La Favorita (The Favourite) recensione

La Favorita - The Favourite
Olivia Colman e Rachel Weisz in La Favorita di Yorgos Lanthimos

Che Yorgos Lanthimos fosse un regista controcorrente lo si sapeva, ma vederlo in Concorso con un film in costume ambientato a inizio del XVIII° secolo più di una curiosità l’aveva destata.

The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro avevano mostrato sprazzi del suo talento, parzialmente vanificati da eccessi intellettualoidi e stramberie destinate a compromettere i buoni spunti di partenza dei soggetti. Come riuscire, quindi, a mantenere la propria personalità all’interno di un cinema fortemente codificato e dall’alone classico?

La Favorita - The Favourite
Rachel Weisz in La Favorita di Yorgos Lanthimos

Paradossalmente, il regista greco trova proprio in questo contesto di “oppressione” una libertà mai sperimentata, che gli permette di limitare gli eccessi e, di conseguenza, dare maggiore forza al messaggio e alle metafore corrosive che hanno contraddistinto la sua produzione autoriale. The Favourite è un film che guarda a Barry Lyndon per dissacrarlo, una potente satira sugli intrighi a corte con un cast in cui primeggiano tre grandi attrici: Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz.

Non esiste alcuna solidarietà femminile in questo ritratto della nobiltà (ben poco nobile) inglese e la scalata al potere è fatta di sotterfugi, bassezze e tutto il campionario di nefandezze a cui il regista greco ci ha abituati. Tenendo il freno a mano tirato, Lanthimos libera il suo estro a livello stilistico, regalando una serie di sequenze memorabili, giocate sulle dissolvenze incrociate e sulla forza di inquadrature mai estetizzanti.

La Favorita - The Favourite
Emma Stone in La Favorita di Yorgos Lanthimos

The Favourite è anche un film che fa molto ridere, pur con un retrogusto amaro. L’uso delle musiche, i cambi narrativi, la costruzione dei dialoghi: tutto sembra organizzato in maniera impeccabile, senza sbavature né eccessi. Ed è un piacere vedere per la prima volta Emma Stone in un ruolo mefistofelico, lontanto dalla brava ragazza che ci aveva fatto sognare in La La Land.

Al secondo giorno, Venezia 75 ci regala un film potenzialmente da Leone d’Oro. Una piccola sorpresa che ci restituisce finalmente un Yorgos Lanthimos all’altezza della sua fama.

Sergio

La Favorita: la recensione di Martina all’uscita nelle sale Punteggio: 5 STELLE