Arnold

Arnold recensione documentario di Lesley Chilcott con Arnold Schwarzenegger [Netflix]

La recensione del documentario Netflix Arnold di Lesley Chilcott, dedicato ad Arnold Schwarzenegger.

Arnold recensione documentario di Lesley Chilcott con Arnold Schwarzenegger, James Cameron, Jamie Lee Curtis, Danny DeVito, Linda Hamilton, Sylvester Stallone e Ivan Reitman

If you can see it, you can achieve it.
(Arnold Schwarzenegger)

Molto più che una biografia, un film sportivo o motivazionale, un documentario politico o la celebrazione di una grande star hollywoodiana, a quarantasei anni di distanza da Pumping Iron Arnold racconta la genesi e l’evoluzione di uno sport che lui, Joe Weider, Larry Scott, Frank Zane e pochi altri hanno contribuito a forgiare, sostenere ed evolvere. Ma c’è molto di più: Arnold racconta quarant’anni di storia americana, dal fascino pittoresco della Venice Beach degli Anni ’70 all’edonismo reaganiano, la crisi californiana e la recessione degli inizi degli Anni ’90, la ripresa economica, le politiche ambientali e il dibattito tra repubblicani e democratici verso nuove e più accessibili forme di rappresentanza politica, il tutto attraverso l’occhio attento e curioso verso la società di uno sfrontato visionario in terra straniera, nella patria del sogno americano di cui Arnold Schwarzenegger diventerà l’esempio moderno più tangibile ed eclatante.

Sarebbe sin troppo facile, come fanno i suoi detrattori, etichettare Arnold Schwarzenegger come una “star fuori moda del cinema d’azione Anni ’80”, parole di James Cameron, noi non le utilizzeremmo mai. Partendo dal piccolissimo comune di Thal in Austria e dall’adorato lago di Thalersee – dove chiederà all’amore della sua vita, Maria Shriver, nipote di John Fitzgerald Kennedy, di sposarlo – Arnold Schwarzenegger è diventato nell’arco di dieci anni, dal 1970 al 1980, il più grande culturista di sempre nonchè il fisico maschile scolpito più universalmente apprezzato della storia nell’immaginario collettivo; dunque nel successivo ventennio la più grande star di Hollywood nonchè la più pagata, dai 40 milioni di dollari nel 1988 per I gemelli – oltre 100 milioni di oggi rivisti per l’inflazione – e i 25 milioni per Batman & Robin nel 1997 – quasi 50 milioni per l’inflazione -, ai 35 milioni di dollari per Terminator 3 nel 2003 – circa 90 milioni per l’inflazione. Infine e come se non bastasse, dal 2003 al 2011, Schwarzenegger ha ricoperto la più alta carica di Stato a lui accessibile al mondo (non essendo nato negli Stati Uniti non ha potuto concorrere alla Presidenza), quella di Governatore della quinta potenza economica mondiale, la California.

Arnold recensione documentario di Lesley Chilcott con Arnold Schwarzenegger
Arnold documentario di Lesley Chilcott con Arnold Schwarzenegger, James Cameron, Jamie Lee Curtis e Danny DeVito (Credits: Netflix)
Arnold Schwarzenegger
Arnold Schwarzenegger (Credits: Netflix)

I love to compete. I love to be the best in the world, you know, just the best.
To stand up there and know that there is no other man better, in this particular field, than I am.
(Arnold Schwarzenegger)

Arnold non è tuttavia semplicisticamente la storia documentata del sogno americano incarnato in una personalità strabordante, non è l’autocelebrazione di un mito impossibile da scalfire. E non è nemmeno soltanto un portentoso film motivazionale, per quanto ci permetta di accedere a schemi mentali, visioni, motivazioni, decisioni e azioni inarrestabili e fuori dal comune.

