare un bel po’ di mesi, a fine novembre 2020.

Un periodo di caos internazionale che ha inevitabilmente coinvolto anche l’universo cinematografico. No Time to Die si aggiunge così alla lista dei film che vedranno la luce in ritardo rispetto a quanto prefissato prima dell’emergenza Coronavirus. L’annuncio del rinvio è arrivato attraverso la Universal:

“La MGM, la Universal Pictures e la Bond Productions, Barbara Broccoli e Michael G. Wilson annunciano oggi che dopo attente valutazioni e un bilancio del mercato globale delle uscite cinematografiche, la data d’uscita di No Time To Die è stata posticipata a novembre 2020, in Gran Bretagna il 21 e a seguire gli altri Paesi, compresi gli States dove l’uscita è prevista per il 25 del mese.”

Nel frattempo il box office italiano è al collasso, il mercato cinematografico mondiale si avvia verso perdite superiori al miliardo di dollari stimate a gennaio 2020 e l’Italia, divenuta purtroppo teatro di diversi focolai di Coronavirus COVID-19 in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, con nuove regioni a rischio giorno dopo giorno, è ancora alla ricerca di quelle misure severe, univoche ed inequivocabili che possano contenere l’epidemia e salvaguardare la salute dei cittadini e l’economia del Paese, ancora oggi stretto tra pericolosa superficialità e inutili isterismi.