The Lodge recensione

The Lodge recensione
The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz con Jaeden Martell, Riley Keough, Richard Armitage e Lia McHugh

The Lodge recensione del film di Severin Fiala e Veronika Franz con Jaeden Martell, Riley Keough, Richard Armitage e Lia McHugh

L’elaborazione del lutto è un tema molto affrontato nell’horror degli ultimi anni, basti guardare a Babadook o al recente Midsommar. The Lodge si inserisce perfettamente in questa scia, sotto l’attenta direzione della coppia Veronika Franz e Severin Fiala.

Grazie allo scioccante incipit l’opera del duo di registi mette subito in chiaro le sue intenzioni orrorifiche, riuscendo a rendersi credibile anche agli occhi dei più smaliziati verso il genere: fin dai primi minuti lo spettatore entra nella gelida e spaventosa atmosfera del film e assiste alla storia dei fratelli Aiden (Jaeden Martell) e Mia (Lia McHugh) bloccati in casa da una tormenta di neve con la loro matrigna Grace (Riley Keough).

The Lodge è ambientato quasi tutto all’interno della casa ed è proprio il difficile rapporto triangolare ad essere il nucleo del racconto che, attraverso una solida scrittura, genera una tensione crescente e, anche quando sembra calare di ritmo, accelera improvvisamente creando un climax di paura che culmina in un efficace finale.

Riley Keough in The Lodge
Riley Keough in The Lodge
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The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz

Dopo il chiacchierato Goodnight mommy, che possiede molti punti di contatto con questa loro nuova opera, Veronika Franz e Severin Fiala dimostrano ancora una volta di saper padroneggiare con sapienza i tempi e gli strumenti dell’horror girando una pellicola che inquieta non solo per la potenza di alcune immagini, ma per la capacità di mettere in scena la rabbia, il dolore e la cattiveria nascosti all’interno dei personaggi. L’elegante regia riesce a trasmettere il giusto senso di oppressione attraverso alcuni primissimi piani sui volti degli attori che ci svelano le più piccole e sincere sensazioni di chi è in scena, una scelta stilistica sicuramente non innovativa ma molto funzionale.

Come spesso accade per le narrazioni in cui un gruppo di persone rimane bloccato in una situazione di disagio, col passare dei minuti le maschere cominciano a cadere e la vera natura di tutti i personaggi viene svelata. Ciò accade soprattutto per Grace: Riley Keough ben interpreta un personaggio che ci viene presentato come possibile antagonista, ma non tutto è come sembra e grazie ad alcuni flashback scopriamo cosa nasconde e da cosa nascono le sue fragilità.

Lia McHugh e Jaeden Martell
Lia McHugh e Jaeden Martell
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The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz

Il gelo che circonda l’ambiente esterno è un’ottima metafora visiva per descrivere la freddezza assoluta dei rapporti umani all’interno della casa, in cui non esistono dei veri buoni né dei veri cattivi. Proprio l’ambiente casalingo dovrebbe essere il luogo caldo ed accogliente per antonomasia, qui diventa invece lo spazio in cui la malignità prende il sopravvento. Ancora una volta, dopo Goodnight mommy Franz e Fiala indagano sulle dinamiche familiari distorte in cui sono soprattutto i bambini a subire e poi tirare fuori ciò che il dolore crea nell’essere umano.

Tra citazioni di grandi capolavori del passato e sequenze raggelanti il film non delude le aspettative e conferma che l’horror indipendente è quello che sa ancora creare una genuina sensazione di paura senza ricorrere a ripetuti ed infiniti jumpscares.

Andrea P.