Climax

Climax recensione

Climax recensione del film scritto e diretto da Gaspar Noé con Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile e Claude Gajan Maude

Gaspar Noé scrive e dirige Climax, che vede protagonista Sofia Boutella, già interprete principale ne La Mummia con Tom Cruise, Kingsman con Taron Egerton e Atomic Blonde con Charlize Theron.

Un intero corpo di ballo – tra i membri del cast Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile e Claude Gajan Maude – piomba in uno stato di allucinazione collettiva sensuale e angosciante allo stesso tempo.

Climax di Gaspar Noé
Climax di Gaspar Noé
Climax scritto e diretto da Gaspar Noé
Climax scritto e diretto da Gaspar Noé

In Climax, il fiume della vulnerabilità è immenso e quasi sempre sfocia nel mare della gratificazione artificiale. Ogni desiderio, ogni bisogno annega in questo mare, dal quale ne nasce una dipendenza fatale. Dipendenza e piacere sono uno stretto nodo della ricerca di estreme emozioni, estremamente brevi ma intensamente estreme per il corpo e la mente dell’individuo.

Nel caso dell’ultima opera di Gaspar Noé, la dipendenza ed il piacere sfociano sempre con maggiore frequenza, come un fiume in piena. Ci si chiede il perchè, e la risposta la troviamo in tutto ciò che è figlio del nostro tempo, in cui la vita dell’uomo è immersa nei fluttuanti piaceri materiali sine poesia.

Sofia Boutella
Sofia Boutella
Sofia Boutella
Sofia Boutella

Ergo la noia ed il mal di vivere tipici di Charles Baudelaire nei suoi scritti I Fiori del Male, arrivando ad oggi in Climax dove danzare sembra gioia, il raggiungimento dell’estasi con ballerini il cui talento cattura fino all’estremo del sogno, che invece si rivela un incubo.

È sempre la noia, ovvero lo “spleen” di Baudelaire che scorre e attraversa le cascate più disparate del piacere chimico, danzando o cantando. Il sublime paradiso “artificiale” dove danzare o non danzare in LSD dipende interamente da chi sei e dalla tua visione reale.

Angela

Sintesi

Gaspar Noé nella sua ultima opera racconta la dipendenza figlia dei nostri tempi, immersi nei fluttuanti piaceri materiali sine poesia, dove il fiume della vulnerabilità scorre immenso e quasi sempre sfocia nel mare della gratificazione artificiale.

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