Il Diavolo Veste Prada2recensione film di David Frankel con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci
Il Diavolo Veste Prada 2 di David Frankel (Credits: The Walt Disney Company Italia)
Sono passati vent’anni dall’uscita dell’amatissimo Il Diavolo Veste Prada, il quale, senza alcuna ombra di dubbio, è stato un punto di riferimento culturale per un’intera generazione e continua ad esserlo per il pubblico odierno.
Andy è riuscita ad esaudire il suo sogno diventando una giornalista affermata e riconosciuta, Miranda è rimasta a capo di Runway insieme al suo braccio destro Nigel mentre Emily ricopre una posizione al vertice di Dior. Una particolare circostanza d’emergenza li porterà a riunirsi nuovamente e vivere insieme avventure intercontinentali, sempre e solo in folle stile Runway, attraverso diversi colpi di scena e circostanze imprevedibili che il gruppo dovrà affrontare. Una nuova linfa che prende ispirazione dal libro di Lauren Weisberger ridisegnandone la geografia narrativa.
In questa prospettiva la scelta di porre dietro alla macchina da presa David Frankle, regista del primo film, non risulta affatto casuale: le atmosfere, le ambientazioni e le attitudini estetiche del primo capitolo sono rimaste immutate e questo grazie ad una regia che ha saputo conservare la propria, forte, identità, pur adattandosi ad una nuova storia. Se nella precedente pellicola assistevamo a un racconto di formazione nel quale una ragazza piena di sogni e speranze scopriva il proprio posto nel mondo, questo sequel ci parla di una donna matura che deve affrontare il prezzo delle proprie scelte e, dove necessario, porre rimedio alle “leggerezze” giovanili dando evoluzione e crescita al proprio personaggio.
Una delle colonne portanti sulle quali si regge da sempre Il Diavolo Veste Prada è la sua capacità di saper parlare di temi universali comuni a tutti noi come il cambiamento e la ricerca di affermazione, pur applicando a questo scenario un racconto unico e assolutamente peculiare che ci fa sognare: ogni personaggio, a suo modo, vive un percorso di trasformazione ricco di compromessi, dubbi, passi falsi e successi che, con questo film, giungerà all’apice del proprio arco narrativo. In questo senso Runway funge da cornice per raccontare, paradossalmente, in un settore dominato dalla cura della superficialità e del lusso, l’umanità dei personaggi, le loro relazioni e il modo con cui in questi vent’anni hanno affrontato le nuove circostanze del mondo in cui viviamo, una realtà profondamente diversa rispetto a quella del 2006, anno d’esordio della prima pellicola.
Non solo dunque un film che ci catapulta nel mondo del glamour newyorkese attraverso l’esibizione dello scintillio del mondo della moda e i compromessi ai quali scendere per poterne essere protagonista, ma un’opera che dà anche respiro a tematiche attuali particolarmente delicate come il ruolo del giornalismo odierno, della stampa cartacea e il peso dell’eredità culturale, attraverso un linguaggio in grado di modularsi costantemente passando da toni drammatici a autoironici e che sa valorizzare i pieni e i vuoti di sceneggiatura con grande brillantezza.
Il Diavolo Veste Prada 2 di David Frankel (Credits: The Walt Disney Company Italia)
Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza un cast di attori di primo livello come MerylStreep, AnneHathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, che hanno saputo ritrovare la verità dei propri personaggi, dopo due decenni, arricchendoli a loro volta di sfumature e colori meravigliosi. Lampante è il caso di Miranda, la quale, pur conservando la sua usuale attitudine, ci farà scoprire un lato inedito della propria personalità (cosa che potrebbe far storcere il naso ai nostalgici fedelissimi al personaggio), lasciando intendere come il tempo e le circostanze della vita possano avere un peso sul nostro approccio alla quotidianità. L’unione tra passato e presente si tramuta inoltre nell’equilibrio tra l’accostamento di personaggi già noti che ritornano in grande stile facendo la felicità dei nostalgici e nuovi volti che donano freschezza proiettando il racconto nella contemporaneità.
Non era una missione facile quella di riportare al cinema, dopo vent’anni e con grande freschezza, gli stessi personaggi all’interno di una storia inedita ma è esattamente ciò che è avvenuto con questo secondo capitolo.
Pur contenendo (fin dal primissimo frame!) decine di citazioni riferite al primo film, che i fan più accaniti non faticheranno a riconoscere, Il Diavolo Veste Prada 2 è assolutamente riconoscibile e unico e potrebbe far incuriosire chi (se ancora esiste) non ha visto il primo film.
In tal senso il citazionismo è utilizzato all’interno della storia con grande intelligenza e consapevolezza: non annoia ne infastidisce ma piuttosto scalda il cuore a tutti coloro che sono cresciuti con le mitiche, imperturbabili, battute di Miranda ed emulando le maldestre gaffe di Andy sulle note delle riconoscibilissime colonne sonore del capitolo principale.
Un sequel che ha saputo raccogliere con rispetto l’eredità fortunata del primo capitolo regalando al pubblico una nuova, appassionante, avventura che ci catapulterà nuovamente nel travolgente mondo della redazione di Runway in compagnia dei nostri amatissimi personaggi e di tanta, intensa, emozione.
Il Diavolo Veste Prada 2 di David Frankel (Credits: The Walt Disney Company Italia)Il Diavolo Veste Prada 2 di David Frankel (Credits: The Walt Disney Company Italia)
Sintesi
Miranda, Andy, Emily e Nigel sono tornati e con loro una nuova avventura ricca di glamour e imprevisti. Il Diavolo Veste Prada 2 raccoglie l'eredità del primo capitolo attraverso un racconto brillante che guarda al passato con consapevolezza e freschezza donandoci tanta, effettuosa, emozione.
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Miranda, Andy, Emily e Nigel sono tornati e con loro una nuova avventura ricca di glamour e imprevisti. Il Diavolo Veste Prada 2 raccoglie l'eredità del primo capitolo attraverso un racconto brillante che guarda al passato con consapevolezza e freschezza donandoci tanta, effettuosa, emozione.Il Diavolo Veste Prada 2 recensione film di David Frankel [Anteprima]