Belfast

Belfast recensione film di Kenneth Branagh con Caitríona Balfe e Jamie Dornan [RomaFF16]

Belfast recensione film di Kenneth Branagh con Caitríona Balfe, Judi Dench, Jamie Dornan, Ciarán Hinds, Colin Morgan, Jude Hill e Lara McDonnell

The House of Value. Si legge questo in una delle scene di Belfast, l’ultimo film di uno dei più grandi registi e sceneggiatori della sua generazione, Kenneth Branagh, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città e vincitore del People’s Choice Award del Toronto International Film Festival.
Nordirlandese di origine, Belfast è la sua città natale, omaggiata dal titolo del film che diventa testimonianza della sua infanzia.

Un biopic ‒ o quasi ‒ di Branagh che ha voluto ricordare un pezzo importante della sua vita, mescolando realtà e finzione nella dilatazione del cinema, con qualche tocco sfumato di esperienza in più che probabilmente avrebbe voluto (ri)vivere.

Caitríona Balfe
Caitríona Balfe (Credits: Rob Youngson/Focus Features/Universal Pictures)
Jamie Dornan e Jude Hill in Belfast (Credits: Universal Pictures)
Jamie Dornan e Jude Hill in Belfast (Credits: Focus Features/Universal Pictures)

Sì, perché Buddy (Jude Hill) nel 1969 era un bambino che giocava con i suoi amici di quartiere, con un pallone in mano, mentre da un momento all’altro sarebbe scoppiata la guerra civile nordirlandese. Guidata da un altezzoso uomo protestante in grado di disseminare paura e panico nella piccola cittadina, e in primis nella madre di Buddy, la Caitríona Balfe di Outlander perfetta con il suo accento irlandese, e al fratello più grande Will (Lewis McAskie). Proprio quando il padre (Jamie Dornan) è via per lavoro, per portare un po’ di soldi a casa e tirare fino a fine mese.

Una pellicola con cui sembra di tornare ai buoni e vecchi tempi del bianco e nero con un uso ponderato della cinepresa e che riscopre antichi valori impartiti ai figli fin dalla tenera età per crescere con una certa consapevolezza. Il cinema, prima di tutto, che unisce ogni generazione, genitori, figli e nonni, con una forte influenza sul piccolo Buddy (e Kenneth Branagh). Spicca l’interpretazione di una meravigliosa Judi Dench, che stupisce nel ruolo della nonna con un cuore grande come il nonno, il suo secondo padre.

Caitríona Balfe, Jamie Dornan, Judi Dench e Jude Hill in Belfast
Caitríona Balfe, Jamie Dornan, Judi Dench e Jude Hill in Belfast (Credits: Focus Features/Universal Pictures)

C’è un velo di nostalgia dietro Belfast, una pura malinconia tangibile. Ci perdiamo nell’ingenuità di Buddy, nei suoi occhi sognanti che si innamorano per la prima volta della sua compagna di classe, negli insegnamenti del nonno (Ciarán Hinds) ferrato in matematica che lo istruisce con dei trucchetti per arginare le sue difficoltà, nell’amore di un padre e di una madre che non demordono nonostante la complicata situazione economica. Un film costruito sui pensieri di Buddy, in cui lo spettatore si immerge totalmente.

C’è molta voglia di non lasciare il proprio paese natio per non incorrere a pericoli che una città grande come Londra può nascondere, senza doversi preoccupare di farsi del male.
Si sa, quando si nasce e si cresce in un determinato posto, tra l’amore dei propri cari e dei vicini, lasciarlo strappa via il cuore. Ma tra lacrime e amari rimpianti si parte per un destino nuovo, più propizio.

Caitríona Balfe e Jamie Dornan
Caitríona Balfe e Jamie Dornan (Credits: Focus Features/Universal Pictures)
Judi Dench, Jude Hill e Ciarán Hinds in Belfast
Judi Dench, Jude Hill e Ciarán Hinds in Belfast (Credits: Focus Features/Universal Pictures)

Proprio come accaduto al regista di Thor e Assassinio sul Nilo, che con la sua cinepresa oscilla tra i colori vividi dell’apertura della narrazione ed il bianco e nero che conclude il suo ritorno ai momenti insieme più belli e più brutti, senza mai dimenticare quale sia il suo posto nonostante il viaggio (non voluto?) verso una nuova meta.

Mi sento irlandese.
Non credo che si possa far uscire Belfast dall’io ragazzo.
(Kenneth Branagh sulla sua identità attuale).

Non serve aggiungere altro.

Sintesi

Con Belfast Kenneth Branagh ricorda la sua infanzia, mescolata tra realtà e finzione nella dilatazione del cinema, oscillando con la cinepresa tra i colori vividi dell'apertura della narrazione ed il bianco e nero che conclude il suo ritorno ai momenti insieme più belli e più brutti, senza mai dimenticare quale sia il suo posto nonostante il viaggio (non voluto?) verso una nuova meta.

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