Il fuoco che ha da sempre alimentato ai limiti dell’ossessione Arnold Schwarzenegger è anche lo stesso che lo ha allontanato dal fratello Meinhard, morto a ventisette anni per un incidente d’auto, e dal padre violento Gustav, reduce della Seconda Guerra Mondiale. Una disciplina autoimposta così ferrea e brutale da impedirgli di provare emozioni e sentimenti che lo distraessero dal fare, dal “pompare” in palestra, dal sognare e materializzare i suoi obiettivi sempre più sfidanti.

Vedere il vecchio Arnold biasimare in silenzio le parole forti del suo giovane sé, o le strxxxate per vendere se stesso, i suoi muscoli prima, i suoi film poi, le sue candidature politiche, i suoi traguardi, l’ammettere di usare battute e risposte scritte dai suoi sceneggiatori per oscurare i rivali politici o evitare di rispondere a domande scomode o di cui sconosceva l’argomento, mette a nudo l’uomo come non ci saremmo aspettati.

James Cameron ha diretto Arnold Schwarzenegger in Terminator, Terminator 2 e True Lies
James Cameron ha diretto Arnold Schwarzenegger in Terminator, Terminator 2 e True Lies (Credits: Netflix)
Danny DeVito
Danny DeVito (Credits: Netflix)

While on top of Everest, sir Edmund Hillary looked across the valley towards other peak and
mentally worked out a route about how it could be climbed.
Even if he was standing on top of the world, he started looking beyond to other challenges.
(Arnold Schwarzenegger)

Arnold non risparmia le macchie indelebili appuntate sui pettorali più clamorosi e perfetti della storia dell’uomo: accuse di molestie, tradotte in comportamenti giovanili strafottenti, volgari, inopportuni, soprattutto negli anni di Venice Beach, di cui il futuro Governatore della California si scusò sin da subito; in mondovisione avvenne da una parte l’annuncio a sorpresa al Tonight Show con Jay Leno della sua discesa in campo, dall’altra l’attacco mediatico del Los Angeles Times, che la sensibilità ed ipocrisia moderna avrebbe probabilmente portato all’affossamento di Schwarzy, ma che allora non ne scalfì il mito, soprattutto grazie alla strenua difesa e presenza costante della moglie Maria Shriver.

Arnold e le donne: da una parte Linda Hamilton, Jamie Lee Curtis e Susan Kennedy, democratica e sua Capo Gabinetto, ne tessono le lodi e ne apprezzano le esuberanzee differenze caratteriali, dall’altra Maria Shriver e la famiglia sono un sostengo costante, ma anche monito e rimprovero per un padre e marito assente nelle sue frenesie professionali che ne hanno minato l’intimità familiare.

Il compianto Ivan Reitman ha diretto Arnold Schwarzenegger in I gemelli, Un poliziotto alle elementari e Junior
Il compianto Ivan Reitman ha diretto Arnold Schwarzenegger in I gemelli, Un poliziotto alle elementari e Junior (Credits: Netflix)
Jamie Lee Curtis
Jamie Lee Curtis (Credits: Netflix)

With all of his big bravado and ego and all the things that have made him,
he had the grace to make some room for me.
That was a very moving moment for me. And that movie, of course, changed my life.
(Jamie Lee Curtis su Arnold Schwarzenegger)

Molto più che una biografia, un film sportivo o motivazionale, un documentario politico o la celebrazione di una grande star hollywoodiana, Arnold è una storia d’amore. L’amore per Maria, persa per sempre per il peccato capitale della relazione extraconiugale con la domestica Mildred Baena e la conseguente nascita di Joseph Baena, il figlio che ironicamente più somiglia all’Austrian Oak, impossibile da tenere nascosta a lungo.

L’amore per Franco Columbu, il più grande amico di una vita intera sin dal 1965, occasione del primo incontro tra i due a Monaco in Germania, un rapporto così intimo e duraturo per cinquantaquattro anni da diventare simbiotico, e da non far passare giorno senza che Schwarzenegger ne ricordi l’assenza alla scacchiera da gioco.

