Locked - In Trappola

Locked – In Trappola recensione film con Bill Skarsgård e Anthony Hopkins

Locked – In Trappola recensione film di David Yarovesky con Bill Skarsgård e Anthony Hopkins [Anteprima]

Locked - In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)
Locked – In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)

Un ladruncolo di strada, Eddie (Bill Skarsgård), conduce una vita basata su escamotage e piccoli furti. È anche un padre poco presente nella vita della figlia, che però gli vuole bene con l’affetto incondizionato tipico dei bambini. Un giorno si intrufola in un’auto di lusso, deciso a rubare qualsiasi cosa di valore vi trovi. Ma una volta entrato, la macchina si chiude in automatico, imprigionandolo all’interno.

Il veicolo è in realtà una trappola orchestrata dal misterioso William (“misterioso” solo in teoria, dato che fin dalla campagna marketing è stato rivelato essere interpretato da Anthony Hopkins). Per Eddie è l’inizio di un incubo lungo giorni, in cui il poveretto subirà torture fisiche e psicologiche di ogni tipo, mentre cercherà di liberarsi e capire le ragioni dietro le azioni del suo carnefice.

Questa è la trama di Locked – In trappola, nuovo film di David Yarovesky, principalmente conosciuto per Brightburn, fanta-horror del 2019 (prodotto da James Gunn) che decostruiva la figura di Superman. Stavolta non attinge dai supereroi quanto da Saw – L’enigmista.

William trasforma la sua auto in una versione high-tech delle trappole di Jigsaw: vi intrappola un malcapitato, costringendolo ad affrontare le proprie colpe passate, mentre il suo volto resta celato fino alla parte finale. Ma dove Jigsaw aveva molteplici vittime, qui si riduce il tutto a uno scontro a due, con tanto di confronto sociale tra povertà e ricchezza.

Locked - In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)
Locked – In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)

Yarovesky mette tutto in scena con un ritmo inizialmente indiavolato, diviso tra rapidi stacchi di montaggio e veloci movimenti di macchina (degno di nota è il piano sequenza che introduce la prigionia di Eddie), per poi rallentare quando il nostro protagonista si trova nell’auto, per sottolineare la lentezza del tempo che passa. Il regista non risparmia inoltre dolori al suo protagonista, che si ritrova sempre più ricoperto di lividi, tagli e ossa rotte.

Se la prima parte risulta quindi coinvolgente, al netto di tutta una serie di forzature di trama (quasi inevitabili in prodotti del genere) il tutto cala bruscamente proprio nel momento in cui la storia dovrebbe arrivare al suo climax, ovvero quando William entra fisicamente in scena.

Finché il nemico rimane una sinistra voce al telefono (la scelta di Carlo Valli al doppiaggio italiano non può non far pensare a Scream) risulta inquietante e invoglia lo spettatore a saperne di più, ma appena Hopkins mostra il suo volto l’impatto non regge le attese. Sia perché, appunto, lo si intuiva già dai poster, sia perché le motivazioni finali sono quanto di più scontato ci possa essere.

Sicuramente coerenti con la situazione sociopolitica attuale, ma esplicitate in modo troppo banale per colpire più di molti altri prodotti. Tutto il confronto finale adotta in generale soluzioni sia visive che narrative poco incisive, che impediscono al film di distinguersi dalla marea di film di genere che possiamo trovare in giro.

Locked - In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)
Locked – In Trappola di David Yarovesky (Credits: The Avenue)

Sintesi

Locked - In trappola parte da uno spunto non originale, ma sempre interessante, con tanto di riflessioni sulla società contemporanea. Purtroppo, a fronte di una prima metà abbastanza coinvolgente, il climax finale si perde in soluzioni visive e narrative poco convincenti, che ne minano la piena riuscita.

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