Fedeltà Netflix intervista a Michele Riondino, Lucrezia Guidone, Carolina Sala, Leonardo Pazzagli e agli autori registi e produttori

Fedeltà Netflix intervista a Michele Riondino, Lucrezia Guidone, Carolina Sala, Leonardo Pazzagli, agli autori Alessandro Fabbri, Elisa Amoruso e Laura Colella, ai registi Andrea Molaioli e Stefano Cipani e ai produttori della serie Angelo Barbagallo e Ilaria Castiglioni

A chi dobbiamo la nostra fedeltà, agli altri o a noi stessi?
(Fedeltà, su Netflix)

Dopo il grande successo di Strappare lungo i bordi di Zerocalcare ed Incastrati con Ficarra e Picone, Netflix si appresta a rilasciare una nuova serie originale italiana, Fedeltà – trovate sul magazine la nostra recensione in anteprima -, adattamento dell’omonimo romanzo di Marco Missiroli, vincitore del Premio Strega Giovani nel 2019.

Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con i talenti artistici e creativi di questo nuova produzione originale Netflix, incontrando gli attori principali Michele Riondino, Lucrezia Guidone, Carolina Sala e Leonardo Pazzagli, gli autori Alessandro Fabbri, Elisa Amoruso e Laura Colella, i registi Andrea Molaioli e Stefano Cipani, e i produttori Angelo Barbagallo per Bibi Film e Ilaria Castiglioni, creative executive per le serie italiane originali Netflix.

Una lunga intervista molto interessante che ci ha permesso di affrontare il tema della fedeltà in profondità e nelle sue diverse sfaccettature, e che vi consigliamo dunque assolutamente di leggere. Curiosità a margine di Sanremo, dopo aver ascoltato in anteprima il brano di Fabrizio Moro presente in Ghiaccio, vi anticipiamo che in Fedeltà sarà presente un brano inedito di Arisa, Verosimile.

Buona lettura con Fedeltà, la nuova serie italiana su Netflix dal 14 febbraio.

Fedeltà Netflix intervista a Michele Riondino e Lucrezia Guidone
Michele Riondino e Lucrezia Guidone (Credits: Sara Petraglia/Netflix)
Fedeltà Netflix intervista a Lucrezia Guidone
Lucrezia Guidone (Credits: Sara Petraglia/Netflix)

Fedeltà Netflix: Intervista a Michele Riondino, Lucrezia Guidone, Carolina Sala, Leonardo Pazzagli e agli autori, registi e produttori

LEGGI ANCORA: Fedeltà, la recensione della serie TV Netflix

Michele Riondino, Lucrezia Guidone: Come avete costruito l’alchimia tra i vostri personaggi sul set?

Michele Riondino: Ci ha aiutato moltissimo partecipare alla scrittura dopo che l’impianto era già stato creato, provare le diverse scene, apportare alcune modifiche ai dialoghi ove necessario. C’è stato un vero lavoro di prove che ha aiutato sia la messa in scena che il rapporto tra di noi, abbiamo avuto tempo per conoscerci e parlarci, ci siamo poggiati anche sull’esperienza di entrambi nel teatro e a certe grammatiche comuni che si sono tradotte in una bella sintonia sul set.

Lucrezia Guidone: Credo sia anche un fatto di chimica, un certo sguardo condiviso sui personaggi e sulla storia che è stato un terreno di scambio comune tra noi. Abbiamo portato le nostre esperienze personali legate al tema. La fedeltà è un argomento che dove lo tocchi rischi di sbagliare, poiché è un argomento comune a tutti. Abbiamo lavorato sul doppio binario del detto e non detto e l’ascolto sul set è stato molto importante tra di noi.

Michele Riondino, Lucrezia Guidone: Bisogna necessariamente scendere a compromessi o è possibile essere contemporaneamente essere fedeli e a se stessi e agli altri?

Michele Riondino: Non ci sono risposte univoche. “Chi ama si tradisce” è una definizione che si pone mille domande e non si risponde.
Il compromesso che si raggiunge in una coppia è un patto che è quello di portare avanti un rapporto che si baserà e troverà la forza in piccoli segreti che ognuno di noi continuerà ad avere. Ma è altrettanto vero che è poco credibile che si rinunci totalmente alle pulsioni e ai desideri che inevitabilmente si continuerà ad avere.
Sono i piccoli segreti che contribuiscono a mantenere la solidità del rapporto, che dipende dunque dalla capacità o incapacità di gestirli
.

