The Nevers

The Nevers recensione Episodio 1 serie TV di Joss Whedon con Laura Donnelly e Ann Skelly [Sky]

The Nevers è la nuova serie fantasy che ci trasporta in una Londra vittoriana e steampunk, dove un misterioso evento ha dotato alcune donne, chiamate perciò Touched, di poteri straordinari. Tra rapimenti, una folle omicida e l'opposizione di un mondo che le teme e le vuole sottomesse, i Touched potrebbero cambiare totalmente il corso della storia. La recensione

The Nevers recensione Episodio 1 serie TV di Joss Whedon con Laura Donnelly, Ann Skelly, Olivia Williams, James Norton, Tom RileyBen Chaplin

The Nevers si apre con un evento misterioso che colpisce Londra il 3 agosto 1896 e determina la comparsa dei Touched, i Toccati, individui – per lo più donne – che si ritrovano con capacità soprannaturali e misteriose mutazioni fisiche. Tre anni più tardi, nella capitale inglese la folle omicida Maladie (Amy Manson) semina morte, uccidendo importanti psichiatri e alimentando la diffidenza verso i Touched.

Questi ultimi trovano rifugio presso l’orfanotrofio di Santa Romualda, finanziato dalla ricca Miss Bidlow (Olivia Williams) e gestito da Mrs. Amalia True (Laura Donnelly) e Miss Penance Adair (Ann Skelly). Amalia prevede il futuro, mentre Penance percepisce le fonti di energia intorno a sé e le incanala in invenzioni geniali. Contemporaneamente, in città si susseguono rapimenti di Toccati e misteriosi omicidi, su cui indaga il detective Frank Mundi (Ben Chaplin). Come se non bastasse, i politici e aristocratici, come Lord Massen (Pip Torrens), temono il potere sempre maggiore che queste donne straordinarie iniziano a ottenere e che sembra mettere in pericolo le fondamenta dell’Impero Britannico.

Laura Donnelly e Ann Skelly
Laura Donnelly e Ann Skelly (Credits: HBO/Sky)

Ann Skelly
Ann Skelly (Credits: HBO/Sky)

The Nevers ha debuttato su Sky Atlantic, in versione originale sottotitolata, tra l’11 e il 12 aprile, in contemporanea con HBO negli USA. La serie è suddivisa in due parti, la prima composta da sei episodi rilasciati settimanalmente. Invece, la seconda è ancora in fase di scrittura e le riprese inizieranno quando lo consentiranno le misure anti-covid. Alla produzione e regia dei primi episodi c’è stato Joss Whedon, allontanato poi dal progetto; a lui è subentrata come showrunner Philippa Goslett.

Femminismo nella Londra vittoriana

In una Londra fumosa e dalle atmosfere steampunk, si muovono donne di ogni età e classe sociale, a cui è stato fatto dono di poteri unici. Sono, perciò, individui percepiti come una minaccia da controllare e, se necessario, eliminare. Da sempre sui corpi femminili il potere maschile ha tentato di esercitare ogni forma di controllo e di estromissione dalla condivisione del privilegio. Questo è il mondo in cui si muovono le protagoniste di The Nevers e questo è il centro del conflitto della serie: il potere non deve essere condiviso, ma deve restare nelle mani di pochi uomini.

Laura Donnelly e Ann Skelly
Laura Donnelly e Ann Skelly (Credits: HBO/Sky)

E Lord Massen lo rende chiarissimo quando, durante una serata all’Opera, in una serrata conversazione con Mrs. True afferma che nel mondo c’è un’armonia (patriarcale e capitalista) che va preservata dal caos (i Touched). E non importa che – come fa notare Amalia – l’armonia sia il risultato di voci diverse che cantano note diverse, ci sarà sempre solo una che prevale su tutte le altre.

In un mondo così, solo eroine come Amalia e Penance sembrano davvero interessate a cambiare le cose. Diversissime e complementari, ricalcano coppie femminili che già abbiamo visto sullo schermo, come Buffy e Willow o Xena e Olimpia.

Maladie – il mostruoso femminile

Quando parliamo di oppressione sulle donne, in particolare nel XIX secolo, ricordiamo che si presentava in più modi: dai matrimoni imposti, ai ferrei collegi privati, alle case di tolleranza, fino agli istituti di cura. In questi ultimi, soprattutto, erano rinchiuse donne considerate pericolose, isteriche, prive del controllo necessario per poter vivere in mezzo agli altri.

Amy Manson
Amy Manson (Credits: HBO/Sky)

The Nevers recensione serie TV Sky di Joss Whedon
Laura Donnelly e Ann Skelly (Credits: HBO/Sky)

E, sebbene si colga solo qualche dettaglio, è da un luogo simile che proviene una delle villain della serie, Maladie. Amy Manson dà vita a una donna folle, crudele, ma che è anche stata oppressa e la cui ossessione per gli psichiatri potrebbe derivare da un dolore celato nel suo passato. Maladie rende di carne e ossa la paura che, spesso, il patriarcato ha delle donne, è la strega al limitare del bosco, colei che mangia i bambini e trasforma in animali gli uomini. Ma non è solo lei a essere temuta: nel corso del primo episodio, Amalia e Penance salvano l’adolescente Myrtle (Viola Prettejohn) che ha il dono di parlare numerose lingue insieme e che, invece, la sua famiglia crede sia posseduta dal demonio. La diversità è da sempre causa di paura e diffidenza, perché sconvolge lo status quo e sfugge a qualsiasi controllo.

Nonostante l’ambientazione londinese – recentemente Londra è stata teatro delle avventure de Gli Irregolari di Baker Street – così come il mix di magia e mistery, le tematiche ed elementi alla Whedon, The Nevers non è un prodotto scontato e banale, ma una serie interessante e con molte sorprese in serbo per noi.
Se saremo in grado di guardare oltre la superficie.

Sintesi

Inno fantasy al femminismo in una Londra vittoriana e steampunk, The Nevers creata da Joss Whedon invita lo spettatore a guardare oltre la superficie fino al cuore del conflitto: il potere incentrato nelle mani di pochi uomini, in un'apparente armonia patriarcale e capitalista, e l'oppressione nei confronti delle donne, temute perché portatrici di cambiamento.

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