And the Oscar went to…

Si è conclusa con l’inattesa (ma solo per chi idealizza l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences) vittoria di Green Book come Miglior Film la 91esima edizione degli Academy Awards: la storia del rozzo italoamericano che diventa meno razzista grazie alla sua frequentazione lavorativa con un musicista afroamericano non poteva non toccare i cuori dei votanti americani – ai quali piace vivere nel passato, come già si era visto l’anno scorso con The Shape of Water. Ma non ci lamentiamo, dato che il film di Peter Farrely è comunque di ottima fattura.

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Nonostante la trepidante aspettativa, nemmeno Alfonso Cuarón e Roma sono riusciti ad abbattere il muro che separa la categoria Miglior Film da quella di Miglior Film in Lingua Straniera, o forse quella che fa ostracismo ai film prodotti per lo streaming TV. Ad ogni modo il regista messicano si è aggiudicato i premi per la Miglior Fotografia, Miglior Regia (la sua seconda statuetta) e appunto Miglior Film in Lingua Straniera (è la prima volta per un film messicano), lasciando a bocca asciutta il Cold War di Pawel Pawlikowski. Guillermo del Toro deve aver fatto passare un brivido lungo la schiena del regista polacco e di Yorgos Lanthimos dopo aver aperto la busta.

https://youtu.be/hpLz9fpBCxQ

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Senza premi, ancora una volta, Amy Adams e Glenn Close: quest’ultima, che era data per favorita per il suo ruolo in The Wife, è stata battuta come Miglior Attrice Protagonista da Olivia Colman per La Favorita. Colman, alla sua prima nomination – e in un ruolo che da protagonista in effetti non è – ha tenuto alto il nome del film di Lanthimos ed espresso, come già ai BAFTA, un ringraziamento emozionato, divertente e un po’ sconnesso. Un altro bel colpo per Netflix che l’aveva scelta come nuova regina in The Crown in tempi non sospetti.

https://youtu.be/hy8z_Tq_VHo

Prima nomination, prima vittoria anche per Rami Malek nel ruolo di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody. La sua interpretazione a noi non era piaciuta per niente, ma col passare dei mesi il suo trionfo era sembrato inevitabile. Particolarmente deluso sembra essere rimasto Viggo Mortensen.

https://youtu.be/iy4GL6RtVOk

Bohemian Rhapsody ha vinto anche per il miglior Sound Editing (John Warhurst e Nina Hartstone), Sound Mixing (Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali) e Montaggio (John Ottman).

Del tutto attesa invece la vittoria di Regina King come Miglior Attrice Non Protagonista per Se Beale Street Potesse Parlare…

https://youtu.be/EsqCv7-Bk-4

… così come nessuno ha davvero avuto una chance come Miglior Attore Non Protagonista contro Mahershala Ali da Green Book, al suo secondo Oscar in tre anni.

https://youtu.be/MHiEzs21n0I

La terza statuetta per Green Book è arrivata per la Miglior Sceneggiatura Originale (Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly), ma in questa edizione degli Oscars not so white, un altro trionfatore è Spike Lee, premiato assieme a Charlie Wachtel, David Rabinowitz e Kevin Willmott per la Miglior Sceneggiatura Non Originale per BlacKkKlansman.

https://youtu.be/tTo3XYm33WU

Il premio per Miglior Film Animato è arrivato, come si sperava (sorry, Wes Anderson), per Spider-Man: un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman, Phil Lord e Christopher Miller; quest’anno la Pixar si è dovuta accontentare della vittoria per il Miglior Corto Animato con l’inquietante Bao (di Domee Shi e Becky Neiman-Cobb).

Gli altri premi per i Cortometraggi: la statuetta per il Miglior Corto Live-Action è stata assegnata a Skin di Guy Nattiv e Jaime Ray Newman e quella di Miglior Corto Documentario a Period. End of Sentence. di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton.

Per il Miglior Documentario ha vinto Free Solo di Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin, Evan Hayes e Shannon Dill.

L’Oscar per i Migliori Effetti Speciali è andato a First Man (Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm): un risultato non ottimo per Marvel, che non ha vinto come ci si aspettava per Infinity War. D’altro canto Black Panther si è aggiudicato i premi per il Costume Design (Ruth Carter), Production Design (Hannah Beachler e Jay Hart) e Colonna Sonora (Ludwig Goransson, che ha battuto il favoritissimo Nicholas Britell per Beale Street).

Come atteso, Lady Gaga (con Mark Ronson, Anthony Rossomando ed Andrew Wyatt) ha trionfato per la Miglior Canzone Originale con Shallow, unico premio per A Star is Born.

Deludente la serata anche per Vice che, nonostante le otto candidature, ha vinto solo per il Miglior Make-up e Acconciatura (Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney).

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