Lawrence

Lawrence recensione docufilm di Giada Diano ed Elisa Polimeni su Lawrence Ferlinghetti [Anteprima]

Lawrence, seppur sia in larghi tratti un documentario convenzionale, riesce comunque a conquistare lo spettatore grazie alla simpatia di Ferlinghetti. La recensione

Lawrence recensione docufilm di Giada Diano ed Elisa Polimeni con Lawrence Ferlinghetti, Jack Hirschman, Anne Waldman e Gary Snyder

Lawrence Ferlinghetti è stata una delle figure più importanti della Beat Generation (movimento giovanile in grande fermento negli anni ‘50, che per esprimersi utilizzava ogni forma d’arte, contrastando le consuetudini del tempo), ed un uomo socievole e solare.
Nato a Yonkers negli Stati Uniti d’America, da madre di origini francesi, ebree sefardite e portoghesi e da padre italiano (bresciano, per la precisione), agli inizi degli anni ‘50, Ferlinghetti aprì nella città di San Francisco la sua libreria chiamata City Lights (come il celebre film dell’amico Charlie Chaplin, datato 1931), un punto di incontri per vari letterati e al tempo stesso casa editrice di numerosissime poesie e romanzi.

Grazie alla sua fervida passione per l’arte, ma in particolar modo per la scrittura e la poesia, Lawrence Ferlinghetti riuscì a catturare l’attenzione di molti artisti dell’epoca, come ad esempio Allen Ginsberg (molti dei cui testi sono stati pubblicati dal poeta di San Francisco), che diventerà amico e collaboratore di uno dei cantanti più formidabili di sempre, Bob Dylan.

In un periodo storico in pieno tumulto, Ferlinghetti si schiererà a favore degli indifesi e degli emarginati, tanto da diventare, come amava definirsi, un anarchico poetico, perché per Ferlinghetti solo nella poesia si può trovare la vera anarchia.

Lawrence recensione film documentario su Lawrence Ferlinghetti
Lawrence docufilm di Giada Diano ed Elisa Polimeni su e con Lawrence Ferlinghetti (Credits: Garden Film)
Lawrence Ferlinghetti indossa il cappello di Charlie Chaplin
Lawrence Ferlinghetti indossa il cappello di Charlie Chaplin (Credits: Garden Film)

Il lavoro svolto dalle registe Giada Diano e Elisa Polimeni (film che sarà visibile nelle sale italiane dal 9 dicembre tramite Garden Film), si dimostra essere convincente e coinvolgente, attento a tratteggiare una personalità così poliedrica come è stata Lawrence Ferlinghetti, dando allo spettatore uno spaccato di vita particolare e per certi versi inedito. In Lawrence vediamo un Ferlinghetti saggio e rilassato (le riprese sono state effettuate nel 2011, in diversi luoghi a lui cari della città di San Francisco), ma allo stesso tempo grintoso e militante proprio come un tempo. Nonostante gli anni che passano inesorabilmente, l’aria da combattente non è mai svanita e anzi sembra ancora più in prima linea a favore delle cause civili, politiche e sociali.

Nel documentario il poeta di San Francisco ci conduce con un’automobile per le vie della città (emozionante il momento in cui avvisa il pubblico che in quel lato della strada si trova la sua storica libreria, ed esilarante è quando indossa il cappello regalatogli da Charlie Chaplin in segno di amicizia), soffermandosi là dove ha un ricordo, una situazione o un aneddoto da raccontare o semplicemente da mostrare.

Ferlinghetti però ci tiene a ribadire che gli Stati Uniti d’America (e più specificatamente San Francisco) per quanto gli abbiano dato la fama e in minor parte il successo, nascondono dei lati oscuri, che non potranno mai essere cancellati dalla memoria. Il suo grido è un atto di liberazione contro le nefandezze e i soprusi della vita.

Ferlinghetti che scruta il mare vestito da pescatore in versione animata
Ferlinghetti che scruta il mare vestito da pescatore in versione animata (Credits: Garden Film)
Uno scorcio di San Francisco in Lawrence
Uno scorcio di San Francisco in Lawrence (Credits: Garden Film)

Le due registe (Giada Diano è anche attualmente la traduttrice di molti scritti di Lawrence Ferlinghetti) sono state abili a rimescolare gli schemi stantii che fanno parte dei documentari legati ad un personaggio realmente esistito, riuscendo talvolta a superare le maglie dell’agiografia con semplicità e sincerità. Lawrence vuol essere un film che racconta una storia turbolenta, ma al tempo stesso rispettosa della persona e dal tocco poetico. Un piccolo film, probabilmente lineare e stringato (l’eccessivo uso delle musiche nelle parti più delicate potrebbe infastidire, alcuni passaggi visivi sono fin troppo schematici e le animazioni presenti non sono sempre efficaci ai fini della narrazione), ma che sa riprendersi grazie alla simpatia di Lawrence Ferlinghetti.

Lawrence seppur sia in larghi tratti un documentario convenzionale, riesce comunque a conquistare anche chi non conosce l’autore in questione, perché in fin dei conti ci parla di un uomo impegnato, solidale e dai sani valori.
Un artista che si è sempre battuto per le giuste cause.

Nel grande marasma distributivo che ci apprestiamo a trovare a dicembre, Lawrence di Giada Diano e Elisa Polimeni è un documentario da cercare assolutamente, essendo in ogni caso un piccolo gioiello, forse un po’ grezzo, pronto a sfidare i colossi del mese.

Sintesi

Lawrence è un piccolo gioiello, anche se un po’ grezzo e convenzionale, che riesce a conquistare con l'estro dell'anarchico poetico di San Francisco Lawrence Ferlinghetti, artista impegnato, solidale e dai sani valori che si è sempre battuto per le giuste cause.

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