Jurassic World: Il dominio

Jurassic World Il dominio recensione film di Colin Trevorrow con Chris Pratt e Bryce Dallas Howard [Anteprima]

Jurassic World: Il dominio recensione film di Colin Trevorrow con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Jeff Goldblum, Laura Dern, Sam Neill e DeWanda Wise

Jurassic World: Il dominio è la conclusione di una saga trentennale che tutti i fan aspettavano da tempo. Se il precedente Il regno distrutto, diretto da Bayona, era stato in parte una delusione e anche a livello critico non aveva suscitato molti entusiasmi, in questo terzo e ultimo capitolo della trilogia reboot (quasi) tutto funziona alla perfezione. Non per nulla, dopo che J.J. Abrams lo aveva sostituito per Star Wars: L’ascesa di Skywalker, a tornare in cabina di regia per questo terzo Jurassic World è stato Colin Trevorrow, già regista del primo grazie all’importante endorsement di Steven Spielberg in persona, accreditato come produttore esecutivo per tutti e tre i capitoli della trilogia reboot.

Il nuovo Jurassic World: Il dominio è peraltro destinato a far gioire non solo i fan della trilogia originale, diretta da Spielberg e da Joe Johnston tra il 1993 e il 2001, ma anche i fan dei due romanzi di Michael Crichton da cui la saga di Jurassic Park è nata: principale villain di questo sesto capitolo è infatti Lewis Dodgson, che sia nel Jurassic Park che ancor più ne Il mondo perduto di Crichton giocava un ruolo centrale, laddove nei due film diretti da Spielberg appariva in una sola scena.

Laura Dern e Sam Neill in Jurassic World: Il dominio
Laura Dern e Sam Neill in Jurassic World: Il dominio (Credits: Universal Studios/Amblin Entertainment)
Bryce Dallas Howard
Bryce Dallas Howard (Credits: Universal Studios/Amblin Entertainment)

In Jurassic World: Il dominio, vediamo scatenarsi il rischio radicale che, sin dal primo film diretto da Spielberg nel 1993, i protagonisti del film avevano cercato di esorcizzare: i dinosauri, scappati da Isla Nublar e Isla Sorna, sono ormai diffusi in tutto il mondo e, mentre gli umani tentano di imparare a convivere con le creature preistoriche, la Biosyn di Dodgson, società high tech di genetica, si è accaparrata l’esclusiva per poter catturare e studiare i dinosauri, in una riserva ricavata in un’immensa vallata nelle Dolomiti italiane.

Questa situazione di emergenza generalizzata ha permesso di riunire i principali personaggi della trilogia reboot – innanzitutto l’Owen di Chris Pratt e la Claire di Bryce Dallas Howard – con i tre, indimenticabili protagonisti della trilogia originaria. E se Ian Malcolm, l’avvenente matematico esperto in teoria del caos interpretato da Jeff Goldblum, aveva già avuto un breve cameo in Jurassic World: Il regno distrutto, era da più di vent’anni, dal Jurassic Park III di Joe Johnston, che non si vedevano sul grande schermo Sam Neill interpretare il paleontologo Alan Grant e Laura Dern interpretare la paleobotanica Ellie Sattler. L’effetto nostalgia è forte ma, a differenza di altre saghe del passato di recente riportate al cinema o in TV, si è ben lontani dal mero fan service: il trio composto da Neill, Goldblum e la Dern funziona ancora benissimo e ha grande risalto nello sviluppo della storia; e anche se non avrebbe guastato qualche dettaglio in più sulle loro backstories e su quello che è successo loro nei vent’anni dall’ultima spedizione ad Isla Sorna, rivederli sul grande schermo interagire tra loro e con i dinosauri vale da solo il prezzo del biglietto.

Jurassic World: Il dominio recensione film di Colin Trevorrow
Chris Pratt e Omar Sy (Credits: Universal Studios/Amblin Entertainment)
DeWanda Wise
DeWanda Wise (Credits: Universal Studios/Amblin Entertainment)

Un altro dei maggiori punti di forza di Jurassic World: Il dominio sta proprio nella resa dei dinosauri. Gli effetti digitali si sono evoluti fino al punto di poter garantire risultati inauditi in termini di fotorealismo, e per la maggior parte della durata del film la resa delle creature preistoriche è decisamente convincente, sembra che davvero fossero presenti sul set assieme agli attori. Il messaggio ecologista lasciato da Dominion circa la necessità di convivenza tra le specie è sacrosanto ma suona un po’ forzato al termine di un film in cui le principali attrazioni sono i dinosauri carnivori e antropofagi, ma rappresenta il sottotesto politico con cui la saga cerca di restare al passo coi tempi.

In un certo senso, nel recuperare i personaggi della trilogia originaria e in generale nel tentare di resuscitare e rinnovare l’immaginario “dinosauresco” che sin dagli anni Novanta ha accomunato milioni di bambini e ragazzi nel frattempo diventati adulti, Jurassic World: Il dominio non fa che replicare metanarrativamente la stessa operazione a cui, nel primo film di Spielberg così come nel primo Jurassic World di Trevorrow, gli scienziati umani si arrischiavano, resuscitando i dinosauri a partire da sequenze incomplete di DNA. Il risultato, tuttavia, è di gran lunga più felice.

Sintesi

Jurassic World: Il dominio è la conclusione di una saga trentennale che, tra letteratura e cinema, i fan aspettavano da tempo e dove tutto funziona alla perfezione o quasi, dal ritorno dei protagonisti della trilogia originaria di Jurassic Park, funzionale e nostalgico, agli effetti speciali dal fotorealismo inaudito, dal sottotesto politico al passo coi tempi all'operazione metanarrativa con cui si resuscita e rinnova felicemente l'immaginario dei dinosauri sullo schermo.

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