Pupi Avati ospite de L’Intervista: Parole contro la Paura

Pupi Avati ospite de L’Intervista: Parole contro la Paura: il maestro ci parla del seguito de Il signor Diavolo, L’archivio del Diavolo, e della vita e del cinema ai tempi del Coronavirus

Il maestro Pupi Avati ci onora della sua partecipazione a L’Intervista: Parole contro la Paura – dopo Giovanni Veronesi e Giorgio Tirabassi – format di Gianlorenzo Franzì che trascorre una piacevole conversazione con un grande artista del nostro cinema in un momento delicato e difficile che vede il Mondo chiuso in casa per fronteggiare un’emergenza sanitaria senza precedenti.

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In quarantena a lavoro sul seguito de Il signor Diavolo, L’archivio del Diavolo, il grande regista, sceneggiatore e produttore (Regalo di Natale, Festa di laurea, La casa delle finestre che ridono, Il cuore altrove, I cavalieri che fecero l’impresa, Il papà di Giovanna, Il cuore grande delle ragazze) riflette sulla vita e il cinema ai tempi del Coronavirus, che segna una linea di demarcazione tra due epoche, due stagioni dell’essere umano segnato da un evento che, come le Guerre Mondiali, cambia la storia del genere umano esigendo un prezzo davvero caro che pagheranno le popolazioni di tutti i continenti.

Dimostrazione della vulnerabilità dell’uomo e della sua pochezza nei confronti dell’ignoto nel quale siamo immersi, il Coronavirus COVID-19 accende anche l’allarmante ipotesi che ad esso possa susseguirsi una nuova pandemia: da ciò dovremmo essere spinti a capire che il nostro tempo sulla Terra dovrebbe essere speso con meno leggerezza e più buonsenso di quanto non sia stato fino ad adesso.

Da produttore, afferma che l’emergenza sanitaria influenzerà il cinema, così come la televisione e gli altri media tradizionali, vedendo un accantonamento della commedia (nel cinema) e del gossip (in TV, sui giornali e sul web) in favore di un rinsavimento creativo verso la narrazione e i generi cinematografici, guardando con più serietà e professionalità alla scelta e alla realizzazione delle opere, con un auspicato ritorno alla sacralità, oggi ad avviso di Avati accantonata a tutti i livelli.

Il maestro, attraverso una lettera pubblica, ha recentemente invitato la Rai ad alzare il livello della programmazione, perché la bellezza può essere terapeutica e la Rai dispone nelle sue teche di un quantitativo esorbitante di opere meravigliose che le nuove generazioni non hanno mai visto, e poiché stiamo vivendo un periodo storico in cui la pubblicità in molti settori merceologici è in sofferenza, alleggerendo dunque l’importanza degli indici d’ascolto Auditel, è davvero il momento propizio per tornare a proporre al pubblico opere portatrici di qualità e bellezza nei palinsesti televisivi.

Non vi sveliamo altro e vi lasciamo alla bellissima intervista a Pupi Avati. Buon ascolto!

Pupi Avati ospite de L'Intervista: Parole contro la Paura
Pupi Avati ospite de L’Intervista: Parole contro la Paura

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