X: A Sexy Horror Story

X A Sexy Horror Story recensione film di Ti West con Mia Goth e Jenna Ortega [Anteprima]

X: A Sexy Horror Story recensione film di Ti West con Mia Goth, Jenna Ortega, Martin Henderson, Brittany Snow, Owen Campbell, Stephen Ure e Kid Cudi

Io non posso accettare una vita che non è degna di me.
(Mia Goth in X: A Sexy Horror Story)

Un horror sagace e maturo che rimanda alla sexploitation giocando con il porno ed il metacinema, la morale puritana e bigotta avverso il piacere e la libertà sessuale visti come frutto del peccato proibito, la senilità e i bisogni inespressi e accantonati dell’età anziana: scritto e diretto da Ti West, nuovamente alla ribalta del genere horror a quasi un decennio di distanza da V/H/S, The Innkeepers e The Sacrament, X: A Sexy Horror Story trova in A24 una garanzia forte della sua autorialità e in un ottimo cast in grado di offrire interpretazioni spregiudicate e senza filtri uno dei suoi maggiori punti di forza, da Mia Goth a Jenna Ortega, da Martin Henderson a Brittany Snow che più di tutti si “immola” con le sue beltà per rendere la pellicola magnetica e conturbante facendo presa sul pubblico.

Ti West apre un discorso metacinematografico sul genere porno ambientandolo all’epoca dei predicatori televangelisti degli Anni ’70 e ’80, sia per costruire una mitologia che tra passato, presente e probabilmente futuro vede e vedrà nelle sue protagoniste Maxine e Pearl, entrambe interpretate da Mia Goth, il fulcro di un franchise horror che ha già girato il secondo film, l’atteso prequel Pearl, sia per lanciare un affondo più che mai attuale sulla libertà sessuale e sull’emancipazione femminile, toccando inoltre temi delicati e poco esplorati come la percezione, le esigenze e gli aspetti psicologici della senilità.

X: A Sexy Horror Story recensione film di Ti West con Mia Goth
X: A Sexy Horror Story di Ti West con Mia Goth, Jenna Ortega, Martin Henderson e Brittany Snow (Credits: Midnight Factory)
Stephen Ure e Martin Henderson
Stephen Ure e Martin Henderson (Credits: Midnight Factory)

Non abbiamo più bisogno di lei, abbiamo di nuovo l’un l’altra.
(Mia Goth in X: A Sexy Horror Story)

Pur non trovandoci ai livelli di profondità sul tema della terza età espressi nell’horror Relic da Natalie Erika James con il suo esordio alla regia, e non avendo probabilmente nemmeno la pretesa di tale spessore in favore invece di una immersione decisa nel genere slasher, la pellicola di Ti West si dimostra a più riprese tanto colta e arguta nella costruzione delle inquadrature e della estremamente ponderata tensione orrorifica piuttosto che nelle citazioni, da Non aprite quella porta a Psycho e Shining, quanto furba nell’indugiare sul softcore porn per prendersi il tempo necessario per seminare e far affiorare con compiutezza i propri temi all’interno della narrazione.

Brillante è il processo di costruzione della paura, innestata sull’immobilità e la fragilità fisica di due apparentemente innocui vecchietti: la paura non è rappresentata dal paranormale, dal maligno o dalla follia di figure inseguitrici, la paura e la tensione narrativa che la accompagna in sono incentrate sul peccato, sul frutto proibito, sull’attesa di una punizione meritata e giustificata dalla mancanza di timore di Dio e dalla contrarietà alle regole del pudore e della condotta civile imposte dalla società.

Brittany Snow e Kid Cudi
Brittany Snow e Kid Cudi (Credits: Midnight Factory)
Mia Goth in X: A Sexy Horror Story
Mia Goth in X: A Sexy Horror Story (Credits: Midnight Factory)

Odio dover essere io a dirtelo, amico: nessuno di loro è una brava ragazza.
(Martin Henderson in X: A Sexy Horror Story)

Se i meccanismi horror della paura si rivelano quindi elemento cardine e vincente di X: A Sexy Horror Story, a spiccare è anche la costruzione di una (duplice) figura protagonista che è prima di tutto un’antieroina: tossica, carnale e animata da un’ambizione deviata, in qualche modo instillata dalla citazione ossessiva “Io non posso accettare una vita che non è degna di me” che è stata costretta ad ascoltare sin da bambina, Maxine non ha paura né si vergogna di non essere una “brava ragazza”, vive la sua vita e la sua voglia e ricerca di libertà e realizzazione personale senza remore né filtri, e in questo appare una rappresentazione estremamente sincera e dunque attraente.

Indubbiamente furbo, ma anche coraggioso e oltraggioso, persuasivo tanto per i motivi sopra esposti che per altre illuminazioni come la rappresentazione dei protagonisti in pericolo nella loro nudità – seppur giovani e nel pieno delle forze si ritrovano ad essere nudi ed indifesi di fronte alla loro condanna – ed il contrasto con l’imminente arrivo di una punizione tanto atroce quanto “meritata” come espiazione del peccato, X: A Sexy Horror Story sta rapidamente diventando un cult del genere, forse anche per i giusti motivi, in attesa che il franchise prosegua con l’imminente prequel Pearl che continua ad arricchire la carriera di Mia Goth come nuova icona del genere dopo Suspiria e La cura dal benessere.

È possibile riuscire a fare un bel film porno.
(Owen Campbell in X: A Sexy Horror Story)

In arrivo Pearl, il prequel di X: A Sexy Horror Story
In arrivo Pearl, il prequel di X: A Sexy Horror Story (Credits: Midnight Factory)

Sintesi

Horror sagace e maturo che si rifà alla sexploitation giocando con il porno ed il metacinema, tra morale, piacere, peccato, libertà sessuale ed emancipazione femminile, toccando inoltre temi delicati e poco esplorati come la percezione, i bisogni e gli aspetti psicologici della terza età, X: A Sexy Horror Story si rivela coraggioso e oltraggioso, tra intuizioni vincenti, citazionismo e una costruzione brillante della paura.

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