The Gray Man con Ryan Gosling e Chris Evans: sarà il meglio o il peggio?

The Gray Man: Ryan Gosling e Chris Evans protagonisti della nuova saga spy prodotta da Netflix e scritta e diretta dai fratelli Russo

Da una decina d’anni nei corridoi di Hollywood si parla di The Gray Man, l’ex operativo CIA diventato killer a pagamento Court Gentry protagonista della lunga serie di romanzi di successo di Mark Greaney, collaboratore ed erede di Tom Clancy alla scomparsa di quest’ultimo nella scrittura dei romanzi su Jack Ryan e sull’universo di personaggi di Clancy.

Agli inizi del 2011 il progetto era in mano alla New Regency, con Brad Pitt protagonista, James Gray alla regia e Adam Cozad alla sceneggiatura. Nel 2014 quindi Sony Pictures acquista i diritti dell’intera serie di romanzi di Mark Greaney, offrendo la cabina di regia e scrittura ai fratelli Anthony e Joe Russo, appena reduci dal successo Marvel da oltre 700 milioni di dollari Captain America: The Winter Soldier.

Considerato per anni la nuova saga spy thiller di rottura col potenziale di The Bourne Identity per i suoi toni ultra realistici e l’elevato coinvolgimento, The Gray Man non ha tuttavia mai ricevuto luce verde fino ad oggi, scivolando dopo la scadenza dell’opzione da parte di Sony Pictures nelle mani di Netflix e AGBO, la neonata compagnia di produzione dei Russo, intenzionate a costruire e lanciare un vero e proprio franchise cinematografico costruendo un intero universo di personaggi protagonisti di una serie di film.

The Gray Man: la trama

Bruciato dalla CIA e tallonato dal forze misteriose, il killer Court Gentry, che sarà interpretato da Ryan Gosling, deve sfuggire ad un suo vecchio collega, diventato la sua nemesi Lloyd Hansen, interpretato da Chris Evans, e salvare la vita delle figlie che non sanno nemmeno della sua esistenza.

The Gray Man: il meglio o il peggio?

200 milioni di dollari stanziati da Netflix per la produzione e la partecipazione di due celebrità popolarissime come Ryan Gosling e Chris Evans hanno scatenato l’immaginario e i gridolini di gioia del fandom della prima ora.

Eppure non sono mancate le voci contrastanti che invitano Netflix ad investire “meglio” una cifra importante come 200 milioni di dollari, ad esempio con l’acquisto di nuove proprietà intellettuali per rafforzare il catalogo delle serialità o nel miglioramento della qualità dello streaming che, specialmente durante l’emergenza sanitaria, è peggiorata molto perdendo ulteriore terreno nei confronti dei competitor.

Ryan Gosling torna all'action in The Gray Man
Ryan Gosling torna all’action in The Gray Man

Se 200 milioni di dollari, Ryan Gosling e Chris Evans potrebbero fare gridare al meglio, in realtà le criticità non sono poche, partendo anzitutto dal livello notoriamente non eccelso del cinema d’azione Netflix destinato direttamente allo streaming, ultimo e forse migliore esempio è stato The Old Guard con Charlize Theron.

Inoltre, i 200 milioni di dollari di budget sono ragionevolmente suddivisi in almeno un centinaio di milioni per il casting, diviso principalmente tra Ryan Gosling e Chris Evans – non c’è da stupirsi, Adam Sandler e Will Smith hanno percepito da Netflix circa 40 milioni di dollari a testa – almeno una trentina di milioni ai fratelli Russo per regia, sceneggiatura e produzione esecutiva – il loro salario Marvel è da 10 milioni di dollari a testa – il restante per le altre voci di costo del film, in primis gli effetti speciali, che non sono comunque garanzia di successo, basti pensare a 6 Underground che è costato a Netflix 150 milioni di dollari rivelandosi purtroppo il peggior film della carriera di Michael Bay.

Passando al cast tecnico ed artistico, i fratelli Russo provengono essenzialmente dall’action supereroistico Marvel, fatto di brand famosissimi e green screen, e se da un lato si trovano sicuramente a loro agio nel lavorare con le più moderne tecnologie per la CGI, dall’altro i loro film non sono famosi per la caratterizzazione dei personaggi né per una narrazione particolarmente coinvolgente, e persino all’interno della saga di Captain America possiamo considerare il primo capitolo di Joe Johnston superiore ai successivi curati dai Russo.

Chris Evans in Cena con delitto
Chris Evans in Cena con delitto

Quanto a Chris Evans, finita la sbornia supereroistica da theme park protetto dallo scudo di Captain America, tornare nell’arena cinematografica non è semplice, e le prove poco incisive in Red Sea Diving – attratto anche qui dai bigliettoni Netflix – e Cena con delitto sono una conferma di quanto sia difficile riprendere a recitare dopo i cinecomics, persino il ben più talentuoso Robert Downey Jr. sta faticando a reinserirsi ed è caduto rovinosamente con Dolittle.

Infine, Ryan Gosling: 40 o più milioni di dollari probabilmente non si possono rifiutare, o sarebbero in pochissimi a rifiutarli, come Leonardo DiCaprio, ma calarsi all’apice della carriera in un film straight to streaming destinato direttamente alla visione domestica, diretto da registi non di prima fascia come i fratelli Russo, per di più action per quello che potrebbe a meno di sorprese essere l’ennesimo B-movie Netflix sulla scia di Tyler Rake, potrebbe essere un passo indietro, se non nel portafogli, quantomeno in filmografia.

Alla prossima magari inizieremo a riflettere insieme sulle criticità e le conseguenze di un prodotto cinematografico pensata e realizzato direttamente per lo streaming.

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