Lucrezia Guidone: Dipende se i compromessi portano ad allontanarsi completamente dal proprio centro, da sé o meno. La fedeltà è un inno a far splendere il proprio centro reinventandosi per stare bene anche con l’altro, senza mettere in secondo piano se stessi.

Carolina Sala e Michele Riondino
Carolina Sala e Michele Riondino (Credits: Sara Petraglia/Netflix)
Fedeltà Netflix intervista a Leonardo Pazzagli
Leonardo Pazzagli (Credits: Stefano Montesi/Netflix)
Carolina Sala, Leonardo Pazzagli: Nell’amore tra Carlo (Michele Riondino) e Margherita (Lucrezia Guidone) arrivano i vostri personaggi Sofia e Andrea a guastare tutto. Raccontateci qualcosa su di loro.

Carolina Leonardo: Sofia è una studentessa di teatro, allieva di Carlo (Michele Riondino). Il mio personaggio è in quel momento della vita in cui potresti essere tutto, stai cercando di capire chi sei e cosa vorresti essere. Sofia è spiazzante ed è un personaggio affascinante anche perché misterioso, dotato di un’ombra che non si risolve fino alla fine, inserita per di più nella dinamica che si instaura con il personaggio di Michele Riondino e che rimane in sospeso.

Leonardo Pazzagli: Andrea è il fisioterapista di Margherita (Lucrezia Guidone), grande ascoltatore di corpi e di persone. Uomo e ragazzo che agisce, diretto e di poche parole, essenziale nelle sue azioni e con una vita molto particolare.
Personalmente ho una grande eccitazione, sono sia curioso che sbigottito per il lancio di Fedeltà in oltre 190 Paesi nel mondo.

Leonardo Pazzagli: Cosa vi ha lasciato questa serie?

Leonardo Pazzagli: Non esiste una sola fedeltà. Esistono tante fedeltà e, se uno vuole stabilire una gerarchia, io pongo al primo posto la fedeltà a se stessi su cui costruire una fedeltà più solida verso il proprio partner e la propria famiglia. La fedeltà è una cosa meravigliosa ma non deve andare a compromettere la fedeltà a se stessi.

Carolina Sala: Quali sono state le differenze dal romanzo di Marco Missiroli?

Carolina Sala: Le differenze dal libro sono inevitabili dal punto di vista del dipanarsi dei personaggi, ad un certo punto bisogna staccarsi dalle pagine del romanzo per affrontare le cose dal proprio punto di vista, facendo vivere con la carne i propri personaggi, apportando necessariamente qualcosa di diverso, grazie anche alla fondamentale guida dei nostri registi. Il mio personaggio sfugge ancora di più che nel libro, è bellissimo e non voglio anticiparvi nulla per non rovinarvi la sorpresa, quindi non posso spiegarvelo fino in fondo.

Lorenzo Aloi e Carolina Sala
Lorenzo Aloi e Carolina Sala (Credits: Sara Petraglia/Netflix)
Leonardo Pazzagli e Lucrezia Guidone
Leonardo Pazzagli e Lucrezia Guidone (Credits: Stefano Montesi/Netflix)
Alessandro Fabbri, Laura Colella, Elisa Amoruso, autori di Fedeltà: Com’è stato adattare il romanzo di Marco Missiroli?

Alessandro Fabbri: Ci tengo anzitutto a sottolineare come sia stato un lavoro di gruppo, con Laura Colella e Elisa Amoruso. In Fedeltà più che in tanti altri progetti si parla di sentimenti, di elementi impalpabili e sottili che sono stati amplificati trovando lo stile ed il linguaggio della serie, in sinergia con gli attori e i produttori.
Il lavoro è stato eccitante e sfidante, il romanzo di Marco Missiroli è molto letterario, profondo ed interessante nei suoi temi. Il linguaggio da narrativo doveva diventare drammaturgico e lo scavo attento e psicologico dei personaggi doveva tradursi in gesti e relazioni.
Ci siamo interrogati sui personaggi, sui lorio pregi e difetti, sulle zone d’ombra, suggerendole più che descrivendole scena per scena cercando di rimanere aderenti al romanzo nell’esplorazione del tema della fedeltà, se essa sia qualcosa da dedicare a sé o rivolta agli altri, cercando di costruire la personalità della serie donandole colore, passo, ritmo e stile propri.
Abbiamo cercato di raccontare un tema universale che può interessare qualunque coppia in qualsiasi momento della vita.

