I Am Not Okay with This Netflix recensione serie TV [Anteprima]

I Am Not Okay with This Netflix recensione
I Am Not Okay with This: la serie TV Netflix di Jonathan Entwistle e Christy Hall con Sophia Lillis, Wyatt Oleff e Sofia Bryant

I Am Not Okay with This recensione serie TV Netflix di Jonathan Entwistle e Christy Hall con Sophia Lillis, Wyatt Oleff, Sofia Bryant e Kathleen Rose Perkins

“É come una lotteria credo: alcuni ragazzini vincono tutto quando nascono, noi, siamo costretti a giocare a gratta e vinci con i tappi delle bottiglie.”
(Sophia Lillis è Sydney in I Am Not Okay with This)

Dai creatori Jonathan Entwistle (The End of the F***ing World) e Christy Hall, al debutto come produttrice e sceneggiatrice, arriva la produzione originale Netflix I Am Not Okay with This, basata anch’essa, dopo The End of the F***ing World, sulla omonima, acclamata opera illustrata di Charles Forsman.

Film di due ore e venti suddiviso in sette episodi, I Am Not Okay with This esplora la rabbia di una teenager sintetizzando magnificamente gli stati d’animo di un giovane alle prese con la frenetica, convulsa e tossica società di oggi, spietata e quasi senza possibilità di scampo se quando nasci non ti ritrovi dalla parte di chi ha già vinto tutto e, con tutta probabilità, benedetto dal privilegio di non incontrare mai difficoltà in una vita percorsa perennemente in discesa.

Sophia Lillis e Aidan Wojtak-Hissong
Sophia Lillis e Aidan Wojtak-Hissong
Sofia Bryant e Sophia Lillis
Sofia Bryant e Sophia Lillis

“Non sorridi mai? Non oggi.”
[…]
“Oddio, quand’è che diventa più facile?”
(Sophia Lillis, Sydney)

L’ironia geniale e tagliente della protagonista Sydney, interpretata dalla straordinaria Sophia Lillis (IT), le sue espressioni schifate e smarrite, il visibile disgusto, il senso di rifiuto e gli attacchi di panico, rappresentano in modo clamoroso il disappunto e la desolazione verso una società opprimente che, ancor di più se gravati da difficoltà familiari e personali, sospinge fuori dalle proprie mura, verso l’asocialità e l’isolamento.

Il volto di Sophia Lillis diventa specchio di una generazione, in un teen drama che, seppur sullo sfondo di una storia sovrannaturale, affonda le sue radici nelle difficoltà di conformarsi alle leggi imposte della società di oggi e di confrontarsi ed assecondare la propria natura.

Wyatt Oleff, Sophia Lillis e Sofia Bryant
Wyatt Oleff, Sophia Lillis e Sofia Bryant
Sophia Lillis e Sofia Bryant
Sophia Lillis e Sofia Bryant

“Forse sono molto più incasinata di quanto pensassi.”
[…]
“Ho tentato di essere normale, ma non è la mia natura.”
(Sophia Lillis, Sydney)

L’acuto cinismo di Stanley, interpretato da Wyatt Oleff che ritrova Sophia Lillis dopo IT, appare il completamento perfetto di Sydney nel descrivere gli schemi formali di una matrice sociale desolante nella sua banalità, e che i due non esitano a smontare senza pietà: “Perché tu mi parli? Perché gli altri sono noiosi.”

Crescere aspettando che diventi più facile, farsi insensibili per autodifesa e smettere di nutrire aspettative, sperando che questo atteggiamento lenisca e riduca le ferite e magari faccia girare la sorte, non riuscire ad accettare la società di oggi rimanendo paralizzati ed incapaci di affrontarla: I Am Not Okay with This è il grido di rabbia e ribellione di un’intera generazione, dipinto straordinariamente sulle tavole di Charles Forsman e portato alla luce da Netflix in una serie TV che è già nata cult.

“Devo portare la mia psicopatia ad una festa.”
[…]
“Meno me ne frega, più è probabile che succeda qualcosa.”
(Sophia Lillis, Sydney)

Non vi resta che scegliere se essere scarafaggi o meduse.

Wyatt Oleff ritrova Sophia Lillis dopo IT
Wyatt Oleff ritrova Sophia Lillis dopo IT
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Sofia Bryant e Sophia Lillis
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Sophia Lillis in I Am Not Okay with This Netflix