Imporre un fisico gigantesco nell’era cinematografica di artisti minuti come Al Pacino, Dustin Hoffman e Robert De Niro, convicere Dino De Laurentiis nonostante il celebre scontro tra i due ai tempi di Conan il Barbaro – un provino durato soltanto un minuto e quaranta, avendo irretito il produttore per aver esclamato “Perché un uomo così piccolo come lei ha bisogno di una scrivania così grande?” – conquistare James Cameron e il ruolo del Terminator grazie ai lineamenti del volto e alla visione del ruolo – venne dunque tolta la parte già assegnata a O.J. Simpson, perchè non sembrava sufficientemente credibile come assassino (…).

Arnold e Christina Schwarzenegger
Arnold e Christina Schwarzenegger (Credits: Netflix)
Arnold Schwarzenegger nel documentario Arnold
Arnold Schwarzenegger nel documentario Arnold (Credits: Netflix)

I always need an enemy.
(Arnold Schwarzenegger)

Vivere una rivalità pazzesca con l’ormai grande amico Sylvester Stallone, a furia di armi sempre più grandi, uccisioni sempre più numerose, scene d’azione sempre più clamorose, a a tal punto da rispondere pellicola su pellicola mettendo in produzione progetti concorrenti. E proporre sfrontatamente ad Ivan Reitman di diventare il prossimo Ghostbuster virando verso la commedia: dal fortunato connubio tra i due nasceranno blockbuster intramontabili come I gemelli, Un poliziotto alle elementari e Junior.

Arnold Schwarzenegger ha sempre rigettato la definizione di self-made man, dimostrandosi eternamente riconoscente verso tutti i suoi mentori, a partire dal suo mito ispiratore Reg Park, ex culturista Mr. Universo e interprete di film girati in Italia come Ercole al centro della Terra e Maciste nelle miniere di re Salomone. Ha sempre riconosciuto di aver ricevuto moltissimo aiuto da persone fondamentali nel suo percorso.

E, vederlo ad armi deposte raccontare se stesso, i suoi fallimenti, le sue fragilità, la sua solitudine, a contraltare di una spavalderia imposta, di schemi mentali che non ammettevano l’errore, l’incertezza, la tristezza o il mugugno, e di un fuoco irrefrenabile verso obiettivi di vita e professionali sempre più eccezionali e sfidanti, motivato sempre di più dalle critiche negative dei suoi detrattori o naysayers, è una testimonianza storica eccezionale che cavalca quarant’anni di storia americana attraverso lo sport, il cinema e la politica.

Il mito dell'Austrian Oak, sette volte Mr. Olympia
Il mito dell’Austrian Oak, sette volte Mr. Olympia (Credits: Netflix)
Il mito dell'Austrian Oak
Il mito dell’Austrian Oak (Credits: Netflix)

Una storia d’amore, e probabilmente di solitudine di uomo unico forse oggi schiacciato dal suo stesso mito: il rifiuto dell’idea di invecchiare e peggio morire, l’odio per un corpo non più eccezionale e di un pettorale rugoso da non voler più vedere allo specchio, la delicata ammissione di aver praticato un ciclo di steroidi quattro mesi l’anno per “migliorare del 5%” e competere ai massimi livelli negli Stati Uniti del Mr. Olimpia che vincerà sette volte.

Ed il silenzio, la desolatezza dell’immensa tenuta da sogno americano nella Sun Valley – Bigger is Better! -, dove Arnold Schwarzenegger si tiene impegnato sfamando e curando personalmente le stalle del pony Whiskey, dell’asinello Lulu, del maialino Schnelly, oltre che prendersi cura dei cani Cherry, Schnitzel e Dutch.

In una casa vuota dove Maria non c’è più, e da allora niente è stato più come prima.

Sintesi

Molto più che una biografia, un film sportivo o motivazionale, un documentario politico o la celebrazione di una grande star hollywoodiana, Arnold è una storia d'amore e una testimonianza eccezionale che cavalca quarant'anni di storia americana attraverso lo sport, il cinema e la politica, raccontando l'epica di uno sfrontato visionario in terra straniera che diventerà l'esempio moderno più tangibile ed eclatante del sogno americano.

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