Donato Carrisi: intervista all’autore e regista de L’uomo del labirinto

MadMass.it intervista Donato Carrisi, autore e regista de L’uomo del labirinto.

Donato Carrisi: intervista all’autore e regista de L’uomo del labirinto

Donato Carrisi, classe 1973, è uno dei più noti scrittori di thriller italiani, i cui romanzi sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue. Da sempre sceneggiatore, nel 2017 ha esordito come regista del film La ragazza nella nebbia, tratto dal suo omonimo romanzo; con un cast che comprendeva Toni Servillo e Jean Reno, il film ha fruttato a Carrisi il David come migliore regista esordiente, consegnatogli dalle mani di Steven Spielberg in persona. Lo scorso ottobre è arrivato nelle sale il suo secondo film, L’uomo del labirinto, con Toni Servillo, Valentina Bellé e la partecipazione eccezionale, come co-protagonista, di Dustin Hoffman. Lo abbiamo intervistato al termine della proiezione de L’uomo del labirinto presso la Stampa Estera di Roma.

Donato Carrisi intervista
Donato Carrisi: intervista all’autore e regista de L’uomo del labirinto

Donato Carrisi intervista

Dopo la grande stagione degli anni Settanta, cosa impedisce adesso in Italia la rinascita di un cinema di genere? Lei vede segnali positivi nel panorama?

Donato Carrisi: Io sono convinto che, se si trova la storia adatta, il pubblico italiano è già prontissimo per un cinema di genere nazionale. Si tratta solo di trovare la trama giusta.

Quali riferimenti visivi ha avuto, e ha condiviso con il direttore della fotografia, per L’uomo del labirinto?

Donato Carrisi: Il principale riferimento visivo è stato incredibilmente Psyco. Tutti noi ricordiamo Psyco di Hitchcock come un film in uno splendido bianco e nero, ma in realtà nelle intenzioni originali del suo autore doveva essere un film coloratissimo. A Hitchcock mancarono i fondi per usare la pellicola Technicolor, ma abbiamo usato come reference le splendide foto di scena scattate, a colori, sul set del film.

Da cosa deriva la struttura da ‘eterno ritorno’ del film?

Donato Carrisi: Io amo molto lavorare sulle strutture delle narrazioni, e mi viene spontaneo di costruire perenni labirinti.

Donato Carrisi e Valentina Bellé
Donato Carrisi e Valentina Bellé

Passando dal romanzo al film si guadagna sicuramente in potenza visiva; si perde in qualcosa?

Donato Carrisi: Non si perde nulla per il semplice fatto che io scrivo prima una sceneggiatura, poi la trasformo in romanzo e alla fine, se il pubblico accoglie bene il romanzo, la trasformo in un film.

L’idea dell’ondata di caldo che avvolge la regione indefinita dove si svolge il film da cosa deriva? A me personalmente ha ricordato un po’ Predator 2.

Donato Carrisi: Sì, senz’altro, questo artificio compare in svariati altri film, perché una situazione di grande caldo o di grande freddo riesce, da sola, a creare un forte stato di tensione.

Qual è il suo metodo come regista, a livello di preparazione?

Donato Carrisi: Io preparo molto in anticipo, lavorando al computer e facendo molte prove con gli attori. Le riprese de L’uomo del labirinto sono state molto rapide per un film di questa complessità visiva, di soli 33 giorni. Devo dire comunque che sui miei set ci si diverte molto, e il caloroso saluto di Dustin Hoffman alla fine delle riprese è stato memorabile.

Dustin Hoffman e Toni Servillo
Dustin Hoffman e Toni Servillo

Valentina Bellé e Dustin Hoffman
Valentina Bellé e Dustin Hoffman

Come è stato possibile avere nel cast Dustin Hoffman e a cosa era dovuta la sua prolungata assenza dalle scene?

Donato Carrisi: Da alcuni anni Dustin Hoffman aveva preso l’abitudine di fare solo piccoli camei, in modo da restare al sicuro anche se il film si fosse rivelato un flop. Quando invece l’ho incontrato nella sua casa a Londra gli ho subito messo in chiaro che doveva rischiare, che se il nostro film dovesse andare male sarebbe andata male anche a lui. Dustin Hoffman si è innamorato della storia de L’uomo del labirinto e ha rinunciato al suo cachet abituale, figurando anche, al fianco di Toni Servillo, fra i produttori esecutivi.

Come stanno andando le vendite internazionali del film?

Donato Carrisi: Molto bene. Il film e’ stato venduto, anche grazie al sostegno dei nostri distributori che credevano molto nell’opera, in ben 76 paesi, fra cui gli USA.

Ludovico

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