Laura Colella: Nel romanzo c’è molta fisicità e abbiamo dovuto tradurla sullo schermo, mantenendo vivo il cuore del tema, abbiamo costruito i personaggi ponendo delle domande senza espressamente descriverne le risposte. Ho letto il romanzo solo dopo la fine della scrittura della serie per non esserne influenzata, interrogandomi sulle stesse cose da cui sono afflitti i personaggi.
Margherita è una donna molto concreta che ha rinunciato ai suoi sogni per rimanere fedele alla coppia, mi sono chiesta quanto ho rinunciato a me stessa e di me per rimanere fedele alla dimensione duale. Abbiamo esplorato in modo speculare queste tematiche insieme ai personaggi e abbiamo indagato in particolare il femminile in una maniera nuova.

Elisa Amoruso: Passando dalla letteratura alla drammaturgia quello che spesso manca è il conflitto, quindi il conflitto risolto in un dialogo interiore dei personaggi lo abbiamo trasformato in scene ed azioni concerete sullo schermo. La fedeltà riguarda tutti tra terrori, squilibri e terze parti che minacciano la solidità della coppia, gli attori attingendo al loro bagaglio emotivo hanno conferito verità a battute e scene ritrovandole nel loro vissuto.
La serie è assolutamente tematica come il romanzo: Margherita e Sofia sono due personaggi così diversi che si riscoprono: la prima scopre di non essere stata così fedele a se stessa; Sofia si misura invece con il suo talento così come Carlo, e il confronto tra di loro cresce attraverso un’alchimia erotica quasi inarrestabile. I personaggi, in un percorso di fedeltà e infedeltà a se stessi e alle proprie relazioni, scoprono progressivamente di avere un’identità differente rispetto a quella che credevano.

Michele Riondino e Carolina Sala
Michele Riondino e Carolina Sala (Credits: Sara Petraglia/Netflix)
Lucrezia Guidone
Lucrezia Guidone (Credits: Sara Petraglia/Netflix)
Andrea Molaioli e Stefano Cipani, registi di Fedeltà: Milano è la quinta protagonista del romanzo.

Andrea Molaioli: Milano è una dei protagonisti della storia, come nel romanzo, da approcciare come i protagonisti in carne ed ossa, persone normali che affrontano vicende e situazioni che posso essere comune a tutti noi. Così abbiamo descritto anche la città, in modo che non fosse solo cornice ma narrativa che nella sua specificità potesse accogliere anche qualcosa che non appartiene solo a Milano, come la fedeltà che appartiene a ciascuno di noi.

Stefano Cipani: Il cast ha fatto un lavoro incredibile, sono stati eccezionali. Da lombardo ero felicissimo di girare a Milano, binomio tra antichità e modernità, spietata, malinconica ma anche molto dolce. Abbiamo cercato di riportare le sensazioni uniche e la complessità della città sullo schermo.

Ilaria Castiglioni, creative executive serie italiane originali Netflix: Fedeltà arriva dopo Strappare lungo i bordi e Incastrati che hanno segnato il grande successo della serialità italiana originale Netflix.

Ilaria Castiglioni: Strappare lungo i bordi e Incastrati sono show molto diversi, abbiamo ricercato il rapporto tra storie universali che toccano tematiche che ci riguardano ma che diventano particolarmente significative all’interno di contesti territoriali iper-specifici, mettendo insieme la curiosità con l’empatia ed il riconoscimento. La capacità di identificarsi è uno dei tratti che vogliamo portare avanti attraverso storie molto locali che vivono nel contesto in cui nascono per attirare poi universalmente, pur essendo molto specifici nelle storie che scegliamo per le nostre produzioni originali.
Rispetto ai generi vogliamo dare al pubblico occasioni di intrattenersi attraverso modalità diverse, non rivolgendoci necessariamente a pubblici diversi bensì offrendo ai nostri abbonati racconti variegati, tra temi comuni e specificità.

Angelo Barbagallo, produttore con Bibi Film: Com’è stato lavorare alla produzione di Fedeltà con Netflix?

Angelo Barbagallo: Netflix ha molto a cuore i suoi progetti, c’è stato un confronto vero e serrato che è insolito nel panorama produttivo italiano e che è stato molto costruttivo.
Sono molto orgoglioso di questa serie nata dal confronto collettivo tra attori, autori e produttori: dai personaggi ai costumi e ai colori, credo si veda anche dalla fabbricazione e confezione di Fedeltà che creare un contesto lavorativo propositivo e di scambio reciproco è fondamentale.

Abbiamo conferito uno scenario all’altezza alla serie mettendo gli artisti nella condizione migliore per esprimersi.

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