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Ava recensione film di Tate Taylor con Jessica Chastain e John Malkovich [Netflix]

Ava recensione film di Tate Taylor con Jessica Chastain, John Malkovich, Colin Farrell, Common, Geena Davis, Jess Weixler, Diana Silvers e Joan Chen

Non chiamare mai nessuno felice finché non ha visto il suo ultimo giorno.
(John Malkovich in Ava)

La firma d’autore di Tate Taylor (The Help, La ragazza del treno, Ma) al servizio di una spy story straight to streaming su Netflix con Jessica Chastain nelle letali quanto problematiche vesti di Ava Faulkner, killer su commissione attanagliata dai rimorsi di una vita familiare difficile, segnata da un padre disonorevole, dall’alcolismo, da una brillante carriera accademica e sportiva naufragata a causa dell’abuso di sostanze stupefacenti, risorta grazie all’arruolamento nelle fila dell’esercito, nonostante l’instabilità emotiva e i trascorsi di dipendenza da alcol e droghe.

Criticato oltre i suoi effettivi demeriti in un universo action sempre poco disposto ad accogliere il genere femminile con l’eccezione di Charlize Theron che in questi ultimi anni ci ha ricamato sopra il suo marchio di fabbrica, Ava è una pellicola piuttosto diversa dalle aspettative iniziali verso il genere, mettendo in scena un film d’azione che cerca di mantenere dichiaratamente le distanze dai canoni del B-movie, scegliendo non soltanto un tono realistico ma anche di inquadrare la sua protagonista sotto molteplici sfaccettature, soddisfacendo l’intento di costruire una origin story dai toni drammatici del personaggio.

Jessica Chastain in Ava
Jessica Chastain in Ava (Credits: Voltage Pictures/Netflix)

Common e Jessica Chastain
Common e Jessica Chastain (Credits: Voltage Pictures/Netflix)

– Ava, ma tu chi sei?
– Nessuno che vorresti far conoscere a tuo figlio.
(Jess Weixler e Jessica Chastain in Ava)

Non del tutto nuova al cinema d’azione (Il cacciatore e la regina di ghiaccio, X-Men: Dark Phoenix), Jessica Chastain si dimostra molto in parte, protagonista di stunt realistici e ben misurati sull’interprete, senza eccessi e dinamiche sopra le righe, in scene d’azione attente ai dettagli, bilanciate sulle capacità femminili e sulla differenza di forza fisica con la controparte maschile nei combattimenti corpo a corpo, preparata, reattiva e svelta nell’impugnare l’arma.

Tate Taylor, già sul set con Jessica Chastain in The Help in una collaborazione che è valsa a quest’ultima la nomination agli Oscar come migliore attrice non protagonista, infonde una certa dose di realismo nelle sequenze d’azione, indugiando sui sanguinamenti e sulla crudeltà dei suoi spietati killer nell’infliggere ferite mortali ed eliminare gli obiettivi.

Jessica Chastain in Ava
Jessica Chastain in Ava (Credits: Voltage Pictures/Netflix)

John Malkovich e Colin Farrell
John Malkovich e Colin Farrell (Credits: Voltage Pictures/Netflix)

Qualsiasi cosa mi nascondi non mi interessa, perché lo vedo nei tuoi occhi che ti dà forza.
Io lo vedo che tu non hai paura, e questo mi rende orgogliosa.
(Geena Davis in Ava)

La presenza di Geena Davis nel ruolo di Bobbi, madre di Ava, si rivela preziosa nell’accentuare la componente drammatica della pellicola e nel supportare la costruzione della backstory della protagonista, dalle menzogne di un padre indegno che la segnano indelebilmente all’incapacità della madre di scegliere il proprio benessere e quello della figlia sfidando la paura di rimanere sola.

Jessica Chastain in Ava
Jessica Chastain in Ava (Credits: Voltage Pictures/Netflix)

Autrice di quarantuno omicidi su commissione eseguiti in carriera, emotivamente instabile e alla costante ricerca di motivazioni per giustificare le sue azioni e ancor prima la sua stessa esistenza, soltanto quando messa spalle al muro Ava si rende conto di cos’è davvero capace di riuscire a fare, egocentrica a tal punto da incentrare tutto su di sé e sui suoi sentimenti e deviata fino ad essere pronta a fare del male persino alla sua stessa sorella.

Sulle note di Ocean di Goldfrapp e Dave Gahan, Ava ritrae la drammatica storia dell’espiazione e della presa di coscienza di un’antieroina animata da pulsioni negative, che durante il suo cammino raggiunge la consapevolezza della sua natura. Troppo e allo stesso tempo troppo poco per un film d’azione, soprattutto se guardato sotto prospettiva ed aspettative sbagliate.

Sintesi

Con l'intento di costruire una origin story dai toni drammatici, Tate Taylor mantiene dichiaratamente le distanze dai canoni del B-movie mettendo in scena l'espiazione e la presa di coscienza di un'antieroina animata da pulsioni negative. Troppo e allo stesso tempo troppo poco per un film d'azione, soprattutto se guardato sotto prospettiva ed aspettative sbagliate.

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